Anche i migliori, a volte, annoiano. Qualche
kalporziano sarà già saltato sulla
sedia nel leggere “i migliori” riferito
ai Coldplay,
ma non vogliamo essere ipocriti e non tributare
ai quattro londinesi l’onore di essere tra
i migliori interpreti di questo momento musicale.
Qualità unita a commercialità.
A Casalecchio, però, qualche meccanismo
che oliava a dovere i precedenti live visti (a
Milano nel novembre 2002 e quest’estate
all’Arena di Verona) deve essersi –
se non bloccato – almeno rallentato. Si
è assistito infatti ad un concerto un po’
piatto, senza sussulti tranne che in tre/quattro
pezzi. Basti dire questo: mentre si andava al
concerto ci si ascoltava in macchina la ghost-track
“Till Kingdom Come” dedicata a Johnny
Cash e si pensava: “Ma quanto è stucchevole!”.
Nel palasport i Coldplay prendono la chitarra
acustica, il batterista si mette al pianoforte,
tutti si avvicinano per eseguire questo pezzo
ecco che le vibrazioni iniziano – finalmente!
– a sentirsi. E se le senti per la canzone
che meno ti piace di un disco, un qualche problemino
di resa live degli altri brani vuol dire che quella
sera i Coldplay ce l’hanno avuta.
Sarà stata l’acustica pessima del
Palamalaguti, o forse che al mixer c’era
un diciottenne biondo boccoloso come l’Arcangelo
Gabriele che pareva più adatto a fare il
chirichetto che il fonico (che suoni pessimi che
ci ha fatto sopportare…), sarà che
si è arrivati trafelati di corsa alle 21,10
e dopo un secondo Chris Martin e compari iniziavano
con “Square One”, insomma si vuole
tenere conto di tutte quelle situazioni esogene
che, bene o male, potrebbero determinare un giudizio
errato, ma no: l’altra sera a Bologna i
Coldplay erano davvero un po’ giù
di corda.
Dopo “Square One” si va di “Politik”
poi di “Yellow”, l’organizzazione
fa scendere degli enormi palloni gialli dall’alto,
il pubblico ci gioca e forse questa è la
tattica: distrarre i paganti. In “Speed
Of Sound” il marito di Gwyneth Paltrow non
è in voce, “God Put A Smile Upon
Your Face” offre un finale coinvolgente
e lanciato ma è appena un attimo: “Everything’s
Not Lost” è una meravigliosa canzone,
ma i brividi sulla schiena non arrivano come era
avvenuto a Milano. “X & Y” –
che se non erro a Verona non è stata fatta
– è compita, un pezzo nuovo o una
b-side lascia perplessi melodicamente, “White
Shadows” è la vetta (negativa) del
concerto. Scriviamolo, una buona volta: non se
ne può più di vedere i Coldplay
sul palco con nessuno che suona le tastiere e
sentire un sottofondo come di sette synth. Mettete
un tastierista sul palco, guardatelo in faccia
mentre suonate invece che usare delle basi o degli
omini che vi suonano dietro le quinte (gli U2
nella tournée di “Zooropa”
facevano così, testimonianza diretta di
chi aprì dei loro concerti) e forse il
suono si umanizzerà.
Dopo una “The Scientist” abbastanza
toccante c’è l’intermezzo acustico
di cui abbiamo parlato, con “Till Kingdom
Come” e “Green Eyes”, per passare
subito ad una sempre apprezzata “Clocks”:
la bellezza di quella canzone è talmente
cristallina che non importa che sia suonata un
po’ scolastica. Prima della pausa i Coldplay
fanno il nuovo singolo “Talk” e anche
stavolta ci si accorge della forza melodica di
questa canzone: si uscirà dal concerto
canticchiandola – come a Verona –
per una buona oretta.
Il trittico finale è costituito da una
inutile “The Hardest Part”, una buona
“In My Place” con Martin che va sulle
tribune in mezzo al pubblico e una ormai classica
“Fix You”. Si guarda l’orologio,
sono le 22 e 30… Le 22 e 30??? Ma è
talmente presto che non è ancora finita
la fiction in prima serata su Rai Uno! Un’ora
e venti di concerto con tre album all’attivo?
Senza suonare “Trouble”? (vabbé
questa forse si spiega: i Coldplay vogliono avere
la loro “Creep”, che i Radiohead
non suonano mai nonostante tutti la richiedano…)
Ma i R.E.M. e gli Smashing Pumpkins avevano dei
suoni così orrendi qui a Casalecchio? Non
sarà che non è colpa del Palamaguti?
Ma l’Arcangelo Gabriele era vero o abbiamo
avuto un’allucinazione come Fantozzi? Insomma:
non sarà che questa volta i Coldplay hanno
suonato poco e male?
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