Sediamoci, chiudiamo gli occhi, e tiriamo un
respiro profondo: i Red Hot Chili Peppers di "Blood
Sugar Sex Magik" non torneranno mai più.
Quella gioiosa esplosione di punk/funk in cui
ogni riff, ogni suono era un piccolo gioiello
di cui innamorarsi, è entrata definitivamente
nella caotica soffitta della storia del rock,
accanto ad altre pietre miliari.
Ma a questo punto è lecito chiedersi: che
cosa ci è rimasto? Chi sono i Red Hot Chili
Peppers di oggi? Con un certo imbarazzo bisogna
ammettere che i quattro californiani oggi sono
una dignitosa pop band, in grado di sfornare industrialmente
brani di sicuro impatto, non fosse altro che per
il bombardamento mediatico di cui si servono.
Ad ogni modo, ci troviamo di fronte ad un lavoro
importante: "By The Way" è composto
da 16 brani per 70 minuti di musica la più
varia e inaspettata possibile: dal pop al mariachi,
dal funky (annacquato) al latino-americano. C'è
la voglia di stupire, di spiazzare, ma anche l'esigenza
di sperimentarsi e infine di piacere. Senz'altro
un passo avanti rispetto a "Californication".
L'anima che emerge da questo disco è irrimediabilmente
pop, un pop alla ricerca di una melodia ficcante,
di progressioni armoniche elaborate e suadenti.
Già il primo singolo che dà il titolo
all'album esprime la voglia di farsi cantare,
per poi scadere in un refrain "robusto"
a dire il vero piuttosto banaluccio. Se ci fermassimo
qua, potremmo temere di trovarci di fronte ad
una replica mal riuscita di "Californication".
Ma le sorprese devono ancora arrivare. La prima
la si incontra con il secondo brano, "Universally
Speaking", canzone sbarazzina e spensierata,
molto vicina al brit-pop di qualità. E
che dire di brani come "Dosed", da suonare
con la chitarra acustica insieme agli amici in
spiaggia? Vien voglia di tirar fuori i dischi
di Simon & Garfunkel e farsi una scorpacciata
di coretti e chitarre a squarciagola.
Ma c'è spazio anche per le ormai consuete
ballatone tristi a cui i Red Hot ci avevano già
abituato con "Californication": "Tear"
porta con sé il suo carico di malinconia,
trainato da un piano elettrico e da altri coretti
alla Beach Boys nei giorni di pioggia; la spaziale
"Warm Tape", aggrappata ad un synth
sibilante, ostinato come la melodia di Anthony
Kiedis.
E se ciò non bastasse, i quattro mattacchioni
ci regalano le atmosfere messicane di "Cabron"
e il calypso di Ricky Martin con "On Mercury".
Questo è troppo.
Voglia di divertire e di divertirsi. I Red Hot
Chili Peppers, pur comunicando freschezza e spensieratezza,
si dimostrano ulteriormente (come se ce ne fosse
bisogno) musicisti eccellenti. Flea è la
prova vivente che una Ferrari può rendere
ugualmente bene anche ai 50 all'ora in città;
John Frusciante, abbandonata definitivamente la
sua mano funky (se non in rarissimi e apprezzabili
episodi come "Can't Stop"), si dedica
alla ricerca di atmosfere e situazioni diverse,
condite da suoni, fraseggi, armonie sofisticate.
Senz'altro un pilastro nel suono dei Red Hot Chili
Peppers.
In definitiva, "By The Way" è
un buon disco, per tutte le orecchie, anche per
quelle di coloro che sono ancora seduti con gli
occhi chiusi e con le mani tra i capelli
18
luglio 2002
Track
list:
1.
By The Way
2. Universally Speaking
3. This Is The Place
4. Dosed
5. Don't Forget Me
6. The Zephyr Song
7. Can't Stop
8. I Could Die For You
9. Midnight
10. Throw Away Your Television
11. Cabron
12. Tear
13. On Mercury
14. Minor Thing
15. Warm Tape
16. Venice Queen
I
commenti
sa' 88 18 dicembre 2003
Chi dice che gli ultimi capolavori dei rhcp
sono cambiati dai precedenti...be' questo
è vero ma a chi dice che fanno cagare vorrei
rivolgere una domanda:cosa vi siete fumati?i
RED HOT CHILI PEPPERS sono mitici
Matteo Benetti 25 agosto 2002
L'unica
speranza che mi rimane è che i Peppers
si sciolgano prima di fare altre figure di
merda come questa e Californication. E' triste
vedere i miei miti piegarsi alla "green
machine".Tony Flow, dove sei?
motherfucker 11 agosto 2002
oh
calma!!!stiamo parlando dei mitici REDHOT....dovrebbe
bastare il nome!è vero nn sn+ kuelli
d1 volta ma sn grand xkè sanno evolversi!!rhcp
rules4ever!!!!!
funky monks 7 agosto 2002
penso
che tutti coloro che hanno scritto commenti
negativi su By The Way abbiano capito poco
o niente dei red hot
chili peppers e della loro musica.Sono passati
tanti anni dai tempi di Freaky Stylye e Blood
Sugar Sex Magik ed i Red Hot non sono piu'
quelli di una volta ,direi quasi per fortuna.In
questi ultimi anni si sono evoluti non solo
musicalmente ma soprattutto spiritualmente
e da ragazzi che suonavano nudi con un calzino
sulle loro parti intime sono diventati uomini
consapevoli dei loro sbagli e del loro passato
che cantano con il cuore in mano del dolore
che ha attraversato le loro vite .Solo chi
conosce la loro storia puo' capire questo
e la tendenza ad una musica piu' soft e malinconica(mi
rivolgo a Mebo) che caratterizza By The Way
e'proprio espressione di questa nuova sensibilita'e
della loro inevitabile crescita spirituale.
se non si riesce a capire questo non solo
non capite niente dei red hot chili peppers
ma nemmeno della vita.P.S.Non c'e' niente
di male a suonare al Festivalbar ,ai Red Hot
importa soltanto suonare dal vivo.
Feed 2 agosto 2002
Tutto
sommato gradevole. Ma, a differenza di molti
dei precedenti lavori dei Rhcp, è senza
una vera anima.
DWARFROG30 30 luglio 2002
"By the Way" rivendica il diritto
di avere 40 anni, forse dei
figli, avere delusioni d'amore, essere più
"lucidi" (vedi Frusciante) e
guardare alle grandi melodie e agli impasti
vocali del passato (Beatles,
Beach Boys. Non è "Blood Sugar",
ma neanche il brutto disco che tutti stanno
dipingendo. E sotto una major ci sono sempre
stati e il successo l'hanno
sempre avuto, quindi chi stronca non dicesse
stronzate!
mebo 28 luglio 2002 è
una cagata paurosa
ha reso più tristi le mie giornate
red hot come i luna pop
DJJ 25 luglio 2002
Grandi
stes 22 luglio 2002
indubbiamente
nemmeno lontanamente paragonabile a blood
sugar
comunque buon disco superiore rispetto a Californication
Boa tarde! 20 luglio 2002 Santo
cielo, questo è il classico tormentone
dell'estate. Album
per il sottoscritto scontato ed noioso. L'unica
cura è che sanno suonare.
Bisogna dire loro di impegnarsi un pò
di +! Soldi buttati!!!
Dante Ridon 20 luglio 2002
vedo i Red Hot di adesso e penso a "Freaky
Styley", "The Uplift
Mofo Party Plan", "Mother's Milk",
"Blood Sugar Sex Magik"...e mi sale
una
grande malinconia...è amaro vedere
una band che è stata grandissima
tramutarsi in una vacua pop-band da Festivalbar...
CESPO 18 luglio 2002 Sicuramente
c'è del vero in questo disco. Ci può
anche stare
l'ironia. Ma la prostituzione no. Non l'accetto
dai Peppers.
Non dimentichiamo che sono "sotto"
(è proprio il caso di dire) la Warner.
Spero che non facciano nemmeno i concerti.
Se così si possono chiamare
queste sfilate di pettorali e bicipiti.
Prima sudavano davvero sul palco adesso fanno
pure le coreografie.
Sono fiacchi. Lo afferma un fan accanito che
li ha visti nel '92 - '99 -
2002.
... ma una vacanza!...