La prima demo degli Annie Hall (www.anniehall.it)
non è esattamente il solito anonimo nastro
da gruppo emergente, bensì un’opera che
in cinque brani definisce le coordinate stilistiche
di un gruppo con sonorità ben riconoscibili,
canzoni che si rifanno ad una determinata scuola
americana nineties (dai Wilco agli Eels passando
per Elliott Smith, citati tra l’altro nella spoglia
cartella stampa) e una personalità in crescita
che non si vergogna dei suoi naturali limiti.
Le cinque tracce di questo disco si muovono senza
vergogna nell’immaginario USA, ma nonostante una
certa mancanza di originalità riescono
a farsi ascoltare con piacere grazie ad una miscela
che rende le canzoni decisamente gradevoli. Si
comincia dalla scarna “Secret World” (eccolo qui
Elliott, ma anche Nick
Drake… insomma, il lato più intimista e scarno
del pentagono) per arrivare ad una “Ghosts’ Legs”
che rimanda a Mark Oliver Everett nella misura
in cui una “More Than This” è Wilco allo
stato puro (sia chiaro, tutto questo non è da
leggersi in chiave negativa). Chiudono il tutto
lo slowcore di “Blindness” – a dire il vero questa
ci convince poco… ma si tratta proprio di vibrazioni
– e l’indie-pop di “Ashes” che potrebbe anche
far pensare a certe cose degli Sparklehorse.
Ok il sound riconoscibile. Ok la mancanza di
originalità. Ok tutto quanto, però
gli Annie Hall sono artefici di quella che è
forse la migliore demo che quest’anno abbiamo
avuto occasione di ascoltare. Si tratta di un
gruppo da scoprire, con ottime potenzialità
che speriamo riescano a sfruttare appieno.
collegamenti su MusiKàl!
Wilco - A Ghost
Is Born
Wilco - Yankee
Hotel Foxtrot
Eels - Blinking
Lights And Other Revelations
Eels - Souljacker
Nick Drake - la Kalporzgrafia
Elliott Smith - From
A Basement On The Hill
Elliott Smith - Figure
8
Elliott Smith - Either/Or
Sparklehorse - It's
a Wonderful Life