Una
cosa è certa: Cristina Donà non è
superba. Che si esibisca a Londra o a S. Ilario
d'Enza, l'impegno è lo stesso. Un'ora e mezza
circa di robusto concerto prevalentemente 'elettrico',
insieme a tre dei suoi abituali collaboratori: Lorenzo
Corti (chitarra elettrica), Marco Ferrara (basso
e contrabbasso elettrico), Cristian Calcagnile (batteria
e percussioni); più il fiatista e percussionista
Roberto Romano (flauto traverso, clarino, sax).
La struttura en plein air dell' 'Arena spettacoli',
superiore sotto tutti i punti di vista ai terribili
tendoni, ha offerto un palco dalle dimensioni adeguate,
cosicché tutti i musicisti erano perfettamente
visibili. Anche il versante acustico, che ci faceva
temere non poco, è stato all'altezza. L'atmosfera
era quella rilassata di una riunione fra amici:
dunque l'ideale per godersi gli eleganti arrangiamenti
e l'affiatamento del quintetto. Sulla voce della
Donà non ci sarebbe bisogno di soffermarsi,
ma qualche breve considerazione non può guastare.
Parliamo senza dubbio di un canto 'recitato', atteggiato,
che trae valore dalla capacità di mutare
continuamente accenti e registro, senza mai fissarsi
su un unico modulo interpretativo; un'oscillazione
avvertibile non solo nell'ambito di canzoni diverse,
ma spesso anche all'interno del medesimo pezzo.
Uno scavo nei meandri della vocalità, alla
scoperta delle sue varie possibilità. In
questo senso si comprendono anche i caratteristici
vocalismi, che possono essere dolci e ammalianti
ma anche strazianti, in una sfida continua agli
strumenti. Laddove Carmen Consoli - naturale termine
di paragone - stucca presto, Cristina Donà
supera l'ostacolo grazie ad una maggiore elasticità.
Su ogni terreno, acustico o elettrico, la cantautrice
lombarda è sempre a suo agio. Significativo,
a questo proposito, il fatto che affrontati concerti
anche in veste di solista, chitarra-voce. A questo
punto perciò dobbiamo dire che esiste una
seconda certezza: l'autrice di "Tregua"
e "Nido" mostra la consumata abilità
di chi, di album, ne abbia confezionati molti di
più.
Nel corso della serata Donà ha reso omaggio
ad alcuni autori, citando tra l'altro "Message
In a Bottle" dei Police, "Grace"
di Jeff Buckley
e "Bad" degli U2,
mentre nella prima parte di "Vorrei essere
altrove" si è aiutata, mostrandolo apertamente,
con un accompagnamento registrato: ne è scaturito
un effetto straniante consono alla canzone.
SCALETTA:
- Volo in deltaplano
- Mi dispiace
- L'ultima giornata di sole
- Le solite cose
- Così cara
- Goccia
- Qualcosa che lasci il segno
- Nido
- L'aridità dell'aria
- Volevo essere altrove
- Terapie
- Ho sempre me
- Stelle buone
BIS:
- Mangialuomo
- Tregua