Per quelli che il rock... Gruppi come i Wallflowers non soffrono certo di crisi
di post-modernismo o di ubriacature elettronico/tecnologiche. Il loro ultimo
lavoro, "Breach", li conferma come inamovibili paladini di un country
rock assolutamente genuino e di immediato impatto. Certo, in alcuni episodi
la genuinità va a scapito dell'originalità; a salvare la baracca
ci pensa però una dignitosa collezione di melodie accattivanti che rendono
l'album estremamente piacevole.
Il disco si apre con "Letters from the Wasteland", brano da hit single,
con il suo andamento alla Bryan Adams; ed effettivamente il cantante canadese
sembra essere il ricordo più ricorrente mentre si ascolta questo disco;
forse qui il suono risulta più grezzo e meno patinato, ma lo stile è
certamente quello. Allo stesso modo "Some Flowers Bloom Dead" sembra
uscita dalla migliore produzione dei Dire Straits.
Ma, come ben sappiamo, ben altra eredità si porta sulle spalle questo
gruppo, che in realtà sembra semplicemente aspirare ad essere una dignitosa
rock band. La voce di Jakob Dylan, cupa e a tratti rauca, sembra lontana anni
luce dal gracchiante miagolio del padre Bob. Certo, brani come "Mourning
Train" o "Up from Under" non possono non riportare alla mente
le vecchie ballate country di Bob Dylan, dove una sola chitarra e una voce sonnacchiosa
che recitava parole importanti, bastava ad emozionare intere generazioni; tuttavia,
"Breach" è un'ulteriore dimostrazione di quanto i continui
paragoni tra padre e figlio risultino inutili e sterili. I Wallflowers si pongono
decisamente come gruppo "da radio", da ascoltare magari sulle lunghe
e polverose strade americane, o in quei bar sperduti nel Sud degli Stati Uniti.
Certamente musica di facile consumo, ma comunque di ottima fattura e, cosa più
importante (soprattutto coi tempi che corrono!), niente affatto scontata.
21
novembre 2000
Track
list:
- Letters Form The Wasteland
- Hand Me Down
- Sleepwalker
- I've Been Delivedered
- Witness
- Some Flowers Bloom Dead
- Mourning Train
- Up From Under
- Murder 101
- Birdcage
I
commenti
hamlet
4
dicembre 2001
che
noia i paragoni, figurariamoci quelli con
i padri...
apprezzatelo per quello che è: un
bel disco.
DVX
30 maggio 2001 Se
dovessi scegliere tra Bob e suo figlio,
sceglierei senza
dubbio
quest'ultimo: Sleepwalker è una tra
le canzoni più belle che io abbia
mai
potuto sentire.
Marty
3 maggio 2001
A
mio parere padre e figlio non sono paragonabili...troppo
diversi e troppo diverso il loro genere
di musica. A mio parere Breach è
uno di quegli album che non ci si stanca
mai di ascoltare, anche se poi personalmente
ho preferito il precedente!
Stratoblu
( Federico ) stratoblu@libero.it 28
marzo 2001
L'album
è più o meno come il precedente!
Spinge a comprarlo il fatto che è
il pargolo di Bob D.