Fondamentalmente sta tutto nei primi due minuti
di "For Real". Il riff di chitarra e
la voce sussurrata che diventa urlata mentre gli
strumenti diventano sempre più numerosi
e creano un pathos emotivo che lascia senza fiato.
Ma c’è molto altro in questo ultimo
(capo)lavoro a firma Okkervil River. Due anni
dopo “Down The River Of Golden Dreams”
i Nostri mettono a segno un album che lo supera
in scrittura, maturità, esecuzione e atmosfere.
L’intensità della musica si fa viscerale
e i brani, undici, non sono mai stati così
toccanti e ispirati.
Certo, non si sta parlando di un gruppo che si
è sempre accontentato del compitino, ma
è stupefacente notare come, dopo un lavoro
universalmente acclamato a destra e a sinistra,
siano riusciti a non perdere la testa e scrivere
quello che più di un disco, sembra essere
un miracolo. Ed è altrettanto bello notare
come abbiano mantenuto la freschezza degli esordi
– quella che Conor Oberst un po’ ha
perso… ma chi ci segue sa che non ci eravamo
certo lamentati – la potenza evocativa che
il genere richiede e una certa drammatica teatralità
un po’ alla Xiu Xiu (ascoltate "In
A Radio Song", spero di non essere l’unico
a sentirci un po’ di James Stewart periodo
“Fabulous
Muscle”).
L’arte dello scrivere canzoni si sa, è
tanto difficile quanto potenzialmente elementare
e la popular music – comunemente intesa
– si basa sulla ricerca e la costruzione
di armonie quantomeno efficaci. Qui gli Okkervil
River non fanno prigionieri e azzeccano praticamente
tutte le canzoni, facendo partire l’ascoltatore
in un viaggio per la provincia americana che non
trova fine con i riverberi della conclusiva "A
Glow", ma si perpetua all’infinito
verso nuovi lidi e nuove suggestioni. E non è
solo l’incedere vagamente rock’n’roll
di "Black" o il crescendo della lunga
e fantastica "So Come Back, I’m Waiting",
canzone che ricorda Dylan
e i padri pellegrini, Neil
Young e la dichiarazione di indipendenza,
George Washington e Will Oldham.
Ed questo è solo uno degli innumerevoli
pregi degli Okkervil River: la capacità
di essere assolutamente ancorati alla propria
identità e allo stesso tempo di evocare
certe atmosfere tradizionali alla Griffith che
fanno pensare al sud e alla provincia tra ‘700
e ‘800. Niente di desueto però, solamente
emozioni in musica e canzoni che prendono il meglio
del folk, del rock, del country e del pop per
diventare altro. Per diventare Okkervil River.
collegamenti su MusiKàl!
Xiu Xiu - Fabulous
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Xiu Xiu - A Promise
Bob Dylan - la Kalporzgrafia
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