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SYD BARRETT
Barrett (Emi Harvest, 1970)
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recensione di Max Cavassa scrivi un'email


Secondo e purtroppo ultimo capitolo della discografia del Grande Cappellaio Matto della musica inglese. La produzione è affidata al vecchio amico e sostituto nei Pink Floyd, David Gilmour. Sulla falsariga del precedente e soffertissimo "The Madcap Laughs", "Barrett" è un collage assolutamente strambo di canzoni capricciose ed originali, in bilico perenne tra folk e psichedelia. Bilico reso ancora più sottile e pericoloso dall'andamento sempre imprevedibile dei pezzi, sottoposti dall'instabile Syd ad un andamento ondivago, senza un'apparente spina dorsale che li sorregga. Anche le composizioni più fruibili e "commerciali" come "Baby Lemonade" e "Gigolo Aunt" (autentici capolavori) presentano improvvise deviazioni - frutto di visioni in acido - che lasciano di stucco l'ascoltatore, per non parlare di deliri psichici come "Rats", "Maisie" o "Wolfpack".

Assolutamente memorabili la saltellante "Love Song", una sorta di "The gnome" interpretata per un pubblico da saloon, e la lentissima, indolente "Dominoes", una canzone che scappa continuamente di mano come un'anguilla. I suoi cambi di ritmo sono figli della noncuranza dell'artista, ormai perso in veri viaggi interstellari, per la disperazione del povero drummer, Jerry Shirley: dopo diverse rullate a rincorrere la mente di Syd, Jerry trova pace in un finale ai confini del free jazz, geniale e discretamente avantgarde.

Dopo "Barrett", come già accennato, il silenzio. "Lucy In the Sky With Diamonds" (aka LSD) se lo porta via alla tenera età di 24 anni, ed il suo ritiro nella nativa Cambridge presso la madre non farà che aumentare l'alone mitico intorno alla sua figura. Spesso si udiranno voci su un suo possibile ritorno discografico, ma saranno sempre più flebili. Syd si è consumato troppo in fretta ed è ormai da troppo tempo solo con i suoi spiriti ed i suoi pensieri. Lasciamo in pace quest'uomo che ha avuto la forza di creare alcune delle più incredibili pagine musicali degli ultimi 50 anni: potrebbe anche essere felice a modo suo, sublimamente goffo ed etereo come il suo "Effervescing Elephant".


recensioni collegate:
Pink Floyd - la Kalporzgrafia



28 ottobre 2001


Track list:

1. Baby Lemonade
2. Love Song
3. Dominoes
4. It Is Obvious
5. Rats
6. Maisie
7. Gigolo Aunt
8. Waving My Arms in the Air
9. I Never Lied to You
10. Wined and Dined
11. Wolfpack
12. Effervescing Elephant

Bonus Tracks
1. Baby Lemonade (take 1)
2. Waving My Arms Iin the Air (take 1)
3. I Never Lied To You (take 1)
4. Love Song (take 1)
5. Dominoes (take 1)
6. Dominoes (take 2)
7. It Is Obvious (take 2)



I commenti
 


tox
lunedì 22 dicembre 2003
la follia o la visione
"altra" da forma ad un intreccio sonico di rara bellezza, paranoie e vitalità avvolte in inarrivabili spire di luce adamantina.
Una sorta di porta per accedere a ciò che a noi comuni mortali non è concesso.



Antonella
2 agosto 2002
Non c'è davvero niente da dire, perché ha detto tutto lui. Basta ascoltare senza pregiudizi o troppa pesante cultura musicale che guasta il godimento.
Syd è un'anima bambina, che diletta e commuove senza giocare ruoli e senza rincorrere mode e celebrità.
Antonell



fatina
22 luglio 2002
attraverso baby lemonade mi ha fatto scoprire l amore,attraverso
effervescing elephant mi ha dato il sorriso....il cappellaio matto della
musica...dolce tenero oscuro....un misto tra realta e surrealita tra
inconscio e subconscio...un vero idolo...l uomo piu importante della musica
inglese.....



Alì
11 luglio 2002
mi manca...


frank
4 luglio 2002
w syd!!!lo voglio dire a gran voce: originale, tenero, violento e
doloce Roger!!! Io uno come te lo devo ancora scoprire. Sono d'accordo con
lanky: i Floyd in qualche canzone (mi riferisco al primo album
solista)potevano supportarlo meglio dato che conoscevano chi era...e rendere
l'album migliore.Va bene così Syd...il tuo genio, il tuo modo unico di far
urlare la chitarra, i cambi repentini delle note facevano della tua musica
un qualcosa di veramente unico che nessuno, neanche chi ti ha sostituito (
come si chiama costui...David Gilmour..puff...)ha potuto riprendere ciò che
avevi creato. Un'ultima cosa: vorrei saperti felice e tranquillo nella tua
vecchia Cambridge, con ancora integro il suo estro e la sua profonda
intelligenza; e se il vecchio Syd non produrra più alcuna canzone...non te
ne faremo una colpa. Va bene così Roger, va bene così. Io come tuo fan (non
mi piace questa parola ma per te la uso) sono contento e ti ringrazio per
avermi fatto scoprire qualcosa di nuovo e di profondamente interessante.



If 30
maggio 2002
mai e poi mai nessun'altro potrà farti danzare tra fronde verdi di
alberi tra le onde di un'oceano fatto d'aria, chi sarà più in grado di
donarti con la sua musica traversate tra il cemento della moderna città e il
verde di colline bagnate dalle tue lacrime di felicità...chi potrà...grazie
Syd...


lodo 15 maggio 2002
barrett era un genio un ricercatore...aveva l'estro.gli piaceva
sorprendere l'ascoltatore con cambi repentini di tempo e nuovi effetti
(psichedelici ovviamente).anche waters lo aveva capito.
Penso che Gilmurt sia un grande chitarrista,ma quell'estro....la mancanza si
sente negli ultimi dischi.ciao syd


lanky
9 marzo 2002
Ci aveva provato, Roger Syd era tornato in sala di incisione, voleva proprio farcela. Aveva una musica in testa e delle note semplici suonate in modo dolce e struggente. Voleva solo essere se stesso. Aveva perso l'incanto degl'anni di Emily ma si era riempito di una verità calda e di una semplicità estatica espressa da una musica terribile! che tocca l'anima e la violenta. Syd era Syd. Non voleva mascherarsi non voleva fingere di essere una Rock Star lui era solo se stesso. Un disco che capiscono in pochi. Penetrante, amato, delicatissimo e tristemente felice, della felicità dei bambini nelle cose semplici. E qualcuno, io credo Gilmour, ha deciso che dovesse morire. Dopo the madcap, Barrett minava di nuovo con un nuovo disco la fortuna dei floyd che da poco si erano ripresi dalla sua assenza. No! non doveva essere un capolavoro! Dovevano far risultare l'opera di Syd come qualcosa nata da una mente malata ed hanno distrutto tutto. Fatto degli arrangiamenti da quattro soldi, inserito pezzi in studio che probabilmente erano scarti, han violentato l'anima vera di un artista fino a farlo sembrare inconsistente. E ci sono riusciti... Syd è scomparso. Ma in quella inconsistenza, nelle sua voce io lo sento, Syd è ancora un diamante, molto meno pazzo di quanto lo star sistem abbia voluto far credere. Syd non è pazzo, semplicemente ha deciso di andarsene via. E questo disco lo dimostra.


lanky
4 marzo 2002
Ci aveva provato, Roger Syd era tornato in sala di incisione, voleva proprio farcela. Aveva una musica in testa e delle note semplici suonate in modo dolce e struggente. Voleva solo essere se stesso. Aveva perso l'incanto degl'anni di Emily ma si era riempito di una verità calda e di una semplicità estatica espressa da una musica terribile! che tocca l'anima e la violenta. Syd era Syd. Non voleva mascherarsi non voleva fingere di essere una Rock Star lui era solo se stesso. Un disco che capiscono in pochi. Penetrante, amato, delicatissimo e tristemente felice, della felicità dei bambini nelle cose semplici. E qualcuno, io credo Gilmour, ha deciso che dovesse morire. Dopo the madcap, Barrett minava di nuovo con un nuovo disco la fortuna dei floyd che da poco si erano ripresi dalla sua assenza. No! non doveva essere un capolavoro! Dovevano far risultare l'opera di Syd come qualcosa nata da una mente malata ed hanno distrutto tutto. Fatto degli arrangiamenti da quattro soldi, inserito pezzi in studio che probabilmente erano scarti, han violentato l'anima vera di un artista fino a farlo sembrare inconsistente. E ci sono riusciti... Syd è scomparso. Ma in quella inconsistenza, nelle sua voce io lo sento, Syd è ancora un diamante, molto meno pazzo di quanto lo star sistem abbia voluto far credere. Syd non è pazzo, semplicemente ha deciso di andarsene via. E questo disco lo dimostra.


syd
1 marzo 2002
Il pifferaio della porta dell'alba.. La sua curiosità nel suonare e scoprire è insita in tutti noi sebbene solo chi trova la luce interna è capace di capire il mondo.
Rosei di splendore visionario i suoi accordi di chitarra hanno scelto l'altro mondo...



rainrain
15 febbraio 2002
rispetto e ammirazione vorrei essere come lui anche se non mi capirebbe nessuno


ciarli
16 gennaio 2002
Una bomba pluricolorata purtroppo disinnescata....artista genuino, nostromo conoscitore di atolli interstellari e burrascosi, naufragato in una spiaggia lontana conservi a pugno stretto un numero unico solo in te: il sette, numero della luce giovane...
resta l'imprevedibile coerente...


patrick edera 9 gennaio 2002
Il secondo disco solista di sua maesta" BARRETT é senza
dubbio "toccato" in modo eccessivo dalla mano di Dave
Gilmour.Voglio dire che probabilmente cerco" di recuperare all"imperdonabile errore d"inserire,nell"album precedente,brani come "if it s in you",ed escludere magie come OPEL,o BOB DYLAN BLUES.Per questo ha cercato di dare una forma piu"
orecchiabile all"opera di Syd,facendo perdere quella magia che fece di The madcap laughs la rinascita di un nuovo
modo di fare psichedelia.Bonta" sua..



Gilmour 14 novembre 2001
l'unico vero Pazzo Diamante del Regno Unito


syd 29 ottobre 2001
In "Barrett" Syd sembra offrirci lampi di lucidità, a tratti addirittura luminosa... dalla ritrovata vena folk, alla prolifera amicizia musicale con Gilmour al gusto leggero dell'ironia (Effervescing Elephant). Syd da il meglio di se nella sua prima e unica canzone d'amore, dedicata alla sua donna , Gayla , in un pezzo dalla semplicità e bellezza disarmante: "Love Song". Ma tutto cio' non è che illusione ...che si perde nei lamenti di "Dominoes" e "Rats". "Barrett" quindi sembra un promettente ritorno, mentre invece è l'ultimo e definitivo addio di un artista che ha riempito la scena psichedelica degli anni 60 e scritto in modo indelebile nella musica di sempre il suo nome e la sua triste storia.


Yessir
28 ottobre 2001
Just call a genie...Syd Barrett!! Un mito. Io ed il mio chitarrista stiamo organizzando un pellegrinaggio a Cambridge (dirottatori permettendo) in cerca della casa di Syd. Chi lo ama ci segua. L'idolodi tutti i piccoli "apprendisti cappellani". Il fondatore della band più geniale-intellettuale-onirica-psichedelica-creativa della Storia. Senza di lui non avremmo avuto i Pink Floyd. E tante altre perle da solista. Un inchino è d'obbligo da parte di tutti coloro che si reputano "dal leggermente al completamente" pazzi...nonchè da parte di tutti gli Artisti geniali. Altro che Vicious...è questo l'unico Crazy Diamond!!!


iak
28 ottobre 2001
un mito. forse l'unico vero genio della musica inglese, che riesce nelle opere d'arte di syd ad emanciparsi dalle solite commercialate e da ciò che viene suonato oltreoceano.

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