Per
quanti hanno ancora voglia di parlare di rock progressivo,
sussiste il serio rischio di incorrere in clamorose
cantonate. Se infatti ci ostiniamo a considerare
i Marillion come uno dei maggiori gruppi esponenti
di questo controverso e decadente genere musicale,
ci troveremmo costretti ad includere nel medesimo
contenitore anche elementi spuri come Massive
Attack, Radiohead,
Toploader. Ne è la conferma questo "Anoraknophobia",
disco importante che si avvicina più alla
scena dub contemporanea che al magico mondo di folletti
e pifferai di genesisiana memoria.
Marillion all'avanguardia su tutti i fronti, prima
di tutto su quello commerciale/promozionale: la
prevendita del disco è partita circa un anno
fa attraverso Internet; nell'era di Napster, circa
12.000 irriducibili hanno pagato per un disco ancora
in fieri, permettendo al gruppo di ottenere un maggior
peso contrattuale con la propria casa discografica.
Potere della musica o potere del marketing?
È indubbio che comunque questi soldi sono
stati spesi bene; "Anoraknophobia" è
il frutto di un gruppo maturo, consapevole delle
proprie capacità, e sempre disposto a confrontare
la propria ispirazione con le sfide del presente.
Certo è che non si possa più parlare
di rock progressivo. Quello che troviamo è
pop, un pop raffinato, dalle melodie e dalle sonorità
ricercate, ma sempre pop rimane. Per certi versi,
la direzione sembra quella intrapresa da Geddy Lee
nel suo ultimo album, in cui il mestiere di musicista
"serio" si sposa con quello del presenzialista
dell'FM.
La prima canzone "Between You And Me"
è un rock di impatto immediato, in cui è
già possibile apprezzare appieno le doti
timbriche di Steve Hogarth, degno sostituto di un
allora apparentemente insostituibile Fish. Con la
seconda canzone, "Quartz" si entra già
in tutt'altro "mood", l'atmosfera si fa
"sci-fi" e comincia a soffiare aria di
Bristol. Stessa aria si respira nella lunghissima
"This Is The 21st Century", in cui una
sinteticissima batteria segna il tempo ad un tappeto
di tastiere "spaziali", su cui poggia
il riverbero della voce di Hogarth. Decisamente
uno degli episodi più interessanti del disco.
L'attenzione si desta anche per brani decisamente
meno ricercati ma abbastanza orecchiabili, come
"Map Of The World", costruita intorno
alle chitarre di Steve Rothery. Sicuramente più
interessanti sono canzoni come "Separated Out",
con il suo gusto decisamente retrò proveniente
da quei fraseggi di organetto che fanno tanto Doors.
Se il rock progressivo stenta oggi a trovare un'identità
univoca, i Marillion scavalcano il problema, imponendo
una propria visione della musica, forse non originalissima,
ma senza dubbio di altissima qualità.
20
maggio 2001
Track
list:
1.
Between You And Me
2. Quartz
3. Map Of The World
4. When I Meet God
5. The Fruit Of The Wild Rose
6. Separated Out
7. This Is The 21st Century
8. If My Heart Were A Ball It Would Roll Uphill
I
commenti
Dario
7 agosto 2002
Beh
che dire?Questa e` la recensione ai Marillion
piu` intelligente degli ultimi vent`anni...Grande
disco e grande band...e non pensate si tratti
di stupido DUB scalaclassifiche!Non e` Dub...E`
MUSICA STUPENDA, piena di suoni stupendi
e di canzoni stupende...questo disco...MI
FA PIANGERE!!! SNIFF! SNIFF!
SEASONSEND
8 maggio 2002
CHE
BELLO SVEGLIARSI OGNI MATTINA SAPENDO CHE
I MARILLION SONO
SEMPRE QUI PRONTI A SFORNARE PERLE COME
'quartz' O 'if my heart were a ball
it would roll uphill'
EMOZIONI