Vai all'homepage di Kalporz MusiKàl!, la rivista musicale di Kalporz Mappa di Kalporz

MusiKàl! - Recensioni, Artisti, News musicali
» Novità Album e Live
» News
» I preferiti di Rokko
» Gli intramontabili
» Kalporzgrafie
» Speciali / Interviste

Osteria - Chiacchiere e Forum
Chiacchiere e Forum

Stalla - Storie in musica
Storie in musica

Municipio - Benvenuti a Kalporz!
Benvenuti a Kalporz!

Cerca un Artista
0-9 A B C D E F G H I
J K L M N O P Q R S
T U V W X Y Z
Ricerca personalizzata

Newsletter
Info & Contatti
Collabora con noi
Pubblicità
Promo e demo
Le Foto su Kalporz
KLM

THE CULT
Concerto all'Estragon (Bologna) (29 settembre 2009)
segnala questa recensione 
di Paolo Bardelli scrivi un'email

Ascoltare tutto “Love” così, di filato, senza nemmeno fiatare, con “Nirvana” che parte subito e ti sorprende, con te che tenti di godere di ogni sfumatura e ti svegli quando si è arrivati a “Black Angel”, è stato difficilmente descrivibile. Per chi ha amato oltremisura questo disco come il sottoscritto la parte iniziale del concerto di Bologna, dedicata al rifacimento integrale – in ordine – del loro capolavoro del 1985, è stata come un unico brano lungo in maniera indefinita, potevano essere due minuti come un’ora ma la sensazione è stata quella di un unicuum completo ed inscindibile come lo è una sola opera. Meravigliosamente bella.

Merito dei Cult di oggi, comunque, e della loro capacità di suonare in maniera tremendamente fresca nonostante gli anni sul groppone ben materializzati dalla pancia di Ian Asbury versione barbone-Jim Morrison. In realtà, nulla di che: è vero che quando gli anni bussano alla porta i rocker sono più credibili se sono magri con (quasi) tutti i capelli al loro posto (Nick Cave insegna), però anche questo Asbury un po’ appesantito ha il suo fascino maudit, forse dovuto all’associazione mentale immediata al periodo parigino del frontman dei Doors, che gli conferisce un’aura ancora assoluta sul palco. Confermata dalla sua voce, inaspettatamente in forma dal quarto pezzo in avanti (sul primo brano non inizia a cantare al momento giusto essendo intento a sproloquiare con i fonici in merito a misteriose problematiche da palco che mai sapremo, spaccando un cembalo per la rabbia e tenendo la voce frenata fino a “Love” compresa) che ci smentisce, in questa serata bolognese, quella leggenda metropolitana che già girava dagli Anni ’80 secondo cui la voce di Asbury non teneva la distanza di un concerto.

Ma è un altro il mattatore del live, e anche più: Billy Duffy, in perfetta forma fisica, è stratosferico. Dispiace usare termini così esagerati, potrebbe sembrare la recensione del classico fan cascato lì che non ha capito un cazzo perché si è fatto prendere solo dall’emozione, invece non è così. L’emozione c’è – e per fortuna! – ma è un’annotazione oggettiva la precisione stilistica di Duffy che suona ogni specifica nota tirandola al punto giusto, né un frazione di semitono in più né in meno, come se non avesse fatto nient’altro da vent’anni a questa parte che suonare “Love” ininterrottamente. Come se di notte si ripassasse le sue parti per ripeterle immutate, granitiche, non per cocciutaggine o mancanza di passione ma con quella cura tipica dei perfezionisti che credono fermamente in loro stessi, nella bellezza delle cose che fanno. Non è mai stato un tecnico agli eccessi, Duffy, e neanche dopo il concerto di Bologna lo si inserisce in quella schiera: piuttosto la sua figura chitarrista acquista un valore da Storia del Rock come arrangiatore insostituibile ed esecutore perfetto, uno che è riuscito a donare ai brani una carica che solo un rigore sopraffino e accurato può darle. Poche volte si è visto un chitarrista così, e in quel così ci sta tutta l’unicità di Billy Duffy.

Tornando ai brani, “The Phoenix” è la migliore del lotto-“Love” mentre sono fuori classifica l’immensa “She Sells Sanctuary” e la delicata “Brother Wolf, Sister Moon”, i due apici nel coinvolgimento – rispettivamente – “da esplosione” e “da rapimento” della platea gremitissima di un Estragon praticamente tutto esaurito.

Terminato il viaggio nell’Ever-Kalporz “Love”, i Cult si concedono una breve pausa e poi tornano sul palco puntando sul periodo “Electric” (“Electric Ocean”, “Wild Flower”), che riscuote il medesimo successo così come i brani tratti da “Sonic Temple” (“Sun King”, “Fire Woman”). C’è anche il tempo per un paio di pezzi meno conosciuti - “Rise” da "Beyond Good And Evil" (2001) e "Dirty Little Rockstar" da “Born Into This” (2007) – e per il gran finale di “Love Removal Machine”.

Si esce pensando che questo concerto ha proiettato i Cult, almeno per noi, in quell’immaginario Olimpo del Rock abitato da gruppi che esisteranno sempre nel loro fulgore alto e immutato, non scalfibile da niente e nessuno. Magari non nell’attico degli Zeppelin o nella villa degli AC/DC, ma in una bella capanna a guardare dall’alto in basso una miriade di band che non hanno mai raggiunto quella vetta, beh, questo è proprio il minimo.

Cult scaletta Estragon

 

collegamenti su MusiKàl!
The Cult - Beyond Good & Evil
The Cult - Love
The Doors -  The Doors
Nick Cave - le recensioni
Led Zeppelin - la Kalporzgrafia

 



9 ottobre 2009




I commenti
 


aggiungi il tuo commento!
torna su

adv
Damo Suzuki's Network con Thomas Wydler (Bad Seeds)
Sabato 20 marzo al Calamita di Cavriago (RE)


»
CONCERTI
gli ultimi recensiti
Samuel Katarro - Off (Modena)
Kasabian - Estragon (Bologna)
Air - Estragon (Bologna)
AA.VV. - Creamfields 2009
Art Brut + Kid Harpoon - Circolo degli Artisti (Roma)

»
NOVITA'
le ultime recensioni
The Flaming Lips - The Dark Side Of The Moon

Thee Silver Mt. Zion – Kollaps Tradixionales

Owen Pallett - Heartland
Eimog - Scenario

Charlotte Gainsbourg - IRM



»
ROKKO-BEAT
i preferiti di Rokko
The Antlers - Hospice
Soap & Skin - Lovetune For Vacuum
Doves - Kingdom Of Rust
Shearwater - Rook
Gnarls Barkley - The Odd Couple

»
EVER-KALPORZ
gli intramontabili
Alice In Chains - Jar Of Flies
Air - Moon Safari
Cult - Love
Primal Scream - Screamadelica
Einsturzende Neubauten - Fünf Auf Der Nach Oben Offenen Richterskala


Home | MusiKàl | Municipio | Osteria | Stalla

Copyright  © Kalporz 2000-2010. Tutti i diritti riservati

Kalporz su: Facebook | MySpace | Twitter