Per gli amanti degli Afghan Whighs di Gred Dulli
è tempo di rallegrarsi. I dubbi lasciati
dal disco di esordio dei Twilight Singers vengono
spazzati via da "Blackberry Belle".
Vi si trovano tutti gli ingredienti che hanno
fatto di Greg Dulli una delle migliori voci del
rock indipendente americano. L'amore viscerale
per il soul e la musica nera, un senso del ritmo
e del groove che appassiona lungo tutti i cinquanta
minuti del disco, le storie dai colori scuri,
di amori difficili e tormentati, di eccessi.
Il tutto brucia al ritmo di un suono che è
sempre meno aspro e sempre più sensuale,
che ha il dono di redimere un mondo fatto di rancori
e sentimenti torturati. In fondo è questa
la sottile differenza tra i dischi di Greg Dulli
e quelli degli altri. In lui il tono sofferto
e l'aura maledetta non sono mai una maschera,
ma l'essenza stessa della sua musica. Non è
uno spettacolo, è soltanto realtà
raccontata con una buona dose di ironia.
Con una voce che sa essere seducente e graffiare
al tempo stesso, Dulli canta dei suoi istinti,
delle sue frustrazioni e delle sue perdizioni.
Tutto qua. Come bruciano le note di "Teenage
Wristband" dove si ascoltano le parole "Ho
sedici ore da bruciare e starò in piedi
tutta la notte".
E poco dopo in "Decatur St.", non meno
febbrile, ecco una sorta di confessione: "Sono
infantile, senza senso pratico e ti farò
piangere, sono isterico, vuoi fare un giro?".
"Blackberry Belle" smorza le inflessioni
elettroniche dell'esordio dei Twilight Singers
e riabbraccia le chitarre, pur non suonando urticante
come "Congregation" o "Gentleman"
degli Afghan Whigs.
Dulli si affida ai toni caldi della sua voce
e della sua vena soul anche quando compone ballate.
Cominciando dalla fine e dal momento più
alto del disco, "Number Nine", sontuosa
ballata dove il soul incontra il country e la
voce di Dulli quella di Mark Lanegan, in una canzone
profonda come quelle di Johnny Cash. Ma lo stesso
avviene in "St. Gregory" dove chitarre
acustiche e un tappeto di percussioni sinuoso
si sposano in modo pressoché perfetto.
Dulli è sempre pronto a spingersi in accelerazioni
mozzafiato, "The Killer" e "Teenage
Wristband", ma più spesso ama toni
più smorzati.
Ecco allora "Martin Eden", ballata
elettrica che cresce dagli accordi di piano con
cui inizia, e "Esta Noche", sinuosa
fino a sfociare in un finale soul con tanto di
fiati. "Blackberry Belle" è un
disco che parla d'amore in modo vero e crudo,
un amore tormentato e scuro, che è comunque
la forza che muove il mondo di Greg Dulli, perché,.come
canta in "Papillon", "Lei mi farà
risorgere".
Un ritorno in grande stile.
collegamenti su MusiKàl!
The Twilight Singers - Twilight
Mark Lanegan - Field
Songs
Johnny Cash - American
Recordings IV: The Man Comes Around
Johnny Cash - American
III: Solitary Man