Dopo
la breve parentesi tra fiori e lustrini dell'Ariston,
il gruppo di Monza si rimette in pista sulle strade
italiane, approdando finalmente in quel del Palavobis,
luogo che di musica (e di storia della musica) ne
ha assorbita eccome. "Palatrussardi" si
ostina a chiamarlo il frontman della band, semplice
sbaglio o lapsus freudiano verso quegli anni Ottanta
che in fin dei conti hanno intessuto i Bluvertigo
fibra dopo fibra? Interrogativi a parte, Morgan
sbuca sul palco visibilmente in forma, glitterato
e grintoso, un po' teatrale rievocazione di quel
Marc Bolan che coi suoi gesti infiammava le platee.
Ed è "Comequando" a segnare l'ouverture,
unico pezzo inedito del greatest hits appena sfornato,
se si esclude la sanremese "L'Assenzio",
che non manca nella scaletta. Guest star della serata
due strani individui che si muovono lesti sul palco,
Max Carnevale (fratello del batterista, Sergio)
ed un tale Pedro (acclamato dalla folla in delirio),
i quali si spartiscono rispettivamente basso e chitarra
dodici corde, quando questi non passano tra le mani
di un energico sig. Castoldi, occupato anche alla
chitarra elettrica e pianoforte. Proprio dal piano
sgorga il nucleo più intimo del concerto,
che si snoda nell'alone di luci blu tra "Ideaplatonica",
"La comprensione" e la sempre ammaliante
"Cieli Neri". Ma è in momenti quali
durante "So low - L'eremita", "Zero"
o ancora l'immancabile "Fuori dal tempo"
che delle chitarre decisamente più cariche
e vigorose rispetto al passato conferiscono meritati
applausi al buon Livio Magnini. Così tra
il rock de "Il mio mal di testa" e sound
ripescati dai traumatizzanti ascolti di gioventù,
arriva "Finchè saprai spiegarti"
a sfociare nella sorella "Niente per scontato",
per poi liberarsi nella perenne citazione di "Love
is the drug". In questo fluire dello show,
un Andy sempre così cool impreziosisce la
miscela di suoni saltellando tra il sax tenore e
la tastiera, ed apportando il proprio mirabile tocco
a loop, coreografie e trucco. Ed un pubblico assetato,
sebbene non eccessivamente esagitato, che non si
accontenta di successi quali "Altre forme di
vita" o "Sono = sono", accoglie con
una timida ovazione "LSD - La sua dimensione"
ultimamente un po' trascurata nei live, ma che questa
sera ricompare in una cristallina versione accompagnata
dalla dodici corde del famoso Pedro. Chitarra acustica,
ma suonata dal frontman, anche per "Iodio"
a chiusura del concerto. Performance che non può
terminare senza "Complicità", quella
"Here's the House" dei Depeche
Mode riecheggiante nei cori di Andy e che dal
vivo conferma la più che buona prestazione
vocale del cantante. Suoni che si miscelano, citazioni
che s'inseguono, ma soprattutto una voglia di suonare
e di coinvolgere più che palese: forse un
po' di fortuna da questi fantasmi del passato che
nei Bluvertigo si destrutturano per poi ricombinarsi,
forse semplicemente dopo un periodo di alti e bassi
la vertigine ha di nuovo ripreso a turbinare e coinvolgere.
Comequando si prova un'emozione.
morgan 3 agosto 2001
è
stato un concerto meraviglioso, e non è
vero che Morgan non aveva voce come hanno
scrito sul giornale!!!!!! sono fighissimi
e io mi sono divertita da matti.
MORGAN TI AMO!!!!!!!!!