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BEN HARPER & THE INNOCENT CRIMINALS
Concerto al Fiesta (Ippodromo delle Capannelle, Roma) (24 luglio 2001)
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di Francesco Gatti

La prima cosa che colpisce l'attenzione guardando il palco è una sedia. Semplice, coperta da una specie di poncho, fa venire in mente un trono. Il paragone tiene: quando Ben Harper compare davanti al pubblico ha davvero qualcosa di regale. La serietà, la passione, la maestosa semplicità con cui suona - è facile avvertire queste sfumature quando si assiste a una sua esibizione live.

La cornice del concerto, il Fiesta all'ippodromo delle Capannelle, è abbastanza bizzarra - qualcosa a metà tra un luna park e la Sagra della Banana di Macondo; ma quando la band sale sul palco l'atmosfera cambia radicalmente. L'ovazione al suo ingresso non si è ancora spenta che Ben attacca subito, serio e accigliato, con una "Oppression" acustica che sfuma in un'applauditissima "Get Up, Stand Up", e poi "Burn One Down". Chi vuole sondare l'umore politico di Ben è servito. Una rastrelliera con una ventina di chitarre intanto occupa un angolino del palco, e promette il meglio. Le userà praticamente tutte.

È infatti nel momento in cui Ben imbraccia la sua fida Weissenborn che lo spettacolo inizia. Uno strappo adrenalinico e trascinante, senza soluzione di continuità, aperto da "Superstition", poi "Ground on Down" e una bellissima "The Woman in You", tutte versioni più robuste degli originali, con grande spazio per gli a solo, e sinceramente ci sta tutto. La tecnica di Ben, di impronta più blues che rock, gli permette di esprimere qualsiasi suono con la chitarra: sa farla vibrare dolcemente a mo' di arpa, suonarla come una pedal steel e persino prodursi in scratch degni del miglior dj. Gli Innocent Criminals che lo accompagnano, al solito, lo assecondano perfettamente: il batterista che sostituisce l'assente Dean Butterworth non perde un colpo ed è preciso come un orologio svizzero; per una volta il percussionista è simpatico (ma non incide più di tanto); per nostra fortuna il bassista Juan Nelson è ispirato dall'alto dei cieli, e tira fuori alcune tra le sue più belle interpretazioni di sempre. L'agilità con cui porta a spasso il suo corpicione sul palco è la stessa con cui suona il basso, arrivando a duettare con le chitarre di Ben e mandando in visibilio il pubblico (che dimostra alla fine di non venire affatto da Macondo). Anche Beniamino, come lo chiamano dalla folla, sembra divertirsi, e gli si concedono volentieri strappi come a solo di percussioni (in "Steal My Kisses") e incitamenti al pubblico per lui piuttosto insoliti.

Ben Harper e i suoi Innocent Criminals fanno parte di quegli artisti che, alla faccia di tutte le band sfornate dalla scienza dagli esperti di marketing e che impestano le radio, danno invece il meglio di sé sul palco, e sono ricambiati dal loro pubblico con un'adorazione profonda ed esigente. Pearl Jam, Dave Matthews, i Phish e altri, tutti hanno nel DNA qualcosa che li trasforma nelle esibizioni live, in cui attingono al meglio del loro repertorio tecnico e della loro capacità di suscitare emozioni. Viene in mente la storia del Pifferaio di Hamelin, per molti versi: quando questa gente suona, ti potrebbe portare ovunque. Anche in questa serata romana di Ben Harper non c'è un solo minuto in che vada sprecato, non un attimo di noia o di perplessità; c'è piuttosto fantasia, passione per la musica suonata, voglia di comunicare con gli ascoltatori. E i pezzi passano l'uno dopo l'altro, aggiungono l'uno all'altro. Dopo una versione acida e psichedelica di "Number Three", la prima parte del concerto si chiude col momento forse più alto della serata: una sontuosa versione di "Forgiven" e il consueto medley "Faded"+"Whole Lotta Love" degli Zeppelin, forse ormai scontato ma di una potenza entusiasmante. Entrambi i pezzi viaggiano sui dieci minuti, e sono tirati dal primo all'ultimo secondo. La pausa serve al pubblico, stremato ma entusiasta, almeno quanto ai musicisti sul palco.

Quando ricompare, Ben è da solo, e si produce in due brani acustici, straordinariamente sostenuto dai cori degli spettatori: prima "Another Lonely Day", e poi "Walk Away", unica concessione al suo album di esordio, "Welcome to the Cruel World" (ed è un peccato). La chiusura, con la band di nuovo tutta sul palco, è per l'altro cavallo di battaglia del Ben versione live, "Sexual Healing", in cui il nostro spreme al massimo le sue qualità vocali: alla fine il ritornello diventa un coro da stadio (da pelle d'oca) che continuerà ancora per dei minuti dopo l'uscita della band. La serata, tuttavia, termina proprio qui, e l'amaro in bocca resta forse solo perché nessuno voleva che smettesse. Un'ora e tre quarti è certamente nella media per un concerto di questo tipo, ma quando poi vieni a sapere che il giorno dopo lo stesso Ben Harper suona per quasi tre ore a Milano, allora ti mangi le mani.

La gente sfolla pigramente, discute ancora sui pezzi e sui musicisti, si perde tra i vari stand di Fiesta, ma l'ultimo sguardo - per tutti - è verso quella sedia sul palco. Davvero, sembrano dire gli occhi, questa sera abbiamo visto un re.


Recensioni collegate
Ben Harper - Live From Mars
Pearl Jam - Live Bercy Paris - Binaural - Vs
Dave Matthews Band - Everyday
Marvin Gaye - What's Going On



2 agosto 2001




I commenti
 
6 luglio 2002
bellissimo..un figo... e poi il bassista era formidabile......
voglio ancora una volta beh in italia per un suo favoloso concerto....


29 giugno 2002
Francesca:vorrei soltanto dire che é straordinario come la sua
voce mi accarezzi il volto e l\'anima la sera prima di addormentarmi...\"
that\'s the power of the gospel\"


17 giugno 2002
...non sono riuscita ad andare al concerto purtroppo.. ma volevo
solo dire che è veramente straordinario come la sua voce mi accarezzi il
volto e l\'anima prima di addormentarmi...\"that\'s the power of the
gospel!!\".


FaR0
4 febbraio 2002
Milano:
Penso ke artisti capaci di trasmettere emozioni così intense siano poki. Riesce a far vibrare le anime così come fa vibrare la sua chitarra.. BIGUP TO KAYA! Oggi si tende purtroppo a mitizzare ki vende di più.. per questo la storia della musica è ferma. Se riesce a muovere qualke passo è solo grazie a questi stregoni.. a queste vibrazioni. BLESS!



andrea
1 febbraio 2002
milano in luglio:
carissimi MARLEY,HENDRIX ecc.....avete un'erede...
ERA ORA!!
la voce di BEN e' sweet and strong allo stesso tempo....
JAH BLESS to all JAH childraaaaan!!!



Lele
3 dicembre 2001
io fui in quel di Milano .. dove suono' quelle famose 3 ore. che
poi non furono proprio 3 .
La cosa impressionante fu l'atmosfera quasi reliogiosa con cui il pubblico ascolto' tutto il concerto ( ovviamente escludendo i soliti che si sentono in dovere di pogare sempre e comunque o di urlare quando tutti son zitti ) .. another lonely day .. cantata da tutti sottovoce .. tutti in trance .
Uno dei piu' bei concerti mai visti ... e quel bassista ha fatto dei numeri
da panico ... compresi dei balletti stile hawaii ...



fabio
24 agosto 2001
Ho visto dal vivo il concerto di Rimini e devo dire che è stato solamente favoloso. Ha coniugato rock con blues in un continuo di improvvisazioni strumentali che difficilmente ho riconosciuto ad altri artisti. Dalla sua parte comunque una grande banda ad occompagnarlo. Ben sei l'ultimo grande artista - musicista.



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