Ormai con l’ora solare ci si è immersi
nell’ennesimo autunno. In queste lunghe
e buie giornate ci vorrebbe qualcosa che scaldasse
l’animo, i camini – si sa – nei
nostri monolocali di città non ci sono
più, e non ci è dato di poter passare
la serata a fissare il fuoco per poi andare a
letto presto, molto presto.
Ci vorrebbe una musica
che scaldasse il cuore, e cosa ci può essere
di meglio delle trame celtiche di una musica
che echeggia età contadine, che sembra
composta apposta per essere essa stessa campo
coltivato? Ecco, con Nancy Elizabeth sembrerebbe
proprio di aver raggiunto quel porto sicuro:
arpa, voce d’angelo stile Sinéad
O’Connor, chitarra acustica delicatamente
arpeggiata da mani candide e affusolate. Mancherebbero
solo le castagne su quella pentola che in Romagna
si chiama “brusadén” o in
Sicilia “caliaturi”, insomma la pentola
traforata, e voilà, spirito ritemprato!
E invece… non lasciamoci prendere per
il naso. A me non va. Il lieve pizzicare celtico
di Nancy Elizabeth (Cunliffe è il suo
cognome) annoia, e lo dice uno che se si trasferisse
all’estero andrebbe in Irlanda. Gli ascolti
ripetuti di “Battle And Victory” non
colpiscono, quindi si indaga. Innanzitutto dietro
quella faccia musicale similmente irlandese c’è una
ragazza del Lancashire, che se si guarda su Google
Maps non è nella terra di Joyce ma nell’Inghilterra
del Nord-Ovest. E già qui iniziamo a smascherare
qualcosa.
La tipa non sembra sincera, e dietro
alla sua proposta – inseguita dalla Leaf
probabilmente solo perché è esistita
Joanna Newsom – si cela un progetto buttato
nel calderone indie solo perché adesso
funziona così. Dieci anni fa sarebbe finita
negli scaffali attigui ad Enya o più probabilmente
nei cataloghi della musica da rilassamento con
sotto la didascalia: “L’energia spirituale
che irradia da questa musica è quella
della pace e dell’amore. Le raffinate composizioni
offrono nutrimento per l’anima e per il
corpo. Ottima per lo yoga.” (se leggessi
una presentazione del genere – e ci sono! – ritirerei
fuori immediatamente gli Iron Maiden da sotto
i quintali di polvere dove giacciono).
E invece
ci si trova al cospetto di tutte queste canzoni
con l’arpa piuttosto insignificanti (“I’m
Like The Paper”, “Off With Your Axe”, “Lung”),
tra le quali si possono salvare solo le cose
leggermente più movimentate (“I
Used To Try”) o più stranianti (l’organetto
sghembo di “Coriander”). Ci ho provato,
molte e molte volte, ma niente: “Battle
And Victory” sono quattordici canzoni che
si trascinano lentamente come uno zoppo con una
gamba di legno. Secondo me Nancy Elizabeth è un
impostore, tutto qui, uno spaventapasseri.
collegamenti su MusiKàl!
Joanna Newsom - Ys
Iron Maiden - Rock In Rio
Iron Maiden - Brave New World