Prima avvertenza: se volete acquistare questo
album, scegliete l'edizione con il doppio cd.
Dopo ventitré anni di attività i
Cure di Robert
Smith sfornano un altro album antologico, sfruttando
l'occasione per presentare due brani inediti.
"Cut Here" e "Just Say Yes"
sono due brani orecchiabili, freschi, allegri
e la voce divertita del quarantenne Smith si dimostra
in gran forma: musicalmente non aggiungono nulla
alla storia fantastica del gruppo e difficilmente
passeranno alla storia, ma servono forse a tornare
ad una forma-canzone più semplice dopo
le soffici intelaiature musicali del precedente
"Bloodflowers".
Il primo cd, superata l'attesa per gli inediti,
lascia abbastanza interdetti: possibile che con
tutto il materiale a disposizione i Cure continuino
a sfornare le solite canzoni? "Boys Don't
Cry", "A Forest", "Why Can't
I Be You?" sono brani splendidi, ma non sarebbe
stato forse più coraggioso andare a pescare
nell'archivio e magari riproporre pezzi meno conosciuti?
Perché si vuole appiattire la già
poco vasta conoscenza della massa? E dubito che
la scelta possa essere dettata da obiettivi commerciali,
quando sono ormai uscite decine di antologie dei
Cure, dalla storica "Staring at the Sea"
del 1987 al banale "Galore". Certo,
qui sono presenti anche brani di "Wild Mood
Swings" (mentre è totalmente escluso
"Bloodflowers"), ma basta questo a giustificare
l'operazione? Non credo. Insomma, se ci si dovesse
basare esclusivamente sul primo cd, l'acquisto
(agli amanti della band) sarebbe vivamente sconsigliato.
Ma c'è il cd 2, e c'è la sorpresa.
Con la stessa formazione di "Bloodflowers"
i diciotto brani presenti nel primo cd vengono
riletti, seguendo la scaletta, in versione acustica.
I due brani inediti ci guadagnano decisamente,
così come colpiscono le versioni di "A
Forest", "The Lovecats" e "Lullaby",
delicate, soffuse, ipnotiche. La chitarra acustica
disegna in aria forme oscure, tallonata alle spalle
dal basso di Gallup e dalla batteria che rendono
corposo il dolore, l'angoscia. Dopo l'ascolto
torna assillante l'interrogativo: non sarebbe
stato meglio presentare come "Greatest Hits"
solo il secondo cd, tranquillizzando gli animi
della folla ma strizzando al contempo l'occhio
all'ascoltatore più erudito? Bah, inutile
arrovellarcisi sopra...com'è inutile arrovellarsi
sul destino del gruppo: uniti? Sciolti? Nell'album
viene specificato che la produzione di "Cut
Here" è dell'Ottobre 2001, mentre
quella di "Just Say Yes" del 2002: un
nuovo album in vista?
Recensioni collegate
The Cure - la Kalporzgrafia