A chi ha la fortuna e l'onore di assistere ad
un concerto di Paolo Conte capita di serbare queste
fugaci due ore di vita tra i ricordi più
cari ed indimenticabili. Molti, fra i quali me
stesso, tentano di ricercare queste emozioni…ricercando
il cantautore piemontese nel suo peregrinare tra
un teatro e l'altro. Il bello è che quando
l'evento si ripete, la magia rimane incredibilmente
intatta, smentendo per una volta la teoria (e
la pratica) delle minestre riscaldate. Il cordone
ombelicale che si crea tra l'anonimo ascoltatore
e l'artista è fatto di acciaio, è
indissolubile. Ritorna in mente una frase-sentenza
di Annie Girardot, grande attrice francese nonché
ammiratrice e collaboratrice di Conte in "Razmataz":
"…Paolo Conte è un uomo infinito…". Questa
definizione descrive in modo netto ed inequivocabile
una sensazione che credo pervada la maggioranza
dei fans dell'artista astigiano; la sua è
una personalità in continuo movimento e
che gioca a stupire il pubblico e forse anche
sé stesso. La sua capacità di rivitalizzare
e valorizzare ogni singola nota, vecchia o nuova
che sia, è unica.
Ecco, se qualcuno mai si fosse chiesto il perché
di tutta questa produzione live ("Tournée
2" è il quarto album dal vivo in tredici
anni), la risposta è in quella frase di
Annie, la descrizione di un geniale e discreto
ammaliatore che per sua natura non finisce mai
di stupire. Un perfetto esempio di vecchio standard
che colpisce al cuore come mai prima è
"Luna di marmellata". Inserita nel secondo album
solista del 1975, essa non brillava particolarmente
nell'economia di un disco pieno di classici; ebbene,
la versione di "Tournée 2" è eccezionale,
con un pathos sconosciuto, molto più interpretata
nei risvolti dolceamaro-nostalgici. Viste persone
col viso rigato di lacrime. Inoltre, Conte ci
offre anche alcuni inediti, tutti per un verso
o per l'altro, bellissimi. L'anima jazz viene
sempre più fuori in pezzi come "Swing",
"Legendary" e "Irresistible", con una tendenza
spiccata a preferire gli strumentali da Big Band.
La curiosa "Nottegiorno" chiude il CD 1, mentre
quello 2 ha in serbo un finale strepitoso, "Roba
di Amilcare". Presentata al Premio Tenco 1997,
essa è un'accorata dedica al fondatore
di questa ambita rassegna, canzone alla vecchia
maniera, voce e piano. Gli applausi finali sono
autentiche e commosse ovazioni. Alle quali noi
ci uniamo, devoti.
Proprio da "Luna di marmellata": "Luna di marmellata
per noi due che abbiamo casa e figli tutti e due,
ma abbiam sorriso senza alcun pudore all'idea
di un ultimo amore…
Paolo
Conte
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