Partiamo dalle poche note stonate. Per prima
cosa l'acustica del Rolling Stone non è
sembrata impeccabile, né il locale milanese,
stipato fino all'inverosimile dal pubblico, è
parso il luogo ideale per accogliere Belle
& Sebastian. Il secondo rammarico è
per le canzoni che mancano all'appello. "She's
Losing It" innanzitutto, giusto accennata
da Stuart Murdoch e poi dimenticata. E poi "Get
me Away From Here, I'M Dying", "Seymour
Stein", "It Could Have Been a Brilliant
Career" oppure "Dear Catastrophe Waitress"
e "Lord Anthony" dall'ultimo lavoro
del gruppo scozzese.
Si inizia dagli aspetti negativi per stemperare
l'entusiasmo che l'esibizione ha lasciato. Perché
Belle & Sebastian hanno offerto un concerto
strabiliante, pescando molto dal disco pubblicato
lo scorso anno, ma non dimenticando il proprio
passato. Hanno fatto vibrare la parte più
soul e colorata del loro repertorio, proponendo
quel piccolo gioiello intitolato "If You
Find Yourself Caught in Love", con il suo
ritmo incalzante e la sua melodia irresistibile,
la deliziosa "Step into My Office, Baby"
e poi "The Wrong Girl", cantata a squarciagola
dal pubblico.
Ma Belle & Sebastian non hanno dimenticato
il loro animo più intimo. Si tocca prima
l'episodio da cui è iniziata tutta la loro
carriera, "The State I Am In", poi si
arriva alle note dolenti di "Fox In The Snow"
e "I Fought In A War". Tutto da incanto.
Insomma un concerto di un'ora e tre quarti di
rara intensità, con Stuart Murdoch impegnato
prima a danzare nel modo un po' impacciato con
cui si muove sul palco, e poi pronto a sedersi
al piano per accompagnare Sarah Martin in una
delicata "Asleep on a Sunbeam", piena
di fascino.
Un gruppo ancora una volta, in modo forse un
po' sorprendente, in stato di grazia, con un repertorio
così traboccante di grandi canzoni da potersi
permettere di tralasciarne qualcuna senza avere
grossi rimpianti. Bastano "Dylan In The Movies",
"Expectation", "The Loneliness
of a Middle Distance Runner" e la chiusura
affidata all'indimenticabile "The Boy with
the Arab Strap" per fare un grande concerto.
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