L'inquieto
Mike Scott torna alla ribalta con il vecchio marchio, dopo due
episodi solisti piuttosto interessanti quanto sfortunati. E'
bene mettere subito in chiaro che chi cerca qui atmosfere legate
al ciclo celtico (i capolavori "Fisherman's blues" e "Room to
roam") prenderebbe molto male. Ora Mike è in piena fase
elettrica, timidamente ricominciata con "Dream harder" e riproposta
più decisamente nell'ultimo album solista "Still burning".
"A rock…" è un lavoro diseguale, opera di un'artista
un po’ in mezzo ad un suo personale guado. Per uscirne, Scott
ha richiamato amici di vecchie avventure, Anthony Thistlethwaite
su tutti, e nuovi compagni. Spicca la presenza di Thighpaulsandra,
eccezionale manipolatore di suoni per le creazioni sensazionali
degli ultimi albums di Julian Cope. E la sua mano si sente,
in particolar modo nelle canzoni che aprono e chiudono il disco.
"Let it happen" è una opening track incalzante e misteriosa,
che avvolge ascolto dopo ascolto, mentre "Crown" è il
capolavoro. Tesa, avvincente, con un finale pompatissimo, pieno
di effetti sintetici, di chitarre spiegate e di un sax impazzito,
"Crown" può essere davvero un new beginning per questo
cantautore che tanto ha dato, senza mai ricevere altrettanto.
Da segnalare inoltre "Is she conscious?" e "The wind in the
wires", bellissime e più vicine alla "big music" d'inizio
anni '80 di questo zingaro del Regno Unito.
25
ottobre 2000
Track
list:
- Let it happen
- My love is my rock in the weary land
- It's all gone
- Is she conscious?
- We are Jonah
- Malediction
- Dumbing down the world
- His word is not his bond
- Night falls on London
- The charlatan's lament
- The wind in the wires
- Crown
I
commenti
dudeness
2 dicembre 2001
...lo preferivo quando veleggiava sulla sua
" strange boat ", io
adoro quei waterboys,tuttavia il cammino iniziato
con "dream harder",mi
intriga, non lo sapevo capace di tanta adrenalina..è
una scoperta.
In un mare di ovvietà la sua voce si
erge cristallina ed io ne sono più
che
contento..." the great pan is alive!!!"