Dietro il rock acustico e commerciale di Dave
Matthews e della sua Band esistono realtà
molto più piccole e originali. Ne sono
un esempio calzante i Lullaby for the Working
Class (che nome eccezionale!), frutto del genio
di due ragazzini, Ted Stevens (classe 1974, voce
e chitarra) e Mike Mogis (1975, chitarra, banjo,
mandolino, batteria, xilofono, organo e percussioni)
con la passione per il country, il pop e l'indie
rock. Sì, perché pur usando strumenti
esclusivamente acustici (tra i musicisti addizionali
ci sono un bassista, un altro batterista e poi
via con tamburi, violini, violoncelli, clarinetti
e tromboni), ai Lullaby non dispiace ispirarsi
anche alla scena del rock underground statunitense.
Anche se a rimanere veramente impresse nella mente
sono le melodie dolci e complesse di canzoni come
"Good Morning", "Honey. Drop the
Knife" e "Three Peas in a Pod".
La trasposizione acustica del furore rock e delle
distorsioni appare più evidente nell'incedere
di "Rye", "Queen of the Long-legged
Insects" e "The Wounded Spider",
incalzanti, tese, vibranti. Opere rock perfette
se non fosse per quel modesto particolare di non
possedere nessun canale aggiunto a quello della
chitarra acustica. I testi, importanti e profondi,
non fanno altro che arricchire un materiale già
eterogeneo e raffinato. Reso ancora più
incredibile dai veri capolavori dell'album: la
straordinaria ballata "Turpentine",
così densa di emozioni, carica, ricca,
dolce, dolente, l'elegante e malinconica "Spreading
the Evening Sky with Crows" ("no woman,
she just told me") e la poetica e straziante
"The Drama of Your Life".
Tutte incentrate sul difficile rapporto di coppia
e sulle esigenze dell'individuo di fronte allo
strapotere dell'economia nella vita sociale statunitense,
le canzoni si susseguono tranquillamente, immergendo
l'ascoltatore in un clima di calma apparente,
di desolazione, capace ora di immaginare i grandi
spazi della provincia americana ora le sue solitudini
(la cover dell'album è un simbolo dell'apatia).
Critici verso il potere statunitense, studenti
universitari pregni di ideali e di cultura, Stevens
e Mogis non presentano un mondo cinico e crudele,
piuttosto preferiscono soffermarsi sull'incapacità
di comunicare che quel mondo ha prodotto. E lo
fanno sussurrando e chiudendo il tutto, metaforicamente,
con l'organo e lo xilofono su un coro di cicale
notturne.
Un album eccezionale, tenero e profondo, maturo
e malinconico. Da avere assolutamente (anche se
la ricerca può essere snervante).
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Dave Matthews Band - Everyday