Dopo il fortunato ritorno alla distribuzione
convenzionale di "Citizen
Cain'd" (grazie agli sforzi della Lain e della
Goodfellas), Julian Cope torna alla pubblicazione
autartica del suo mirabolante genio creativo fatto
in canzone. Internet e file sharing sono quindi
tornate le armi fondamentali per poter mettere
le mani sui manufatti artistici di Sua Maestà
l'Arcidruido, ma i suoi fan lo sanno: bisogna
sempre aspettarsi qualcosa, da Julian Cope.
I punti di contatto tra "Dark Orgasm" e il suo
predecessore sono essenzialmente due: entrambi
sono dischi di puro rock'n'roll ed entrambi sono
doppi. Buffo considerare però come i suoi lavori
possano stare - per durata - all'interno di un
singolo supporto, che sia l'ennesimo atto d'amore
vagamente nostalgico verso il vinile dove se un
disco durava più di quaranta minuti bisognava
disporre di un secondo padellone? Non ci è dato
saperlo, anche se da uno che vive in una realtà
parallela ferma al 1975 non è una sorpresa un
eventuale attacco di saudade temporale. Costume
a parte, le canzoni di "Dark Orgasm" rappresentano
il concetto più sublime della prescindibilità
in quanto raccolta di rifforama sparso, slogan
caciaroni ("Nothing To Lose Except My Mind"),
organetti e mellotron che fanno tanto kraut-rock
ma anche tanto psichedelia ("I've Found A New
Way To Love Her") e chitarre acide che in più
di un'occasione sfiorano il metal dei Brian Donor
(merito del supremo camaleonte Doggen: dal liquame
sonoro degli Spiritualized al coattume in 4/4
di Cope). Tutto tremendamente ordinario, tutto
tremendamente straordinario. Schifosamente straordinario.
Si vive in una realtà relativa e stiamo sempre
parlando della persona che del rock'n'roll, ne
apprezza principalmente i cliché. Quindi spazio
ad una sarabanda di tamarrate - wah wah a profusione,
assoli tremendamente ammiccanti a certo onanismo
da sei corde - e un'atmosfera ieratica da nuovo-santone-del-rock
che il Nostro va ormai delirando dai tempi in
cui è uscito dalla testuggine di "Fried". Ma lì
era pop Barrettiano, qui rock'n'roll. Puro e semplice,
come dimostrano i 21 minuti di "The Death & Resurrection
Show", perfetto punto d'incontro tra i Can e i
Black Sabbath. Una cosa alla Julian Cope, insomma.
collegamenti su MusiKàl!
Julian Cope - Citizen
Cain'd
Julian Cope - The
Collection
Julian Cope - Peace
Love & Fuck
Julian Cope - Concerto
a Londra (17-11-2000)
Julian Cope - Concerto
a Londra (10-5-2001)
Syd Barrett - Barrett