Per
una strana magia che solo la musica riesce a creare,
nella nebbiosa e umidiccia provincia modenese per
due ore si è respirata l'aria torrida del
deserto messicano. I Calexico al "Vox Club"
di Nonantola sono stati protagonisti di una autentica
"fiesta" che ha coinvolto e travolto l'intero
pubblico.
La serata si apre con Shannon Wright, giovane cantautrice
di Atlanta, che con l'accompagnamento di due membri
dei Calexico, Joey Burns al contrabbasso e John
Convertino alla batteria, ha presentato alcuni brani
propri a dire il vero poco digeribili, tra teatro
kabuki ed espressionismo tedesco, forse poco in
linea con il clima della serata; riesce comunque
a raccogliere il consenso di una platea onesta e
rispettosa.
Finalmente arrivano sul palco i sei musicisti, vestiti
da normalissimi studenti di college; una volta imbracciati
gli strumenti, la festa ha inizio. Già con
i primi brani tratti dal loro penultimo disco, "The
Black Light" , la mente comincia a galoppare
verso le pianure sonore di Ennio Morricone, a fianco
degli Apache degli Shadows. E infatti Burns, concentrandosi
su un vibrato particolarmente intenso e su un suono
"vintage" dalle sfumature evocative, ricorda
proprio lo stile del vecchio Hank Marvin.
Con "El Picador", brano di apertura del
loro ultimo lavoro, "Hot Rail", si aprono
le danze; la gente risponde con un boato, come se
fosse di fronte ai Beatles che cantano "Help!".
In questa e in altre canzoni, il chitarrista ritmico
e il vibrafonista dismettono i loro strumenti consueti
per imbracciare le trombe, quelle trombe che ti
fanno venir voglia di leccare sale e tequila. Ottimi
polistrumentisti, non c'è che dire.
C'è spazio anche per un duetto con la Wright,
che sale sul palco insieme al gruppo per cantare
"Ballad of Cable Hogue", e più
avanti per eseguire una poco incisiva versione di
"I Started a Joke" dei Bee Gees. La musica
dei Calexico si evolve durante la serata, e così
dai toni tex-mex dai quali erano partiti, giungono
al rockabilly più sfrenato, per poi planare
nuovamente nelle atmosfere "mariachi"
di "Fake Fur" e "Slag".
Un'ora e mezza di autentico divertimento, di evasione
dalla noia delle solite note, inseguendo il sogno
di raggiungere remoti luoghi di fuga come Tijuana,
città di confine tra la libertà e
la disperazione. Grazie ai Calexico per essere dei
così buoni compagni di viaggio.