La zona intorno all'arena è gremita, fans venuti
per il concerto, turisti in visita alla città
di Romeo e Giulietta, veronesi che si gustano
l'aperitivo o che fanno una passeggiata in bici
si mescolano, sento il discorso tra due vecchietti
che si chiedono chi sia Bjork: "ma eo chi? un
tosato o una tosata?" risposta "boh, ma sarà qualcun
bravo varda quanta gente che riva" o altri di
fans che si chiedono invece chi sia questo Soft
Pink Truth che dovrebbe aprire il concerto.
Nel frattempo si sono fatte già le 21, è il momento
di entrare. Per prima cosa scopro che Soft Pink
Truth non è altro che uno dei due Matmos, spetta
a lui introdurci alla serata con i suoi suoni
elettronici, l'Arena si sta ancora riempendo e
l'attenzione per il dj americano non è ai massimi
livelli. Sotto un fascio di luce fucsia si agita
e ci fa ascoltare la sua musica (riconosco un
pezzo dei Kraftwerk e poco altro), missione compiuta
dignitosamente; orecchi e cervelli iniziano a
sintonizzarsi su quelle frequenze che ci accompagneranno
per tutta la serata.
Alle 21.45 si inizia a fare sul serio, Bjork
sale sul palco preceduta dall'ottetto di archi
islandese, i Matmos, questa volta al completo,
e Zeena Parkins all'arpa. Bjork è di poche parole
e lascia parlare le canzoni, si comincia con "Pagan
Poetry", l'arpa di Zeena è in primo piano e rispetto
ai dischi in studio l'elettronica è molto più
graffiante. Il secondo pezzo è "5 Years" in una
versione molto diversa dal solito, gli archi e
la voce del folletto islandese seguono il passo
sincopato che Zeena, passata momentaneamente all'armonica,
crea. L'esperimento riesce perfettamente.
Si continua con la marcia elettronica-militare
di "Hunter" per poi passare al primo pezzo inedito,
"Desired Constellation", presumibilmente lo ascolteremo
su "The Lake Album", il nuovo disco che dovrebbe
uscire in autunno. Bjork in questo caso si fa
aiutare dalle immagini che scorrono nel maxischermo
dietro di lei. La canzone mi lascia un po' spiazzato
all'inizio, sembra di sentire sonorità rock che
da "Post" in poi erano state completamente dimenticate,
e invece la traccia nel suo proseguo torna su
suoni tradizionalmente bjorkiani mentre nello
schermo compare un cielo che si riempie pian piano
di stelle a formare costellazioni che ruotano,
ballano appaiono e scompaiono, brillano. Bello
davvero il filmato e bello anche il pezzo, un
buon biglietto da visita per l'album in arrivo.
E' poi la volta di "All is full of love" e di
"Joga" che, come prevedibile, infiamma il pubblico.
Quello che non era prevedibile sono le lance di
fuoco che sputano in aria fiammate dal palco seguendo
la musica e i fuochi d'artificio che esplodono
in cielo, un po' pacchiani, ma il pubblico gradisce.
Pur cantando su buoni livelli la voce di Bjork
non sembra proprio al massimo. L'artista non si
lascia molto andare in acuti e virtuosismi che
in passato eravamo abituati a sentire, il suo
zompettare per il palco sembra un po' più imbarazzato
del solito, anche la comunicazione con il pubblico
si limita a qualche grazie in risposta a scrosci
d'applausi.
"Generous Palmstroke" (una b-sides di "Vespertine")
è il momento dove Zeena può mostrare la sua bravura,
la trama creata con la sua arpa è una rete, Bjork
vi si arrampica senza esitazioni, l'effetto è
molto gradevole, sicuramente uno dei momenti migliori
dello spettacolo.
"Nameless" è un altro pezzo nuovo, il sound è
decisamente più vicino a "Vespertine" del precedente
inedito. Nello schermo scorrono immagini di un
brodo primordiale dove creature improbabili come
polipi-mani, fluttuano sfiorandosi. Anche Bjork
sembra immersa in quel brodo, un po' distante
dal pubblico, immersa nel suo mondo che ci fa
vedere solo da lontano lasciandoci a volte avvicinare
ma mai così tanto da poterlo toccare.
"An echo a stain" ci riporta su temi conosciuti,
la dolcezza di "You've been flirting again", cantata
in islandese, ci introduce "Isobel" ed iniziano
nuovamente gli effetti speciali. Ancora fiammate
e giochi pirotecnici, il pubblico è tutto in piedi
e accompagna battendo le mani. Arrivano "Hairloom"
e "Nature is ancient" (una b-sides che non aveva
trovato posto in "Post") che introducono il gran
finale, "Hyperballad" fa alzare nuovamente la
gente in piedi, la voglia di muoversi e di ballare
è tanta, ma i gradoni dell'arena frenano un po'
il pubblico, ancora fuochi d'artificio che sottolineano
i momenti topici, si intuisce che lo spettacolo
sta scivolando via verso il gran finale. "In Our
hands" e "Pluto" vengono suonate in una versione
che si avvicina alla tecno-dance, la gente non
si trattiene più e questa volta gli abbozzi di
ballo diventano meno timidi, l'atmosfera è elettrizzata,
la platea è interamente trascinata dalla note
incalzanti dei Matmos.
Gli artisti lasciano il palco proprio sul più
bello per poi tornare dopo pochi minuti per i
il classico encore, si nota un po' troppo che
è tutto programmato, la cantante islandese non
si fa trascinare dalle richieste del pubblico
e decide di congedarsi secondo copione con "Bachelorette"
e "Human behavior" (l'unica canzone tratta da
"Debut" della serata). Ancora applausi e entusiasmo.
Quando Bjork si inchina, ringrazia e se ne va
l'arena rimane un po' perplessa, la gente aspetta
vanamente un ritorno sul palco, ma lo spettacolo
è già finito. Sono le 23.15 e l'impressione che
un'ora e mezzo di concerto sia troppo poco si
palesa dagli sguardi. Un po' di delusione fra
gli 11 mila paganti rimane, resta però anche un
grande spettacolo, forse troppo breve ma di sicuro
impatto.
La cantante islandese con una freddezza, per
la verità forse solo apparente, è riuscita a comunicare
e ad emozionare il pubblico come pochi riescono
e a fare usando il suo linguaggio preferito, la
sua musica ovviamente. E anche in una giornata
non troppo ispirata, il viaggio che Bjork ci ha
proposto è stato intrigante, coinvolgente, indimenticabile.
Peccato che la storia abbia avuto un finale forse
troppo brusco, nessuno in fondo se l'è presa più
di tanto, anche i sogni finiscono così.
SCALETTA
01 Pagan Poetry
02 5 Years
03 Hunter
04 Desired Constellation
05 All Is Full Of Love
06 Jòga
07 Generous Palmstroke
08 Nameless
09 An Echo, A Stain
10 Aftur efur þú verið að daðra (You've Been Flirting
Again)
11 Isobel
12 Hairloom
13 Nature is Ancient
14 Hyperballad
15 It's In Our Hands
16 Pluto
encore
17 Bachelorette
18 Human Behaviour
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