Vai all'homepage di Kalporz MusiKàl!, la rivista musicale di Kalporz Mappa di Kalporz

MusiKàl! - Recensioni, Artisti, News musicali
» Novità Album e Live
» News
» I preferiti di Rokko
» Gli intramontabili
» Kalporzgrafie
» Speciali / Interviste

Osteria - Chiacchiere e Forum
Chiacchiere e Forum

Stalla - Storie in musica
Storie in musica

Municipio - Benvenuti a Kalporz!
Benvenuti a Kalporz!

Cerca un Artista
0-9 A B C D E F G H I
J K L M N O P Q R S
T U V W X Y Z
Ricerca personalizzata

Newsletter
Info & Contatti
Collabora con noi
Pubblicità
Promo e demo
Le Foto su Kalporz
Live in Kalporz

LOU RHODES
Beloved One (Infinite Bloom / Audioglobe, 2006)
segnala questa recensione 
di Daniele Paletta scrivi un'email

I Lamb avevano due teste, due anime, due cuori. Lou cantava seguendo strane armonie con Joni Mitchell nel cuore, mentre Andy sbriciolava il suono tra gli spigoli del basso acustico e dure rifrazioni digitali drum ‘n’ bass. E ora?

“Un uomo saggio mi disse ‘Non sminuire la semplicità’ Così ho spogliato la mia vita e ho provato a vivere giorno per giorno”: sono queste le prime parole che accolgono nell’intimità di “Beloved one”, il primo disco solista di Lou, dove non c’è alcuna ansia di modernità, ma un respiro leggero, ampio, naturale, la stessa nudità di “The Texas campire tales” di Michelle Shocked.

Solo la voce è rimasta la stessa: un sospiro tra innocenza e perversione, di spirito e carne, beatitudine e armonia. Questo disco è il ritorno alla semplicità di una donna a cui è crollato addosso il proprio mondo, una confessione il più possibile diretta, il ritrovare la felicità e l’essere disposti a cantarlo. Con il solo accompagnamento della sua chitarra acustica (suonata in un modo certo non virtuosistico, tutto giocato sulla ripetizione degli stessi arpeggi), di percussioni e di un violino cinese, Lou riesce a comunicare tutta la serenità delle sue parole, che nei Lamb era coperta dalla voglia di mettere in mostra il proprio straordinario talento.

“Beloved one” non è così, non deve dimostrare nulla, ed è perfetto nella sua nudità: l’estasi di “Tremble” e delle sue percussioni rotonde, la title-track aperta dal suono di un flauto di bambù e abbracciata al violino fino alla celestiale apertura melodica che la chiude, la spiritualità del mantra di “Inlakesh” (con un ricchissimo tappeto ritmico), il contrabbasso “picchiato” in “Fortress” (l’unico evidente richiamo sonoro ai Lamb) e la bellezza della voce in “Why” e nella ninna-nanna posta come ghost-track sono semplicemente straordinarie.

Quello che ad un ascolto distratto sembrerà semplicemente l’ennesimo disco folk, si rivela come uno degli album più toccanti, onesti e reali che mi sia mai capitato di ascoltare. Musica pura. In ogni senso.

collegamenti su MusiKàl!
Lamb - What Sound
Joni Mitchell - Blue

 



21 aprile 2006


Track list:

1. Each moment new
2. Tremble
3. Treat her gently
4. Fortress
5. No re-run
6. Beloved one
7. Save me
8. Inlakesh
9. To survive
10. Why



I commenti
   
aggiungi il tuo commento!
torna su




»
NOVITA'
le ultime recensioni

Giobia – Hard Stories

The Drums - The Drums
The Pineapple Thief - DSomeone Here Is Missing

Miss Fräulein - The Secret Bond

The Chemical Brothers - Further

»
CONCERTI
gli ultimi recensiti
AA.VV. - Italia Wave 2010 (Livorno)
AA.VV. - Primavera Sound (Barcellona)
LCD Soundsystem + !!! - Piazza Castello (Ferrara)
AA.VV. - Reeson Electric Festival (Roma)
Il Teatro degli Orrori - Bier Garten (Palermo)

»
ROKKO-BEAT
i preferiti di Rokko
The Antlers - Hospice
Soap & Skin - Lovetune For Vacuum
Doves - Kingdom Of Rust
Shearwater - Rook
Gnarls Barkley - The Odd Couple

»
EVER-KALPORZ
gli intramontabili
Alice In Chains - Jar Of Flies
Air - Moon Safari
Cult - Love
Primal Scream - Screamadelica
Einsturzende Neubauten - Fünf Auf Der Nach Oben Offenen Richterskala



Home | MusiKàl | Municipio | Osteria | Stalla

Copyright  © Kalporz 2000-2010. Tutti i diritti riservati

Kalporz su: Facebook (Kalporz / Kalporz Redazione) | MySpace | Twitter