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BANCO DEL MUTUO SOCCORSO
Banco del mutuo soccorso (Ricordi, 1972)
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di Paolo Di Luzio scrivi un'email

Banco del Mutuo Soccorso - Banco del mutuo soccorso

E’ conosciuto come "Il disco del salvadanaio" per via della copertina e rappresentò nel 1972 l’impetuoso ingresso del Banco nel mondo del rock progressive; forse l’elemento caratterizzante di questo disco è la scelta del linguaggio, aulico, letterario.

Musicalmente non c’è forse unitarietà fra i vari brani, ma sono subito esplicitate le caratteristiche salienti della musica del Banco: alternarsi di ritmi a volte selvaggi (ma con ascendenti non nell’hard rock, bensì in alcuni momenti illuminati della musica classica del ‘900) e momenti di lirismo ben resi dalla particolare voce di Francesco Di Giacomo, uso ampio di tastiere (grazie alla presenza di una coppia perfettamente complementare di tastieristi: i fratelli Nocenzi) ed in definitiva ricchezza di timbri e di dinamica musicale.

Il recitativo iniziale evoca l‘Ariosto, ma in quel "Ciò che si vede è" si afferma l’intenzione di usare il medioevo non come un qualcosa di fine a se stesso, ma come una metafora delle vicende umane, sempre attuali.

Ed in "R.I.P." (che una recensione del 1975 già definiva come "immortale") troviamo una condanna della guerra espressa in un modo indimenticabile: siamo proiettati nel pieno di una furibonda battaglia medievale e l’incalzare del ritmo dà proprio l’idea della terribile situazione finché una scala ascendente di pianoforte non conduce improvvisamente in un’altra dimensione umana e musicale che è quella del riposo, della morte, o meglio di quella dimensione indefinibile (e te credo!) che precede il trapasso.

L’altro brano forte della prima facciata è "Metamorfosi": una bella cavalcata sonora con una parte centrale pianistica dal vago sapore jazz ed un finale cantato breve ma intenso.

Il vero piatto forte del disco è dato però dalla lunga suite (oltre 18 minuti) di "Il giardino del mago": non ci sono parole da aggiungere, va solo ascoltata con molta attenzione. Attenzione è la parola giusta: la musica del Banco non è musica leggera, adatta a sottofondi musicali: richiede concentrazione, ma dopo un po’ prende...nel profondo.


Recensioni collegate
- Banco del mutuo soccorso
- Darwin
- Io sono nato libero
- Intervista a Rodolfo Maltese



4 maggio 2001


Track list:


1. In volo
2. R.I.P. (Requiescant In Pace)
3. Passaggio
4. Metamorfosi
5. Il giardino del mago
6. Traccia



I commenti
 
Ciummo
30 agosto 2002
Un brivido lungo la schiena che dura tren'anni


Antomon, Napoli
15 luglio 2002
unico, stupendo, superbo.
Speriamo che il ritorno del Banco non sia solo temporaneo; servirà a far
tornare indietro nel tempo chi aveva 18 anni nel 1972.



amarok
9 aprile 2002
sono meglio dei pink floyd

Max
1 novembre 2001
Stupendo album d'esordio!..La voce di Di Giacomo è immensa!..Uno
dei più grandi album italiani di sempre!


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