Quando si va a sentire un concerto di Bob
Dylan non bisogna avere alcun tipo di aspettative.
Lunica cosa da fare è accomodarsi
(per modo di dire visto che il nudo prato del
pur bellissimo scenario di Villa Pisani sulla
riviera del Brenta, offre pochissimi comfort)
e lasciare che Dylan ci trasporti attraverso le
sue canzoni in un viaggio tra realtà e
sogno, tra storie ordinarie e non, tra scenari
che raccontano la vita, la vita soltanto.
Se poi come in questo bagnatissimo concerto veneto
(una vera hard rain si è scatenata prima
del concerto) la scaletta è completamente
fuori dallordinario, avere la benché
minima attesa sembra quasi essere un mezzo suicidio.
La sensazione è che molte persone accorse
a Stra siano lì più per Bob che
per le sue canzoni; sono molto poche le hit snocciolate
dal nostro e ciò forse rende il pubblico
un po troppo freddino. Dylan dal canto suo
ormai è più di una anno che si è
dato al ruolo di tastierista lasciando per il
momento la chitarra e la posizione al centro del
palco, relegandosi sul lato sinistro, ma ricorrendo
forse più che in passato alluso dellarmonica
a bocca. Al suo seguito il combo di chitarristi
Stu Kimball e Larry Campbell (questultimo
forse meriterebbe più parti soliste a discapito
del primo) e la potente sezione ritmica Garnier
(basso)-Recile (batteria). Un sound molto tosto
è quello di stasera con un unico momento
di intimismo acustico (Girl From The North
Country) che già da solo varrebbe
il prezzo del biglietto.
Una scaletta da intenditori si diceva: molti
brani dagli ultimi due album da studio (Love
& Theft e Time
Out Of Mind) qualche gemma nascosta
dagli imprescindibili album degli anni '60 (da
Blonde On
Blonde una torrenziale e scalpitante
Most Likely You Go Your Way And Ill
Go Mine, da Highway
61 una brillante Just Like Tom
Thumbs Blues). La voce del nostro
si staglia nel muro sonoro creato dalla sua band
con alcuni momenti di maggior brillantezza in
cui ci riporta alla magia di tanti anni or sono
(esaustiva la bellissima resa della perla I
Believe In You da Slow
Train Coming). Un voce cavernosa, molto
molto bassa e profonda che rende spesso irriconoscibili
le canzoni, sfidando la storia nel caso di Like
A Rolling Stone (imprescindibile bis) e
nella sempre più hendrixiana All
Along The Watchtower. Momenti di assoluto
fulgore ce li regalano poi due pezzi che ultimamente
Bob inserisce sempre nelle sue scalette ovvero
Honest With Me e Summer Days
(questultima dal sempre lodevole assolo
chilometrico, propostoci questa volta da Kimball).
In Cold Irons Bound si assiste invece
al top della serata; questo rock-blues lynyrdskynyrdiano
assume dal vivo una potenza ed una carica notevole
enfatizzata da alcuni effetti vocali di eco che
Bob apporta al suo microfono; lesplosione
delle chitarre dopo ogni fine-ritornello (twenty
miles out of town in cold irons bound),
fa il resto. Da segnalare ancora un bis inaspettato
come Forever Young, il brutto finto-jazz
di If Dogs Run Free e ancora un estratto
dal misconosciuto Empire Burlesque
come Seeing The Real You At Last,
dallesecuzione rollingstoniana.
Un po di momenti confidenziali in più
non avrebbero guastato, nel senso che un più
consistente set acustico avrebbe reso meno monolitica
lintera performance. E da segnalare
comunque una buona vena del nostro nelluso
della voce (nelliniziale To Be Alone
With You, ottima per le aperture di concerto
ma nulla più, credevo di essere tornato
nel 1975), ed una band certamente allaltezza
per il tipo di sound che a Dylan va di proporre
in questo periodo (una sorta di hard country-rock).
Un concerto quindi ancora una volta emozionante
pieno di sorprese, di sospiri, di emozioni e di
confusione (non ho quasi mai riconosciuto al primo
verso le canzoni!)
tutto quello che si può
chiedere ad un concerto di una delle personalità
artistiche più rappresentative del ventesimo
secolo.
Scaletta:
To Be Alone With You
I'll Be Your Baby Tonight
Tweedle Dee & Tweedle Dum
Girl Of The North Country
Cold Irons Bound
If Dogs Run Free
Most Likely You Go Your Way (And I'll Go Mine)
Make You Feel My Love
Just Like Tom Thumb's Blues
Seeing The Real You At Last
Standing In The Doorway
Honest With Me
I Believe In You
Summer Days
encore:
Forever Young
Like A Rolling Stone
All Along The Watchtower
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