Mi piacciono molto i Beach Boys. Faccio parte
di quella schiera di persone che considera "Smile"
di Brian Wilson il capolavoro perduto della musica
pop per antonomasia e trova enorme piacere nell'ascoltare
la sua versione 2004 nonostante sia privo di quella
portata rivoluzionaria che poteva avere se fosse
uscito davvero nel 1967. E' normale quindi che
sia felice di ascoltare dischi che suonano come
veri e propri omaggi alla lezione pop dei surfisti
californiani. Coretti. Armonie vocali. Melodie
perfette. Pianoforti. Zucchero. Insomma, l'estasi
del barocco-di-buon-gusto.
Segno dei tempi però è il fatto
che al giorno d'oggi non è più necessario
un milionario contratto major, un'intera sezione
orchestrale e dei costosissimi studi di registrazione
all'avanguardia. Ora si può fare tutto
in casa. Da un lato toglie poesia alla concezione
di "creazione artistica" che ci siamo
portati dietro per anni grazie alle leggende della
musica pop ma dall'altro è una cosa fantastica.
Sopratutto se chi sfrutta queste possibilità
è dotato di talento e carattere. Kelley
Stoltz è uno di questi. Nel 2001 si è
autoprodotto un disco - "Antique Glow"
- che solo tre anni dopo ha ricevuto parecchia
attenzione dalla stampa britannica e per quello
che ad oggi è il suo secondo disco, Stoltz
sfrutta i potenti mezzi che può garantire
la Sub Pop per far arrivare una canzone la dove
può effettivamente arrivare.
Sarebbe stato un peccato non poter ascoltare
pezzi come "Ever Thought Of Coming Back",
uno dei migliori figli di "Good Vibration":
coretti assassini, pianoforte a cascata, melodia
sublime. Insomma, la ricetta per il piccolo capolavoro
pop. Punta di diamante di "Below The Branches",
che per quanto non mantenga stabile lo standard
di quel pezzo, si dimostra disco che gli appassionati
del genere non faticheranno ad amare. Dall'omaggio
ai Velvet Underground di "Wave Goodbye"
alle malinconie nickdrakeiane di "Mistery".
Un sussidiaro passatista che mette assieme folk,
pop, orchestre campionate ed elettronica poverissima.
Dai Beatles
agli Stones
(quelli di "You Can't Always Get What You
Want") passando per tutto l'universo musicale
e facendo capo, ovviamente, a Brian Wilson. Peccato
per due o tre brani di troppo che puzzano un po'
di riempitivo (come "Summer's Easy Feeling").
Perché si tratta di qualcosa di notevole.
collegamenti su MusiKàl!
Beach Boys - Pet
Sounds
Velvet Underground - Velvet
Underground & Nico
Velvet Underground - White
Light / White Heat
Nick Drake - la Kalporzgrafia
The Beatles - la Kalporzgrafia
Rolling Stones - le
recensioni