Avete presente cosa succede quando si aspetta
un momento per tanto tempo? Di solito si finisce
per godersi quel momento come si conviene, per
scoprire poi, mentre torni a casa, che c'è
una punta di insoddisfazione che ti rode, da qualche
parte.
Quello che hai visto ti sembra meno bello, iniziano
a girarti in testa piccoli brandelli di frasi
come "Sì, però in quel punto
",
"Carino, ma da lei ho sentito di meglio"
Frasi come queste, insomma, che a mente fredda
sono capaci di rovinarti il ricordo di una bella
serata, e di un bel concerto.
Mancavo da un paio d'anni all'appuntamento dal
vivo con Cristina Donà, e l'ho trovata
diversa da come la ricordavo: ugualmente magnetica,
ma più spavalda, molto più sicura
dei suoi mezzi, convinta di dover portare la sua
musica in zone diverse, con suoni più pieni
e strutture più complesse.
Certo, non l'ho mai sentita cantare così
male come in "The Truman show" (che,
tra l'altro, mi sarei aspettato molto più
potente, e che invece, alla prova del palco, si
è rivelata essere poca cosa), ma allo stesso
tempo non ricordo di averle mai sentito cantare
qualcosa di più bello della versione di
stasera di "Nido" (sempre più
fascinosa, la voce che si fa fragile, mentre viene
avvolta come un vento impetuoso da vortici di
rumori).
Certo, la scaletta, nonostante le quasi due ore
e mezzo di concerto, ha penalizzato molto "Tregua",
e i nuovi arrangiamenti delle canzoni tratte da
questo album non rendono giustizia alle trame
nude e bellissime del disco.
Poi, però, resta sempre una voce che ti
sa incantare (il movimento sinuoso della jazzata
"Dove sei tu", la versione per due chitarre
di "Invisibile", la "Mangialuomo"
eseguita da sola come primo bis, quella "Ho
sempre me" che chiude come da tradizione
il concerto, fusa assieme a "Una giornata
uggiosa" di Battisti e a "State trooper"
di Springsteen), una band perfettamente in sintonia,
una capacità di stare sul palco che ha
pochi eguali.
Tutto bene, quindi. Però
mi viene
il sospetto che le mie siano critiche da fan incallito,
e non valutazioni pienamente obiettive. Sarà
anche vero, ma, nonostante la bella serata, saranno
altre le esibizioni di Cristina Donà che
ricorderò con più affetto ed emozione.
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