"Alone
With Everybody", l'album solista dell'ex cantante
dei Verve, trae il suo titolo da quello di una poesia
di Charles Bukowski. Ma le canzoni in esso contenute,
e il relativo concerto hanno poco a che spartire
con il nerbo e i testi sanguigni del celebre scrittore.
Il concerto è stato spostato al Vox di Nonantola
a causa del numero di biglietti venduti, non sufficientemente
alto per giustificare l’utilizzo di un palazzetto
dello sport. Anche il tipo di spettacolo e di musica,
peraltro, erano più adatti per un locale
di medie dimensioni.
Richard Ashcroft si è presentato puntuale
sul palco, alle 21.30, in jeans, giacchetta nera
di pelle e occhiali scuri, imbracciando una chitarra
acustica, accompagnato da altri otto elementi: batteria,
percussioni, basso, tromba e sax, pedal steel guitar
e due tastiere. A queste ultime è spettato
il compito di eseguire l'accompagnamento di archi
che dall'ultimo lavoro dei Verve sono diventati
elemento caratterizzante della musica di Ashcroft.
Il gruppo ha offerto un sound compatto e sostenuto
ad avvolgere la voce del cantante, che è
risultata l’aspetto forse più convincente
dello spettacolo. La presenza più insistente
a livello musicale era la pedal steel guitar, suonata
da B.J. Cole, strumento che è stato sempre
in primo piano, mentre il suono dei fiati ben di
rado ha raggiunto le orecchie del pubblico in modo
distintamente percepibile. Nel complesso lo show
è parso piuttosto monotono, senza grandi
momenti: i brani, le atmosfere, gli arrangiamenti,
tutto era come ricoperto dalla medesima patina,
qualcosa di gradevole, ben confezionato, ma sostanzialmente
uguale a se stesso.
In scaletta, accanto a brani del disco solista,
ne comparivano alcuni dei disciolti Verve. Dopo
l’esecuzione di "Sonnet", Ashcroft introduce
"C’mon People (We’re Making It Now)" dedicando
il pezzo a quanti si battono per una rivoluzione
e in particolare al popolo iugoslavo, raccogliendo
facili applausi. Le liriche, prive di qualunque
spessore, ma sufficientemente indefinite per potere
essere applicate ad un numero altrettanto indefinito
di situazioni o stati d’animo, come spesso richiede
il copione della canzone pop, vengono in questo
caso piegate in senso pseudo-impegnato.
Dopo è stata la volta di "On a Beach",
prodotto gradevole e ben arrangiato, dove gli interventi
della pedal steel guitar sono contenuti e ben indovinati.
L’accostamento con la successiva "Lucky Man"
produce una strana impressione: sembra di riascoltare
nuovamente il brano appena eseguito, presentato
in una veste differente, e questo ha dato una sensazione
non troppo piacevole. La band si congeda una prima
volta dopo avere suonato "Drugs Don’t Work"
e "New York", che sul finale diventa più
incalzante e dura, arricchendo di una sfumatura
le atmosfere musicali della serata.
Dopo una breve pausa Richard Ashcroft si ripresenta
da solo con la chitarra acustica, indossando la
giacca e gli occhiali scuri che durante il concerto
si era tolto. Esegue da solo "History",
mentre per il singolo di lancio del suo album, "Song
For The Lovers", si avvale di radi interventi
del trombettista. A conclusione del concerto giunge
il più grande successo del cantante, "Bitter
Sweet Symphony", che viene praticamente suonato
due volte di seguito, prima dal solo Ashcroft, poi
dalla formazione al completo. Complessivamente lo
spettacolo ha rispettato le non alte aspettative:
Ashcroft ha evidenziato le sue buone qualità
di cantante, in grado di sostenere una performance
anche senza l’ausilio di un accompagnamento massiccio,
che comunque è stato presente la maggior
parte del tempo; i brani infine, pur di discreta
fattura, si sono dimostrati privi di uno spessore
tale da perdurare nel tempo e nell’interesse dell’ascoltatore.
lil' em 26
maggio 2001
mi
fate aschifo tutti
vi ammazzo a tutti quanti
umberto
25 maggio 2001
345354
La sua musica ha accompagnato un periodo buio
della mia esistenza, dopo per fortuna è
diventata vita!!
SILVI 27
aprile 2001
PALAVOBIS
7 OTTOBRE
NON HO POTUTO VEDERE QUESTO CONCERTO.MA SICURAMENTE
SARà STATO BELLISSIMO.NON CI SONO PAROLE
PER DESCRIVERE LA GRANDEZZA DI RICHARD
annetta
8 aprile 2001
BEATI
VOI!!!!!!
io purtroppo non ho potuto assistere al concerto
ma sono contentissima di leggere ciò
che voi avete scritto.. Credo ad ogni singola
parola scritta qui perchè lui è
fenomenale in grado di farmi emozionare ogni
volta che ascolto una sua canzone...è
davvero roba per pochi!!!!!!!!!!
STAR SAIL 28
marzo 2001
5-6
OTTOBRE 2001
GRAZIE RICHARD!!!!!!!!!!!!!!!!!!I DUE GIORNI
+ BELLI DELLA MIA VITA !!!!!!!!!!!!!!
Anto
1 febbraio 2001
Milano
05/10/00
Secondo il mio punto di vista è stato
molto bello, la sua voce e le sue canzoni
sono state capaci di darmi delle magnifiche
sensazioni.
Bravo Richard !
lauravirzi 6 gennaio 2001
...trovo
che il concerto di Richard sia stato davvero
coinvolgente. Notevole l'impegno artistico...penso
che non avrebbe sortito nel pubblico tali
emozioni se ambientato diversamente! Solo
coloro che seguono da anni il suo percorso
hanno potuto avvertire l'intensità di ogni
singola nota e la profondità di ogni singolo
brano...E'vero, era un concerto per pochi
proprio perchè poche sono le persone in grado
di poterlo ascoltare!Laura
Fano 14 dicembre 2000
Non
ho visto il concerto, cmq mi piacciono molto
i Verve...scrivo qui solo xke sto cercando
i testi delle canzoni dei verve (soprattutto
Lucky man) con la traduzione in italiano.....se
qualcuno ce le ha, x piacere puo' scrivermi
un email??? grazieeeeeeeeee
noel
francavillese 20 ottobre 2000
Il concerto a Roma (7-10-2000) e' stato a
dir poco stupendo, roba da far accaponare
la pelle.Ha suonato senza niente solo con
la sua chitarra.Ha rotto 4 volte le corde
ma qualcuno si e' solo permesso di ridere
bassa voce perche' ha suonato con il plettro
di ferro e quindi logica la tensione sulle
corde.Io sono un suo fans da sempre ma non
per questo un buon critico anche sulle cose
che provo passione.Sono daccordo com Manu
comunque, anche su certe assoli canori.Bravo
a Richard e alla buona musica!Caiaz
luca 11 ottobre 2000
è
vero forse la mia opinione ha meno recenioni
che la supportano. da parte della stampa soprattutto
inglese ashcroft viene osannato. anche se
proprio dalla stampa inglese vengono anche
opinioni esattamente sulla mia stessa lunghezza
d'onda.
Sulla voce ovviamente nulla da dire, per le
canzoni invece è diverso. la struttura e l'arrangiamento
non le rende abbastanza dissimili tra loro,
secondo me.
esolitamente da uno spettacolo mi asepetto
più cuore, o più palle che dir si voglia.
non ne ho visto molto nel concerto, e non
credo sia una questione che ashcroft sia britannico,
quindi freddo per natura, il concerto di quest'estate
dei moloko alla festa dell'unità era su una
galassia superiore decisamente rispetto ad
ashcroft, loro trasmettevano una grande carica
e grande passione per la musica, oltre a un
bello show, con la cantante e il deejay che
si mettevano a ballare come se non potessero
farne a meno...
manu 10 ottobre 2000
Premettendo
che non sono un'adolescente invasata per Ashcroft.....ma
che concerto hai visto?????????
E' stato qualcosa di meraviglioso, impianto
illuminotecnico veramente valido e Ashcroft
ha una forza vocale indimenticabile: 2 ore
con una voce impeccabile, i pezzi eseguiti
solo con l'acustica sono stati da brivido...un
concerto come pochi, io per prima non mi aspettavo
uno spettacolo tale.
Peccato che la mia opinione sia supportata
da numerose recensioni mentre la tua no.
Buona giornata, Manu.