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RED HOT CHILI PEPPERS
By The Way (Warner, 2002)
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di Matteo Cavallari scrivi un'email

Sediamoci, chiudiamo gli occhi, e tiriamo un respiro profondo: i Red Hot Chili Peppers di "Blood Sugar Sex Magik" non torneranno mai più. Quella gioiosa esplosione di punk/funk in cui ogni riff, ogni suono era un piccolo gioiello di cui innamorarsi, è entrata definitivamente nella caotica soffitta della storia del rock, accanto ad altre pietre miliari.

Ma a questo punto è lecito chiedersi: che cosa ci è rimasto? Chi sono i Red Hot Chili Peppers di oggi? Con un certo imbarazzo bisogna ammettere che i quattro californiani oggi sono una dignitosa pop band, in grado di sfornare industrialmente brani di sicuro impatto, non fosse altro che per il bombardamento mediatico di cui si servono.
Ad ogni modo, ci troviamo di fronte ad un lavoro importante: "By The Way" è composto da 16 brani per 70 minuti di musica la più varia e inaspettata possibile: dal pop al mariachi, dal funky (annacquato) al latino-americano. C'è la voglia di stupire, di spiazzare, ma anche l'esigenza di sperimentarsi e infine di piacere. Senz'altro un passo avanti rispetto a "Californication".

L'anima che emerge da questo disco è irrimediabilmente pop, un pop alla ricerca di una melodia ficcante, di progressioni armoniche elaborate e suadenti. Già il primo singolo che dà il titolo all'album esprime la voglia di farsi cantare, per poi scadere in un refrain "robusto" a dire il vero piuttosto banaluccio. Se ci fermassimo qua, potremmo temere di trovarci di fronte ad una replica mal riuscita di "Californication". Ma le sorprese devono ancora arrivare. La prima la si incontra con il secondo brano, "Universally Speaking", canzone sbarazzina e spensierata, molto vicina al brit-pop di qualità. E che dire di brani come "Dosed", da suonare con la chitarra acustica insieme agli amici in spiaggia? Vien voglia di tirar fuori i dischi di Simon & Garfunkel e farsi una scorpacciata di coretti e chitarre a squarciagola.
Ma c'è spazio anche per le ormai consuete ballatone tristi a cui i Red Hot ci avevano già abituato con "Californication": "Tear" porta con sé il suo carico di malinconia, trainato da un piano elettrico e da altri coretti alla Beach Boys nei giorni di pioggia; la spaziale "Warm Tape", aggrappata ad un synth sibilante, ostinato come la melodia di Anthony Kiedis.
E se ciò non bastasse, i quattro mattacchioni ci regalano le atmosfere messicane di "Cabron" e il calypso di Ricky Martin con "On Mercury". Questo è troppo.

Voglia di divertire e di divertirsi. I Red Hot Chili Peppers, pur comunicando freschezza e spensieratezza, si dimostrano ulteriormente (come se ce ne fosse bisogno) musicisti eccellenti. Flea è la prova vivente che una Ferrari può rendere ugualmente bene anche ai 50 all'ora in città; John Frusciante, abbandonata definitivamente la sua mano funky (se non in rarissimi e apprezzabili episodi come "Can't Stop"), si dedica alla ricerca di atmosfere e situazioni diverse, condite da suoni, fraseggi, armonie sofisticate. Senz'altro un pilastro nel suono dei Red Hot Chili Peppers.

In definitiva, "By The Way" è un buon disco, per tutte le orecchie, anche per quelle di coloro che sono ancora seduti con gli occhi chiusi e con le mani tra i capelli…



18 luglio 2002


Track list:

1. By The Way
2. Universally Speaking
3. This Is The Place
4. Dosed
5. Don't Forget Me
6. The Zephyr Song
7. Can't Stop
8. I Could Die For You
9. Midnight
10. Throw Away Your Television
11. Cabron
12. Tear
13. On Mercury
14. Minor Thing
15. Warm Tape
16. Venice Queen



I commenti
 
sa' 88
18 dicembre 2003
Chi dice che gli ultimi capolavori dei rhcp sono cambiati dai precedenti...be' questo è vero ma a chi dice che fanno cagare vorrei rivolgere una domanda:cosa vi siete fumati?i RED HOT CHILI PEPPERS sono mitici



Matteo Benetti
25 agosto 2002
L'unica speranza che mi rimane è che i Peppers si sciolgano prima di fare altre figure di merda come questa e Californication. E' triste vedere i miei miti piegarsi alla "green machine".Tony Flow, dove sei?


motherfucker
11 agosto 2002
oh calma!!!stiamo parlando dei mitici REDHOT....dovrebbe bastare il nome!è vero nn sn+ kuelli d1 volta ma sn grand xkè sanno evolversi!!rhcp rules4ever!!!!!


funky monks
7 agosto 2002
penso che tutti coloro che hanno scritto commenti negativi su By The Way abbiano capito poco o niente dei red hot
chili peppers e della loro musica.Sono passati tanti anni dai tempi di Freaky Stylye e Blood Sugar Sex Magik ed i Red Hot non sono piu' quelli di una volta ,direi quasi per fortuna.In questi ultimi anni si sono evoluti non solo musicalmente ma soprattutto spiritualmente e da ragazzi che suonavano nudi con un calzino sulle loro parti intime sono diventati uomini consapevoli dei loro sbagli e del loro passato che cantano con il cuore in mano del dolore che ha attraversato le loro vite .Solo chi conosce la loro storia puo' capire questo e la tendenza ad una musica piu' soft e malinconica(mi rivolgo a Mebo) che caratterizza By The Way e'proprio espressione di questa nuova sensibilita'e della loro inevitabile crescita spirituale. se non si riesce a capire questo non solo non capite niente dei red hot chili peppers ma nemmeno della vita.P.S.Non c'e' niente di male a suonare al Festivalbar ,ai Red Hot importa soltanto suonare dal vivo.



Feed
2 agosto 2002
Tutto sommato gradevole. Ma, a differenza di molti dei precedenti lavori dei Rhcp, è senza una vera anima.


DWARFROG30
30 luglio 2002
"By the Way" rivendica il diritto di avere 40 anni, forse dei
figli, avere delusioni d'amore, essere più "lucidi" (vedi Frusciante) e
guardare alle grandi melodie e agli impasti vocali del passato (Beatles,
Beach Boys. Non è "Blood Sugar", ma neanche il brutto disco che tutti stanno
dipingendo. E sotto una major ci sono sempre stati e il successo l'hanno
sempre avuto, quindi chi stronca non dicesse stronzate!



mebo
28 luglio 2002
è una cagata paurosa
ha reso più tristi le mie giornate
red hot come i luna pop



DJJ
25 luglio 2002
Grandi


stes
22 luglio 2002
indubbiamente nemmeno lontanamente paragonabile a blood sugar
comunque buon disco superiore rispetto a Californication



Boa tarde!
20 luglio 2002
Santo cielo, questo è il classico tormentone dell'estate. Album
per il sottoscritto scontato ed noioso. L'unica cura è che sanno suonare.
Bisogna dire loro di impegnarsi un pò di +! Soldi buttati!!!


Dante Ridon
20 luglio 2002
vedo i Red Hot di adesso e penso a "Freaky Styley", "The Uplift
Mofo Party Plan", "Mother's Milk", "Blood Sugar Sex Magik"...e mi sale una
grande malinconia...è amaro vedere una band che è stata grandissima
tramutarsi in una vacua pop-band da Festivalbar...



CESPO
18 luglio 2002
Sicuramente c'è del vero in questo disco. Ci può anche stare
l'ironia. Ma la prostituzione no. Non l'accetto dai Peppers.
Non dimentichiamo che sono "sotto" (è proprio il caso di dire) la Warner.
Spero che non facciano nemmeno i concerti. Se così si possono chiamare
queste sfilate di pettorali e bicipiti.
Prima sudavano davvero sul palco adesso fanno pure le coreografie.
Sono fiacchi. Lo afferma un fan accanito che li ha visti nel '92 - '99 -
2002.
... ma una vacanza!...





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