Nell'anno di opere quali "Nursery
Crime" dei Genesis,
"In The Land of Grey and Pink" dei Caravan,
"Pawn Hearts"
dei Van
der Graaf Generator e altre - dunque in tempi
di pieno fermento progressivo - i Tull offrono
il loro contributo forse più riuscito,
certamente il più equilibrato. Il quale,
a detta dello stesso Anderson, non è un
vero concept-album, bensì un insieme di
canzoni legate da un comune ambito tematico di
polemica religiosa. "Aqualung" porta
a compimento il percorso musicale del gruppo,
realizzando uno stile progressivo privo di magniloquenza
strumentale, piuttosto essenziale nelle linee
portanti, ma spesso dotato di acuminata incisività.
Come nell'attacco del brano eponimo, uno dei
più notevoli riff chitarristici della storia
del rock, solitario e tagliente come una lama
ed elemento portante di tutta la canzone: 'una
chitarra nel buio', si potrebbe definire. La voce
di Anderson è potente e graffiante nelle
parti iniziale e finale, in primo piano, mentre
nella classica pausa centrale giunge di lontano,
filtrata, creando un bel contrasto. Se qualche
critico facilone parla di semplice folk-rock sono
fatti suoi: forse che non può esistere
rock progressivo fondato soprattutto sulle chitarre?
Ma basta considerare la struttura di pezzi come,
appunto, "Aqualung", oppure "My
God" o "Wind-up", per accorgersi
sùbito di quale musica si tratti.
Dopo il brano d'apertura, con testo della moglie
di Anderson, troviamo "Cross-eyed Mary",
uno dei capisaldi dell'album; un inizio di flauto
introduce ad un brano imperioso nel ritmo e nella
voce, dai toni aspri. "Cheap day return",
per voce e chitarra acustica, è gradevole
ma assai breve. "Mother Goose" è
invece pezzo paradigmatico della fusione fra folk
e progressive. "Wond'ring aloud" è
sorella di "Cheap
", ma qui abbiamo
anche un leggerissimo accompagnamento di archi,
come sempre opera di David Palmer. Basso, pianoforte
e flauto dominano "Up to me", creando
un ritmo un poco popolaresco e saltellante. Misterioso
inizio di chitarra acustica mostra "My God";
composizione dalle vigorose membrature e dal canto
intenso, dove il flauto, come spesso nei Tull,
può assumere funzione sia ornamentale che
più marcatamente e robustamente strutturale.
Per molti versi il meglio del disco, insieme ad
"Aqualung" e "Cross
".
La chitarra di Barre, unitamente al piano di Evans,
crea la base elettro-acustica della indiavolata
"Hymn 43", ed elargisce un altro efficace
riff. Dopo "Slipstream" terza delle
brevi, delicate, ma non memorabili pause acustiche
(anche qui c'è l'orchestra), giungiamo
alla celeberrima "Locomotive breath",
introdotta da un pianoforte di sapore inizialmente
classicheggiante e poi via via sempre più
jazzistico. Chiude in bellezza "Wind-up":
è divisa nettamente in tre parti, più
o meno come la title track, ma in ordine inverso,
delle quali la prima morbida, così come
la terza che ne costituisce la ripresa conclusiva,
mentre quella centrale, aperta da un improvviso
riff di Barre, è inaspettatamente possente.
Da un punto di vista strettamente progressivo
probabilmente è stato realizzato di meglio:
anzi, senza dubbio è così. Ma ciò
che rende grande "Aqualung" è
proprio la sapienza nel creare uno stile unico,
nel senso di unitario e di personale, mescolando
influenze diverse. È un'opera per molti
versi a se stante, da giudicare al di fuori di
schemi prefissati e in base alla qualità
compositiva. Un disco per tutti gli amanti della
buona musica, non solo progressiva.
collegamenti su Kalporz:
Jethro Tull - concerto
a Brescia (2001)
Caravan - concerto
a Roma (2002)
Genesis - Discografia
e recensioni
Van Der Graaf Generator - Kalporzgrafia