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PAUL WESTERBERG - Besterberg: The Best Of Paul Westerberg (Sire / Reprise / Rhino, 2005)

di Hamilton Santià

C'� stato un momento, nei primi anni '90, in cui i Replacements potevano fare un salto di qualit� per diventare qualcosa di veramente importante all'interno del panorama rock internazionale e non limitarsi al ristretto ambiente degli appassionati che, ancora oggi, vedono nel gruppo di Minneapolis (assieme agli amici/rivali Husker Du) uno dei baluastri del rock anni '80. Questo non � successo per dinamiche inconciliabili con il rigore professionale del music-business, perch� nonostante il contratto con una major, i Nostri continuavano a fare concerti che, categoricamente, non portavano mai al termine per le troppe sbronze; non si facevano problemi a mandare affanculo persone a destra e a sinistra (tra cui il pubblico del Saturday Night Live nel 1989) e non si sforzavano di aprirsi alla commercialit� che avrebbe garantito loro fama e fortuna per gli anni a venire.

Se il loro profilo di punkers duri a morire ce li fa amare ancora di pi�, la figura da loser e solitario cantautore rock che Paul Westerberg si � disegnato con la pi� infantile delle naturalezze ce lo rende immediatamente qualcosa di speciale, vicino alla nostra sensibilit�, al nostro modo di pensare, cos� dannatamente simile all'immagine del rock che ci siamo fatti con tanti - troppi - ascolti "sbagliati" e gli ennesimi sogni di gloria con tanto di air-guitars e immaginarie risse nei backstage. Insomma, un'immagine affascinante che ha poco da spartire con i cantautori americani capaci di sfruttare le luci della ribalta. Westerberg ha sempre preferito l'underground, sia per vocazione antidivistica, sia per la totale libert� di cui poteva vantare: una libert� che ha generato alcuni tra i migliori dischi di canzoni rock degli anni '90. � quindi da salutare con felicit� una raccolta come "Besterberg". Al di l� del titolo a dir poco geniale e superando il fatto che un vero appassionato di musica (= un vero sfigato) non dovrebbe assolutamente invaghirsi di una raccolta, il disco rappresenta un essenziale abbecedario per entrare, comprendere ed amare l'universo westerberghiano. Una dimensione che � riuscita a dare alcune soddisfazioni mainstream (ad esempio le colonne sonore di film come Singles e I Am Sam e serie tv come Friends e Melrose Place), ma che si � sviluppata per di pi� nella cerchia dei fan del rock con dischi come "14 Songs", "Suicaine Gratification" e "Stereo".

Certo, nel 2005 pu� essere desueto addentrarsi in un personaggio come Westerberg. Vuoi perch� i ventenni di oggi semplicemente non ascoltano musica, vuoi perch� quei pochi la ascoltano non la ascoltano veramente preferendo farsi avviluppare dalle campagne pubblicitarie delle new sensations. Ma se mi date retta - e se voleste darmi fiducia una volta nella vita, vi prego, fatelo ora - ve ne fregate delle mode, della compagnia giusta, delle spillette e dell'hype della musica indie per seguire quello che veramente vi dice il vostro cuore. Perch� le canzoni d'autore dell'ex-Replacements sono questo, cuore aperto. Una sensazione di sangue vivo che si pu� toccare con mano nella malinconia di "Runaway Wind" - una delle pi� belle ballads di tutti i tempi - nell'esplosione di gioia di "Dyslexic Heart", nella foga ribelle di "World Class Fad", nell'atmosfera raccolta e diaristica di "Man Without Ties", nell'amore sfigato di "Seein' Her". e cos� continuando per venti canzoni che non solo riassumono un cantautore nel migliore dei modi possibili, ma semplicemente lo rivelano con l'onesta con cui si � sempre approcciato alla sua musica e la passione che � sempre stato capace di inoculare in quelli che lo ascoltavano sul serio.

Il manifesto a posteriori di uno dei pi� grandi e sottovalutati cantautori dei nostri tempi. Una di quelle perle rare che un giorno rimpiangeremo presi dalla nostalgia di un asettico universo musicale pieno di fighette pettinate e di batterie in levare, di casse in quattro e - aiutatemi a dirlo, non ci riesco da solo - sintetizzatori. Perch� il revival di questa musica (no, non � la musica giusta, � semplicemente la nostra) non arriver� mai e nonostante mi senta di seguire uno dei migliori consigli che il Nostro ha potuto immortalare in tutti questi anni, lo sguardo al futuro non � dei pi� rosei. Questi sono problemi che si dovrebbero trattare in altra sede, ma il rock � cos�: no compromise, prendere o lasciare, cazzo! Una voglia e un fuoco che ti prende, ti brucia, ti sputa e ti fa rinascere. Quella sensazione di brivido, di lacrime, di commozione che ti fa sentire speciale nonostante tutto e tutti. E grazie a quelli come Westerberg possiamo dire di averlo provato ancora una volta. Perch� in fondo, come direbbe lui, I'm gonna let the bad times roll.

collegamenti su MusiKàl!
The Replacements - Let It Be
Husker Du - Zen Arcade

 

 

27 novembre 2005

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