Inizia
a Bologna il nuovo tour di Fabio Concato, di ritorno
dal Grande Festival. Cosa aspettarsi allinizio
di un suo concerto? Se come me non
nei hai mai visto uno, cerchi di ricordare tutte
le sue canzoni che conosci, pensando di assistere
ad un tranquillo spettacolo di buona musica e poesia.
Le aspettative vengono poi confermate quando si
apre il sipario: una scenografia sobria, coi musicisti
disposti a semicerchio e al centro uno sgabello
con davanti un microfono
Fabio si siederà
lì sopra e canterà le sue belle canzoni
Invece, al suo ingresso cominciano le sorprese: Concato non ha alcuna intenzione
di restarsene tutta sera appollaiato sullo sgabello, e tantomeno di occuparsi
solamente di cantare! Comincia subito a coinvolgere il pubblico, con la sua
ironia sorniona, certo, ma anche con tanta voglia di divertirsi e di far divertire:
si prende (e ci prende!) in giro, pregandoci di avvisarlo se dovesse avvicinarsi
troppo al bordo del palco e rischiare di cadere giù (come dichiara di
avere già fatto), e raccontando gli aneddoti della sua esperienza al
Festival della Canzone Italiana (SanRemo per gli amici). Insomma: una rivelazione,
un piacevole senso di stupore, davanti ad uno spettacolo che forse solo i veri
appassionati si aspettavano.
E questo non è che linizio. Siamo subito avvertiti che la scaletta
si baserà soprattutto sul nuovo album, Ballando con Chet Baker
(e grazie per avere scelto, per il titolo, uno dei più grandi jazzisti
bianchi!): forse non tutti lo conoscono, ma veniamo ugualmente invitati a partecipare,
a cantare (quelli stonati a bassa voce, per piacere!), e subito latmosfera
si scalda. Con landare del concerto che per inciso dura circa due
ore e mezza anche Concato si scioglie sempre più, e si lascia
andare alle influenze più presenti nella sua musica: le sonorità
e i ritmi latino-americani, dal mambo alla bossa nova
e quale stupore nel
vederlo anche ballare, nel suo impeccabile completo nero!
Ai brani dellalbum si alternano alcuni pezzi storici, che
già dalle prime note strappano al pubblico applausi fragorosi e tanta
voglia di cantare: Domenica bestiale su tutte, poi Il caffettino
caldo, Ti ricordo ancora
e una versione acustica di Guido
piano indimenticabile.
Dopo più di due ore di concerto, ecco i saluti, il sipario che si chiude
e tutti i musicisti che escono
ma gli applausi non accennano a fermarsi,
ed ecco una lunga serie di bis, che culmina con quella che è forse la
canzone più amata e divertente di Concato, Rosalina: Rosalina
Rosalina, tutto il giorno in bicicletta fino a sera, chissà i polpacci
poveretta
Un concerto inaspettatamente emozionante e travolgente, che riesce ad alternare
attimi di poesia e commozione con una scanzonata ironia, non lasciando tuttavia
mai spazio alla noia o solamente allinespressività
e che rivela
quello che è davvero un grande artista.