Cosa distingue il kitsch che fa venire i nervi
e che cestineresti immediatamente dal kitsch ammiccante
e talmente eccessivo da risultare irresistibile?
Il confine è labile. Ad esempio in un film
come “Romeo + Giulietta” di Baz Luhrmann
l’essere perennemente fuori registro e la
mancanza di una bencheminima moderazione sono
delle qualità immense. Poi finisce che
in miliardi di film il regista sbaglia di un attimo
il tono ed è finita, opera rovinata. La
formula magica è misteriosa.
Ne sanno qualcosa gli Air di questa sorta di
eccesso fascinoso, del centrifugare edonismo
musicale con aria sintetica, musichine da giochino
modello Pac-Man e melodie di Gainsbourg, climax
da sigle di cartoni animati con i panorami immobili
di Eno e la rarefazione di Jarre. Presente? Ecco,
quell’effetto è amplificato a mille
in questa prima prova solista di Jean-Benoit,
quello degli Air che a volte dal vivo si mette
la benda da pirata, il tastierista insomma, che
si è scelto uno pseudonimo usando la parola
“dark” (Dunckel diventa Darkel)
quasi avesse ad anticipare una sua vena intimista
e scura.
Niente di tutto ciò, il pianista di Versailles
da solo è più sbarazzino, quasi
che il Tempo delle Mele si unisse ad un singolo
strappaclassifica di quell’eunuco di King
(“At The End Of The Sky”), come se
una melodia dei Ricchi e Poveri fosse vestita
da Vangelis (“Beautiful Woman”), e
come se a lui – icona della musica elegante,
snob per eccellenza – gli fosse permessa
la divagazione punk transgenico-elettronica di
“TV Destroy”. Ecchisenefrega, avrà
detto lui, da solo faccio quello che mi pare:
danzare soavemente sulle note confidenziali di
“Some Men”, brividi che stanno in
mezzo tra il Waters di “The
Final Cut” e il Corgan dei lenti notturni
di “Adore”; aprire finestre nel tardo
meriggio e guardare ad ovest mentre si compone
“Pearl”; ricordare la lezione degli
Air e lasciarsi andare a tutti gli assoli che
si vuole (“Be My Friend”).
Un album delizioso, talmente sdolcinato da essere
incommensurabilmente piacevole, talmente vezzoso
da risultare più attraente di Paris Hilton.
Forse alla lunga la glicemia salirà troppo,
ma per ora gusta rischiare un po’ di diabete.
Nick Hornby, in “Come diventare buoni”,
diceva che gli Air “propongono un sound
moderno, senza figli e single”. Ecco,
Darkel è fidanzato eccome, e figlierà
ben presto.
collegamenti su MusiKàl!
Air - Talkie
Walkie
Air - 10.000 Hz Legend
Brian Eno - Another
Green World
Roger Waters - le
recensioni
Smashing Pumpkins - Earphoria
Smashing Pumpkins - Greatest
Hits
Smashing Pumpkins - Siamese
Dream