Il problema, cara Chan, è che hai trentun anni,
e ormai dovresti arrivarci da sola che è meglio
non bere come una spugna prima di salire sul palco,
soprattutto se davanti a te c'è un locale pieno
di gente che ha pagato 15 euro per vederti.
Ti avevano descritto come timida, schiva, spigolosa,
forse refrattaria ai concerti. Beh, quello che
ho visto io, scusami, era un'ubriaca che non si
reggeva in piedi, che dopo un po' di canzoni dove
la band la salvava ha deciso di rimanere da sola
sul palco, per iniziare uno show pietoso: canzoni
interrotte per urlare di spegnere le luci che
ti davano fastidio (col risultato che hai "suonato"
al buio per due ore), urla e risate sguaiate,
tentativi falliti di rimanere in piedi, dialoghi
deliranti con le prime file, abbozzi di canzoni
che immancabilmente non finivi perché non riuscivi
a ricordarti cosa dovevi suonare…
Il meglio l'hai dato quando è tornata la band,
dove hai ululato qualcosa, sdraiata tra il basso
e lo sgabello della violinista, e hai perfino
tentato un bis (ma che costanza! Complimenti!).
Non ho parole, davvero. Credevo di sganasciarmi
dalle risate quando, nel bel mezzo delle urla,
hai gridato "I need a man!", ma scommetto che
chi il biglietto l'ha dovuto pagare s'è divertito
molto meno…
Lungi da me fare il moralista (non sono nella
posizione giusta, temo), ma è veramente stato
uno spettacolo pietoso, e non perché eri ubriaca,
ma perché, in teoria, stavi facendo il tuo lavoro.
Ti dico una sola parola: professionalità. Anzi,
no. Mi sembra carino riportare il commento di
un tizio che era di fianco a me: "Bevi meno e
bevi meglio". Beh, non c'è molto altro da dire…spero
che il pubblico delle tue altre date abbia visto
uno spettacolo migliore, ma io, al tuo prossimo
tour italiano, vedrò di non esserci.
Tuo,
daniele.
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