Conor Oberst è ormai un maturo ragazzotto
di ventisette anni. Sembra strano da pensare e
da scrivere, ma anche lui invecchia. Dopo
essere diventato il paladino dell'alt-folk un
po' emo è ora di cambiare pagina e cercare
di far capire al mondo che si ha voglia di mettersi
in discussione con modelli più "alti". Ed eccoci
quindi a "Cassadaga", nuovo capitolo a nome Bright
Eyes dopo il doppio esperimento "I'm
Wide Awake It's Morning" + "Digital
Ash In A Digital Urn" (visto da molti fan
della prima ora come l'inizio della fine di un'altrimenti
brillante carriera artistica) e il live "Motion
Sickness". Lo ascolti e quasi non ci credi.
Conor è effettivamente cresciuto e l'aver
frequentato i palchi americani in compagnia di
gente come John Fogerty, R.E.M., Neil
Young e - soprattutto - Bruce Springsteen
lo ha trasformato in una sorta di nuovo "cantautore"
che, se da un lato mantiene tutte le peculiarità
che l'hanno reso unico, dall'altro si accosta
ad un suono più levigato e ambizioso. Siamo
dalle parti di una specie di american cosmic
music, proprio quella che suonava Gram Parsons
negli anni '70 e riproposta con riverito omaggio
dall'ultimo Ryan Adams.
Ma non si straccino le vesti, i detrattori. Quello
che conta sono le canzoni: la scrittura, i testi
e gli arrangiamenti. Ed è qui che abbiamo la conferma
della natura superiore dei Bright Eyes.
L'ambizione trova un giusto sbocco nei musicisti,
capaci di disegnare trame all'apparenza "antiche",
ma in realtà mosse da una forza propulsiva
interiore che ben si unisce ai testi di Conor
(sentire "Soul Singer In A Session Band", "I Must
Belong Somewhere"). Riflessioni universali che
partono dal personale per approdare alla politica,
all'amore e alle cose di tutti i giorni. Non più
con la voce sguaiata e arrabbiata di un emo-kid
che trova da ridire con tutti, ma il canto soffice
e meditabondo di un ragazzo che sta per diventare
uomo (argh! questo toccherà a tutti noi)
e sta pensando alla strada da prendere.
Apprezzabile tentativo di rendere omaggio ai
mostri sacri di certa musica americana - non solo
Gram Parsons, sia chiaro... ovvio che il già citato
Springsteen ha contribuito di molto - e di affrontare
senza prese in giro la sua maturità. In
un mondo di gente che cerca di essere a tutti
i costi lo stereotipo di sé stessa, è bello trovare
- di tanto in tanto - qualcuno che se ne frega
e cerca di fare musica nel migliore dei modi possibili.
collegamenti su MusiKàl!
Bright Eyes - Motion
Sickness
Bright Eyes - Concerto
al Transilvania Live (Milano)
Bright Eyes - I'm
Wide Awake, It's Morning
Bright Eyes - Digital
Ash In A Digital Urn
R.E.M. - Around
The Sun
R.E.M. - Reveal
Neil Young - le
recensioni
Bruce Springsteen - We
Shall Overcome - The Seeger Sessions
Bruce Springsteen - Born
To Run (30th Anniversary Edition)
Bruce Springsteen - Devils
& Dust
Bruce Springsteen - The
Rising
Bruce Springsteen - Nebraska
Ryan Adams - 29
Ryan Adams - Demolition
Ryan Adams and The Cardinals - Jacksonville
City Nights
Ryan Adams and The Cardinals - Cold
Roses