THE JIMI HENDRIX EXPERIENCE - Axis: Bold As Love (MCA Records, 1968)
di Max Cavassa
Grandioso
sequel dell'album d'esordio, "Axis." è un'opera che va
assaporata a fondo, tanto ricca di sfumature e di nuove ricerche
stilistiche verso le quali il genio di Seattle ha un'attrazione
fatale. Infatti la sua spinta verso il nuovo e l'inesplorato
sarà costante lungo tutta la sua breve vita. Sono rimaste
storiche le fluviali sedute in studio di registrazione, mettendo
su nastro centinaia di spunti, continuando a chiedere alla sua
chitarra cose mai udite prima. Tra queste ultime è senz'altro
da inserire la opening track di "Axis.": dopo una curiosa e
divertente introduzione vocale a simulare un'intervista, Jimi
comincia a maltrattare la sua Cosa, tirandone fuori suoni di
un impatto inaudito, incredibili, assolutamente vicini a future
sonorità create artificialmente dall'amato/odiato synth.
Dopo questo muro del suono, "Up from the skies" fa capolino
con il suo incedere sinuoso e semi-acustico, rivelando così
un'ennesima sfaccettatura della complessa personalità
di Hendrix ed offrendo un'anticipazione di molte tematiche dello
storico "Electric Ladyland". Sempre insieme agli allora fidati
Mitchell e Redding, JH regala all'umanità un'eccezionale
serie di evergreeens: "Spanish castle magic", Wait until tomorrow",
"Castles made of sand", "Little wing" (della quale esiste una
preziosa cover di Sting nel suo secondo album solista, "Nothing
like the sun", arrangiata dall'immenso Gil Evans). In due parole:
disco essenziale.
26 settembre 2000
