Nei
primi anni ’70 Darwin e la teoria dell’evoluzione
non erano ancora entrati completamente nel bagaglio
generale della cultura di massa: nei libri di scienze
delle scuole erano relegati in poche righe. Nel
suo piccolo e forse senza volerlo, il Banco ha fatto
opera di divulgazione: non pochi adolescenti di
quegli anni si sono cominciati ad interessare di
biologia dopo l’ascolto di quel disco. E sì
che qui l’evoluzione della vita è usata come
una metafora per far riflettere sull’uomo, la sua
storia, le sue debolezze, la voglia di fuggire e
però anche di socializzare, l’amore irragiungibile,
il senso del tempo che corre e così via.
Però c’è una cosa: in nessun disco
del Banco come questo c’è una musica tanto
colorata e immaginifica: la ricchezza di timbri,
di ritmi, di variazioni melodiche, di invenzioni
armoniche, la straordinaria vitalità della
voce di Di Giacomo fanno di questo disco una sorta
di cartone animato acustico. Questa cosa è
successa perché nei primi anni ’70 c’era
grande creatività in quei giovanotti e i
mezzi non erano certo quelli di adesso: si cominciava
a vedere un po’ di elettronica, ma i timbri e l’anima
la dovevi tirare fuori con le mani e con il corpo.
Il consiglio è quello di mettersi una bella
cuffia, rilassarsi e farsi prendere da questo vortice
di idee musicali.
Sembra di vederli gli "informi esseri che
il mare vomita sospinti a cumuli su spiagge putride"
così come si riesce a sentire l’urlo che
"rintrona e sale fino ai vulcani" dell’uomo
che, conquistata la posizione eretta, inizia a
guardare al di là del proprio naso. Il
disco è un vero "album concept",
ma non come tanti polpettoni italo-inglesi che
giravano nell’epoca: qui l’idea è forte,
c’è ed è fatta di emozioni musicali.
E’ difficile indicare un brano migliore degli
altri, ma forse la cosa più geniale è
"Cento mani e cento occhi": quei pochi
minuti dell’incredibile ritmo in 5/4 con cui inizia
il brano valgono migliaia di ore di suoni campionati
con le diaboliche attrezzature dei musicisti del
2000.
1.
L'evoluzione
2. La conquista della posizione eretta
3. Danza dei grandi rettili
4. Cento mani e cento occhi
5. 750.000 anni fa ... L'amore?
6. Miserere alla Storia
7. Ed ora io domando tempo al Tempo ed egli mi risponde...
non ne ho!
I
commenti
dp79 6 aprile 2002
Il
Banco del mutuo soccorso conferma a pieni
meriti la sua
classicità con Darwin! album ricercato
con testi penetranti e irruenti. Il
brano 750000 anni fà...l'amore riesce
a dare un tocco di sentimento e
melodia inusuale per il prog italiano dell'epoca.
Un capolavoro da tenere
ben stretto!
oliveoil 31 dicembre 2001
album
infallibile, adatto ad ogni tipo di emozione
che si vuole provare
Donato"Orma" 9 settembre
2001
Senza dubbio il miglior album del Banco, capolavoro
assoluto del prog europeo per musica e testi,intelligenti
ed azzeccati come non mai.I due Nocenzi sono
una macchina da guerra precisa ed efficiente,Calderoni
al suo top e Francesco svetta su qualsiasi
altra voce.L'Evoluzione è una suite
stupenda, consigliata a chi vuole perdersi
in intriganti ed affascinanti percorsi musicali...