Appiccicato
sull'involucro del cd, si legge un estratto di una
critica apparsa sul New Musical Express: "Questi
sono grandi temi di un'immaginaria colonna sonora,
pronti a spezzare il cuore ovunque". Si sa
che la stampa inglese è la numero uno nel
lanciare un gruppo, per poi neanche raccogliere
la spazzatura formatasi per lo schianto al suolo
immediatamente dopo quel lancio senza paracadute.
In questo caso sembra che i membri degli Elbow si
siano dotati di quell'indispensabile attrezzo, o
che a qualcuno di loro siano spuntate delle inusitate
alette. Effettivamente, ascoltando la voce angelica
del cantante Guy Garvey, sorge il sospetto che i
ragazzi siano preparati a sorvolare il successo
senza paura di vuoti d'aria e d'ispirazione.
Dunque, giù il cappello davanti a questo
esordio dei "Gomito" di Manchester,
città da sempre all'avanguardia nel proporre
stili e mode (dagli Smiths agli Oasis,
dall'industrial-pop inizio anni '80 al new acoustic
movement attuale). "Asleep In The Back"
assesta il quintetto britannico in un territorio
confinante con le ormai inevitabili malinconie
Radiohead,
con certi momenti rarefatti stile Pink Floyd di
"Meddle" e soprattutto con dimenticate
atmosfere prog-rock. D'altra parte, lo stesso
Garvey ha ammesso (neanche fosse una colpa) che
il sound del gruppo prende sovente una piega alla
King Crimson,
quelli degli episodi più dolci e sognanti,
senza tuttavia ricalcarne gli schemi più
solistici. C'è una grande sensazione di
compattezza nell'ascolto di "Asleep...",
sensazione che cresce ogni volta che il cd fa
il giro completo dentro il lettore. Non si riesce
a trovare una minima caduta di stile in questo
melange ipnotico e malinconico, ideale colonna
sonora (ancora!) di grigi pomeriggi autunnali,
tema del quale gli inglesi conoscono molto bene
lo svolgimento. Benediciamo comunque anche queste
supposte teorie meteoropatiche, se i risultati
sono sempre come la fantastica apertura di "Any
Day Now" o la seguente e più pulsante
"Red", con la voce di Garvey che ricorda
(a quei pochi che se li ricordano) il dolceamaro
cantato scozzese dei Sideway Look.
"Coming second" ci colpisce duro con
le sue chitarre che sembrano provenire dalle inquietudini
di "154" dei Wire, "Newborn"
è il fluviale primo singolo, liquida e
passionale, "Presuming Ed" vede risorgere
cori celestiali che rimandano ai Moody Blues non
ancora tronfi di "In search of the lost chord",
"Scattered Black And Whites" è
un epilogo magnifico e tenero dell'album, dal
quale ci permettiamo di segnalare, per concludere,
la clamorosa "Powder Blue", canzone
di una bellezza devastante e vagamente malata,
quasi definitiva nella perfezione del suo romantic
spleen.
1.
Any Day Now
2. Red
3. Little Beast
4. Powder Blue
5. Bitten By The Tailfly
6. Newborn
7. Don't Mix Your Drinks
8. Presuming Ed (Rest Easy)
9. Coming Second
10. Can't Stop
11. Scattered Black And Whites