Dopo
due anni di silenzio, il Re Iguana torna a farsi
vivo con "Beat 'Em Up", un album decisamente
energico e sorprendentemente "moderno".
Abbandonate le atmosfere introspettive di "Avenue
B", Iggy Pop urla la sua voglia di fare rock
'n' roll con queste quindici canzoni in bilico tra
"nu metal" e rock anni '70, riff poderosi
e lenti strascicati, nostalgia del passato e voglia
di futuro.
Le canzoni sono dirette, immediate, veloci, si bruciano una dopo l'altra come
una striscia di benzina; i testi sono scarni, perlopiù ridotti a semplici
slogan che Iggy Pop ripete fino alla noia. Ciò è riscontrabile
già nel primo brano, "Mask", dove il ritmo martellante si sposa
felicemente con il testo ai limiti dell'infantilismo, in cui Mr. Osterberg dichiara:
"Tutti noi indossiamo una maschera!".
Nei pezzi che seguono, Iggy Pop sacrifica parzialmente la sua primordiale anima
punk, per immolarsi sull'altare della moda e dei trend attuali. I brani infatti
sono un autentico concentrato del "nu metal" più attuale che
piace tanto ai ragazzini ma che può far storcere il naso ai vecchi fan.
Succede così in "L.O.S.T.", in cui Iggy Pop si diverte a fare
la voce grossa, accompagnato da un riff-macigno degno dei Pantera migliori,
o nella stessa "title-track", felice commistione di "power chords"
e strofe rappate.
Ma il disco riserva anche diversi episodi in cui Iggy Pop mette in luce ciò
che sa fare meglio: rock 'n' roll. "Jerk", "Weasels", "Ugliness",
"V.I.P.": sono brani essenziali, incisivi, basati su scarni riff di
chitarra, in cui Iggy Pop ripropone quella dimensione "garage" che
gli è più congeniale. Anche la band in queste canzoni riesce a
supportare al meglio il Re Iguana. Le chitarre di Whitey Kirst e Pete Marshall,
che con il loro suono "giovane" creano in certi episodi alcune situazioni
imbarazzanti (come in "Drink New Blood", in cui Iggy Pop si trova
a doppiare con la voce un riff "new-progressive" alla Stratovarius),
qui riescono a trovare sfumature "vintage" decisamente più
consone. Infine, più che apprezzabili "Talking Snake" e "Savior",
i due lenti del disco.
Nonostante le sonorità moderne e la moderata voglia di rinnovamento che
si respira, è difficile parlare di "Beat 'Em Up" come di un
disco proiettato verso il futuro. Iggy Pop può essere considerato pacificamente
come il padre del punk e il nonno del grunge, e questo sicuramente rimane il
suo merito più grande, al di là di delle produzioni più
recenti. Dalla sua gli rimane l'incredibile carica di energia che riesce ad
esprimere dal vivo. E qui aspettiamo Iggy Pop, con o senza nuovi album.
29
agosto 2001
Track
list:
1. Mask
2. L.O.S.T.
3. Howl
4. Football
5. Savior
6. Beat 'Em Up
7. Talking Snake
8. The Jerk
9. Death Is Certain
10. Go For The Throat
11. Weasels
12. Drink New Blood
13. It's All Shit
14. Ugliness
15. V.I.P.
I
commenti
cesare65 10 agosto 2002
Ho
fatto ascoltare questo disco a mio nipote
di 19 anni. Quando gli ho detto che l'energumeno
che sbraitava ha 55 anni, non ci ha creduto.
EMA 11 aprile 2002
MASK HA UN TESTO BELLISSIMO (CHE VA LETTO
CON LA MUSICA!)E'UNA
VERA CATASTROFE DI FINE MILENNIO
eden 5 aprile 2002
grandioso!Nuove
bands e finti satanisti del rock non possono
fare
a meno di imparare qualcosa da questo disco.