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tox lunedì 22
dicembre 2003
la follia o la visione
"altra" da forma ad un intreccio
sonico di rara bellezza, paranoie e
vitalità avvolte in inarrivabili
spire di luce adamantina.
Una
sorta di porta per accedere a ciò che
a noi comuni mortali non è concesso.
Antonella
2 agosto 2002
Non
c'è davvero niente da dire, perché ha
detto tutto lui. Basta ascoltare senza
pregiudizi o troppa pesante cultura musicale
che guasta il godimento.
Syd è un'anima bambina, che diletta
e commuove senza giocare ruoli e senza rincorrere
mode e celebrità.
Antonell
fatina
22
luglio 2002
attraverso
baby lemonade mi ha fatto scoprire l amore,attraverso
effervescing elephant mi ha dato il sorriso....il
cappellaio matto della
musica...dolce tenero oscuro....un misto
tra realta e surrealita tra
inconscio e subconscio...un vero idolo...l
uomo piu importante della musica
inglese.....
Alì
11 luglio 2002
mi
manca...
frank
4 luglio 2002
w syd!!!lo voglio dire a gran voce: originale,
tenero, violento e
doloce Roger!!! Io uno come te lo devo ancora
scoprire. Sono d'accordo con
lanky: i Floyd in qualche canzone (mi riferisco
al primo album
solista)potevano supportarlo meglio dato
che conoscevano chi era...e rendere
l'album migliore.Va bene così Syd...il
tuo genio, il tuo modo unico di far
urlare la chitarra, i cambi repentini delle
note facevano della tua musica
un qualcosa di veramente unico che nessuno,
neanche chi ti ha sostituito (
come si chiama costui...David Gilmour..puff...)ha
potuto riprendere ciò che
avevi creato. Un'ultima cosa: vorrei saperti
felice e tranquillo nella tua
vecchia Cambridge, con ancora integro il
suo estro e la sua profonda
intelligenza; e se il vecchio Syd non
produrra più alcuna canzone...non
te
ne faremo una colpa. Va bene così
Roger, va bene così. Io come tuo
fan (non
mi piace questa parola ma per te la uso)
sono contento e ti ringrazio per
avermi fatto scoprire qualcosa di nuovo
e di profondamente interessante.
If 30
maggio 2002
mai
e poi mai nessun'altro potrà farti
danzare tra fronde verdi di
alberi tra le onde di un'oceano fatto
d'aria, chi sarà più in
grado di
donarti con la sua musica traversate
tra il cemento della moderna città e
il
verde di colline bagnate dalle tue lacrime
di felicità...chi potrà...grazie
Syd...
lodo
15 maggio 2002
barrett
era un genio un ricercatore...aveva l'estro.gli
piaceva
sorprendere l'ascoltatore con cambi repentini
di tempo e nuovi effetti
(psichedelici ovviamente).anche waters lo
aveva capito.
Penso che Gilmurt sia un grande chitarrista,ma
quell'estro....la mancanza si
sente negli ultimi dischi.ciao syd
lanky 9 marzo 2002
Ci
aveva provato, Roger Syd era tornato in
sala di incisione, voleva proprio farcela.
Aveva una musica in testa e delle note semplici
suonate in modo dolce e struggente. Voleva
solo essere se stesso. Aveva perso l'incanto
degl'anni di Emily ma si era riempito di
una verità calda e di una semplicità
estatica espressa da una musica terribile!
che tocca l'anima e la violenta. Syd era
Syd. Non voleva mascherarsi non voleva fingere
di essere una Rock Star lui era solo se
stesso. Un disco che capiscono in pochi.
Penetrante, amato, delicatissimo e tristemente
felice, della felicità dei bambini
nelle cose semplici. E qualcuno, io credo
Gilmour, ha deciso che dovesse morire. Dopo
the madcap, Barrett minava di nuovo con
un nuovo disco la fortuna dei floyd che
da poco si erano ripresi dalla sua assenza.
No! non doveva essere un capolavoro! Dovevano
far risultare l'opera di Syd come qualcosa
nata da una mente malata ed hanno distrutto
tutto. Fatto degli arrangiamenti da quattro
soldi, inserito pezzi in studio che probabilmente
erano scarti, han violentato l'anima vera
di un artista fino a farlo sembrare inconsistente.
E ci sono riusciti... Syd è scomparso.
Ma in quella inconsistenza, nelle sua voce
io lo sento, Syd è ancora un diamante,
molto meno pazzo di quanto lo star sistem
abbia voluto far credere. Syd non è
pazzo, semplicemente ha deciso di andarsene
via. E questo disco lo dimostra.
lanky 4 marzo 2002
Ci
aveva provato, Roger Syd era tornato in
sala di incisione, voleva proprio farcela.
Aveva una musica in testa e delle note semplici
suonate in modo dolce e struggente. Voleva
solo essere se stesso. Aveva perso l'incanto
degl'anni di Emily ma si era riempito di
una verità calda e di una semplicità
estatica espressa da una musica terribile!
che tocca l'anima e la violenta. Syd era
Syd. Non voleva mascherarsi non voleva fingere
di essere una Rock Star lui era solo se
stesso. Un disco che capiscono in pochi.
Penetrante, amato, delicatissimo e tristemente
felice, della felicità dei bambini
nelle cose semplici. E qualcuno, io credo
Gilmour, ha deciso che dovesse morire. Dopo
the madcap, Barrett minava di nuovo con
un nuovo disco la fortuna dei floyd che
da poco si erano ripresi dalla sua assenza.
No! non doveva essere un capolavoro! Dovevano
far risultare l'opera di Syd come qualcosa
nata da una mente malata ed hanno distrutto
tutto. Fatto degli arrangiamenti da quattro
soldi, inserito pezzi in studio che probabilmente
erano scarti, han violentato l'anima vera
di un artista fino a farlo sembrare inconsistente.
E ci sono riusciti... Syd è scomparso.
Ma in quella inconsistenza, nelle sua voce
io lo sento, Syd è ancora un diamante,
molto meno pazzo di quanto lo star sistem
abbia voluto far credere. Syd non è
pazzo, semplicemente ha deciso di andarsene
via. E questo disco lo dimostra.
syd 1 marzo 2002
Il
pifferaio della porta dell'alba.. La sua
curiosità nel suonare e scoprire
è insita in tutti noi sebbene solo
chi trova la luce interna è capace
di capire il mondo.
Rosei di splendore visionario i suoi accordi
di chitarra hanno scelto l'altro mondo...
rainrain 15 febbraio 2002
rispetto
e ammirazione vorrei essere come lui anche
se non mi capirebbe nessuno
ciarli 16 gennaio 2002
Una
bomba pluricolorata purtroppo disinnescata....artista
genuino, nostromo conoscitore di atolli
interstellari e burrascosi, naufragato in
una spiaggia lontana conservi a pugno stretto
un numero unico solo in te: il sette, numero
della luce giovane...
resta l'imprevedibile coerente...
patrick edera 9 gennaio 2002
Il
secondo disco solista di sua maesta"
BARRETT é senza
dubbio "toccato" in modo eccessivo
dalla mano di Dave
Gilmour.Voglio dire che probabilmente cerco"
di recuperare all"imperdonabile errore
d"inserire,nell"album precedente,brani
come "if it s in you",ed escludere
magie come OPEL,o BOB DYLAN BLUES.Per questo
ha cercato di dare una forma piu"
orecchiabile all"opera di Syd,facendo
perdere quella magia che fece di The madcap
laughs la rinascita di un nuovo
modo di fare psichedelia.Bonta" sua..
Gilmour 14 novembre 2001
l'unico
vero Pazzo Diamante del Regno Unito
syd 29 ottobre 2001
In
"Barrett" Syd sembra offrirci
lampi di lucidità, a tratti addirittura
luminosa... dalla ritrovata vena folk, alla
prolifera amicizia musicale con Gilmour
al gusto leggero dell'ironia (Effervescing
Elephant). Syd da il meglio di se nella
sua prima e unica canzone d'amore, dedicata
alla sua donna , Gayla , in un pezzo dalla
semplicità e bellezza disarmante:
"Love Song". Ma tutto cio' non
è che illusione ...che si perde nei
lamenti di "Dominoes" e "Rats".
"Barrett" quindi sembra un promettente
ritorno, mentre invece è l'ultimo
e definitivo addio di un artista che ha
riempito la scena psichedelica degli anni
60 e scritto in modo indelebile nella musica
di sempre il suo nome e la sua triste storia.
Yessir 28 ottobre 2001
Just
call a genie...Syd Barrett!! Un mito. Io
ed il mio chitarrista stiamo organizzando
un pellegrinaggio a Cambridge (dirottatori
permettendo) in cerca della casa di Syd.
Chi lo ama ci segua. L'idolodi tutti i piccoli
"apprendisti cappellani". Il fondatore
della band più geniale-intellettuale-onirica-psichedelica-creativa
della Storia. Senza di lui non avremmo avuto
i Pink Floyd. E tante altre perle da solista.
Un inchino è d'obbligo da parte di
tutti coloro che si reputano "dal leggermente
al completamente" pazzi...nonchè
da parte di tutti gli Artisti geniali. Altro
che Vicious...è questo l'unico Crazy
Diamond!!!
iak 28 ottobre 2001
un
mito. forse l'unico vero genio della musica
inglese, che riesce nelle opere d'arte di
syd ad emanciparsi dalle solite commercialate
e da ciò che viene suonato oltreoceano.
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