Cos'è successo a Badly
Drawn Boy? Io me lo ricordavo come un simpatico
ragazzotto con un cappellaccio che scriveva ottime
canzoni pop, arrangiate magnificamente e con un
gusto raro per l'epoca. Era il 2000 e "The
Hour Of Bewilderbeast" faceva ben sperare
in ben altra carriera. "Have
You Fed The Fish" va preso per quello che
è: un disco fuori fuoco; mentre "One
Plus One Is One" aveva un paio di ottime idee
affogate in orchestrazioni pretenziose e barocchismi
abbastanza stucchevoli. Se poi ci fermiamo a considerare
che l'unico altro suo disco universalmente considerato
degno è la colonna sonora di un
film di seconda categoria - "About
a Boy" - la cui canzone di punta - "Something
To Talk About" - è stata coverizzata ed
italianizzata dal fortunatamente effimero progetto
MP2, non possiamo che registrare la perdita prematura
di un talento. O, più semplicemente e cinicamente,
la conferma di un mediocre che ha avuto un fantastico
colpo di fortuna all'esordio.
Conclusione sempliciona, certo, ma non è
che Damon Gough faccia poi molto per smentire
tutto questo. "Born in the UK" doveva essere il
disco della resurrezione, evvai, yuppie, è
tornato, daje col cappellaccio! E invece no. Sembra
un "One Plus One Is One" con metà degli arrangiamenti,
il che lo rende terribilmente simile ad "Have
You Fed The Fish", solo con canzoni migliori.
E' un passo avanti, me ne rendo conto. Ma nell'economia
di questi tredici brani sono solo due quelli che
si salvano: "Born in the UK", singolone vicino
a certe sue ballate up-tempo e "Welcome to the
Overground", giusto compromesso tra epica ed etica
alla BDB. Il resto? Eh, il resto è un compitino
in cui Gough fa il Gough e niente di più. Melodie
che sai già come saranno, ritornelli telefonati,
arrangiamenti un pochino più misurati ma
sempre tendenti all'eccesso. Veramente poca roba.
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Badly Drawn Boy - le
recensioni