Il genio creativo di Dylan è incredibilmente
vario e prolifico. Nel 1965 la coppia di capolavori
"Bringing It
All Back Home"/"Highway
61 Revisited", ad appena un anno di distanza
l'album definitivo, il massimo capolavoro, la
stella più luccicante della carriera.
"Blonde on Blonde" è l'album
in cui confluiscono tutte le possibili ispirazioni
del cantautore statunitense, e vi confluiscono
nella loro forma più seducente. Si parte
con Dylan che recita "Well, they'll stone
ya when you're trying to be so good/they'll stone
ya just a-like they said they would" in "Rainy
Day Women # 12 & 35"; ancora una volta
Dylan apre un album con una cocciuta dimostrazione
del suo voler essere indipendente da qualsiasi
moda (si pensi a "Subterranean Homesick Blues"
e "Like a Rolling Stone" nei due lavori
precedenti), ancora una volta la sua lingua sferzante
si diverte a spiazzare l'ascoltatore. Che però
non può far altro che rimanere incantato
davanti alla perfezione dei brani: stiamo pur
sempre parlando di una scaletta che regala perle
a ripetizione.
Se "Visions of Johanna", con il suo
titolo kerouackiano e la sua ritmica malinconica
e acustica conduce in atmosfere consuete attraversate
dalla lirica allucinatoria e dai giochi di assonanze
("See the Primitive Wallflower Freeze When
the Jelly-Faced Women All Sneeze, Hear the One
with the Mustache Say, "Jeeze I Can't Find
my Knees"), in un crescendo emozionale sorprendente,
"Just Like a Woman" è una ballata
splendida, sorretta da una ritmica avvolgente
e corposa, e si permette il lusso di chiudersi
su un lungo, fluido assolo di armonica prima del
conclusivo arpeggio di chitarra.
Ma non è certo tutto qui: c'è l'incedere
senza fiato dei sette minuti di "Stuck Inside
of Mobile with the Memphis Blues Again",
una delle più belle canzoni scritte dal
menestrello di Duluth, l'omaggio a Chuck Berry
e Little Richard di "Leopard-Skin Pill-Box
Hat", la gioia trascinante e rassicurante
di "I Want You" - nella quale Dylan
dimostra ulteriormente come si possa essere poeti
anche nei semplici brani d'amore, scrivendo "il
politico ubriaco salta fuori su ogni strada dove
una madre si lamenta, e ogni salvatore che presto
si addormenta è te che aspetta. E io aspetto
loro perché sia interrotto questo mio abbeverarmi
ad un boccale rotto; e chiedimi di aprire per
te i cancelli" -, la poesia musicata della
conclusiva "Sad-Eyed Lady of the Lowlands",
che da sola compone un'intera facciata dell'LP
originale.
Difficile non comprendere immediatamente la grandezza
e la portata rivoluzionaria di un album come "Blonde
on Blonde". Testimonianza di un'epoca prima
ancora che testimonianza di un genio, simbolo
sociale prima ancora che feticcio. Se ancora non
l'avete è veramente ora di rimediare.
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Bob Dylan - la
Kalporzgrafia