Chitarrista, cantante, comico, cabarettista,
giocatore di bocce, boxeur. Queste e mille altre
cose compongono lo straordinario palmares di questo
ottuagenario (18 luglio 1917) nato in Cayenne
(protettorato francese) e trasferitosi a Parigi
per volere del padre alla tenera età di
sette anni. Impressiona l'estrema malleabilità
del personaggio, capace di spaziare con disinvoltura
in un vasto campo delle arti. Le sue collaborazioni
ed i suoi incontri sono semplicemente eccezionali
e descrivono un'intera epoca della scena transalpina
e parigina in particolare. Si va dall'esperienze
jazz manouche con Django Reinhardt, all'amicizia
profonda con il geniale e poliedrico Boris Vian,
all'incontro ed al viaggio alle Isole Marchesi
con Jacques Brel. Salvador trovò il tempo
di diventare famoso anche nel nostro paese, partecipando
come comico-cantante alla trasmissione televisiva
"Giardino d'inverno" (1960), curiosa
anticipazione della canzone di apertura di questo
bellissimo album.
Già, "Chambre avec vue" (forse
la sua camera in Place Vendome?) ammalia ed affascina
al primo ascolto, anzi, vorrei dire dalla prima
occhiata alla copertina. Questa "chambre"
ha una finestra aperta sull'estate, su quelle
giornate nelle quali il desiderio massimo è
di sedersi sotto un fresco platano, sorseggiando
un Pastis. Le tredici canzoni di questo grande
ed inaspettato ritorno dell'artista parigino sono
la colonna sonora di una vita spesa intensamente
ed allo stesso tempo lentamente, come se egli
non si fosse mai allontanato dall'originaria Cayenne.
Troviamo qua e là tocchi di elegante bossanova,
accostata alle innate doti di uno chansonnier
innamorato del jazz. "Jardin d'hiver"
ha il Brasile nel suo DNA, mentre "Mademoiselle"
flirta felinamente con Sidney Bechet. In questo
pezzo troviamo la firma di Thomas Dutronc, rampante
chitarrista figlio della celebre coppia Jacques
Dutronc/Françoise Hardy, quest'ultima anch'essa
presente in "Chambre" come compositrice
e cantante in "Le fou de la reine".
Un altro vecchio amico di Henri, il magico armonicista
olandese Toots Thielemans, duetta in "Un
tour de manége" e piazza uno dei suoi
magistrali assoli.
Un disco pulito, essenziale, solare. Una voce
senza età. "Il fait dimanche au bord
de l'eau, vin blanc glacé sous les glycines".
E magari giusto una partita a bocce (la pètanque),
tanto per fare un po' di movimento...