Amore e disprezzo, adorazione e repulsione. Questi
sono i sentimenti che dal 1977 si assembrano al
cospetto di "Animals", controversa e
irrinunciabile opera dei Pink
Floyd. Dopo la tiepida accoglienza ricevuta
per il precedente "Wish
You Were Here", i quattro si avventurano
in un nuovo lavoro destinato a testimoniare le
voragini che si stavano creando tra i diversi
componenti, in particolare tra Roger Waters, ormai
assurto a "spirito guida", e il resto
del gruppo. Le cinque canzoni che compongono il
disco sono composte interamente proprio dall'enigmatico
bassista, sempre meno portato a voli interstellari
e sempre più vicino a tematiche "terrene".
Già a partire dalla copertina si respira
tutt'altra aria. Lo splendido artwok dell'inseparabile
studio Hypgnosis ritrae la "Battersea Power
Station", situata alla periferia di Londra,
ormai meta di pellegrinaggio dei cultori del rock,
sorvolata da un maiale. L'immagine, cupa ed angosciante,
esprime il disagio di una società "evoluta",
ormai intrappolata nei propri meccanismi perversi.
Ed è proprio di questa società
che Waters vuole parlare nei propri testi. Ormai
si sono sprecati oceani di inchiostro sull'ispirazione
orwelliana delle liriche di "Animals".
Ciò che forse va sottolineato ulteriormente
è la visione ancora più radicale
e pessimista che pervade il mondo di Waters. I
personaggi ci sono tutti: i maiali, i cani, le
pecore, servi e padroni, sfruttati e sfruttatori,
vittime e assassini. Ma andiamo per gradi.
Il disco apre con "Pigs On The Wing (Part
I)", breve intro per sola voce e chitarra,
in cui la leggerezza dell'arrangiamento fa da
contraltare alle parole ghiacciate di Waters,
portavoce dell'indifferenza dei propri simili
nei confronti della sofferenza altrui. Immediatamente
segue uno dei brani più intensi dell'intera
produzione dei Pink Floyd, "Dogs". I
dodici minuti di questa splendida canzone sono
dedicati ai "cani" che si aggirano affamati
nei palazzi di vetro in cerca di potere, denaro,
successo, pronti a sbranare chiunque osi sbarrare
il loro folle cammino. Il brano, unico del disco
scritto a quattro mani con Gilmour, raggiunge
livelli eccelsi grazie agli incantevoli assolo
di chitarra che galoppano lungo tutto il brano,
bloccati saltuariamente solo dalle lunghe parentesi
"sintetiche" di Wright, all'interno
delle quali sembra precipitare all'infinito il
"sangue di pietra" dei cani ("Stone,
Stone, Stone " piccolo leitmotiv ripreso
poi anche in "Sheep").
I due brani seguenti sono altrettante mini-suite
dedicate ad altri personaggi allegorici: i "maiali"
e le "pecore". Il brano dedicato a queste
ultime è certamente l'episodio più
interessante. "Sheep" parte con una
suggestiva intro di piano elettrico di Wright,
sotto la quale si staglia lentamente l'incedere
incalzante del basso di Waters (ricorda quasi
"One Of These Days "). E pare proprio
che siano le tastiere di Wright a fare la parte
del leone in questo brano: meraviglioso il lento
fluire della voce di Waters nelle onde del synth
di Wright; l'accoppiata si ripete nella parte
centrale del brano, dove le tastiere sorvolano
la linea martellante di basso (curioso sentirli
così vicini e contemporaneamente pensare
all'odio che subentrerà tra i due all'epoca
di "The Final Cut").
Il disco si chiude mestamente con la seconda
parte di "Pigs On The Wing": stessa
lena, stesso tono, stesso pessimismo cosmico.
Nonostante le pesanti critiche, "Animals"
rappresenta senz'altro uno spaccato unico e irripetibile
del suo tempo. Suoni ruvidi e taglienti, testi
fortemente critici ai limiti della blasfemia:
siamo di fronte alla vigilia del punk. In "Sheep"
venivano lanciati strali contro la religione e
la sua capacità di intorpidire le menti,
molto prima che i Sex Pistols si mettessero ad
imprecare contro la Regina. Ma non finisce qui.
Waters ha ormai spinto i Pink Floyd ad un punto
di non ritorno. Questa meravigliosa compagine
di musicisti è destinata a crollare sotto
il peso del "muro" eretto dalle diverse
personalità che la componevano. Il crollo
è ormai vicino.
1. Pigs On The Wings pt.1
2. Dogs
3. Pigs (Three Different Ones)
4. Sheeps
5. Pigs On The Wings pt.2
I
commenti
Charlie 27
luglio 2003
Sappiamo
tutti che questo disco è stato realizzato
per lo più con scarti di Wish you were
here, ma è anche vero che il suo essere
meso in disparte, lo rende più affascinante.
Per me ha un solo difetto: il suono è
sicuramente meno perfetto degli album che
precedono e che seguono.
andrea 19
luglio 2003
io
credo che animals sia un lavoro splendido
e forse la scarsa considerazione che in genere
si da a questo album lo rende ancora migliore...forse
siamo solo in pochi a coglierne le sfumature
velate.Mi dispiace vivamente per chi non ci
riesce.Ciao a tutti!
ediponet 9
agosto 2002
In
assoluto uno dei più bei dischi della
storia. Il concetto di psichedelia è
portato ai massi livelli, la capacità
tecnica di arrangiare e di collegare le diverse
cellule melodiche è unica per il tempo.
Il blues fa da cornice al più bel disco
delgi anni '70.
Solo per intenditori!
Dave
7 agosto 2002
Secondo
me Animals è stato molto sottovalutato
dalla critica dell'epoca,nonostante l'eccessivo
pessimismo si tratta senza dubbio di un lavoro
curato e con testi davvero avvolgenti...Ma
Sheep proprio non la digerisco..
Azerty 1
agosto 2002 Sheep e Dogs: testi fantastici,
profondi, profetici, e musica
notevole, specialmente Sheep
che è una cavalcata
psichedelica tra le migliori
mai fatte.
POTW carina, intimista, non
vuole essere nulla di più di
quello che è.
Pigs è il brano più sotto
tono.
Un
disco coinvolgente,
rabbioso. Un disco in cui i
Floyd cercano una nuova via,
imboccando pero'
essenzialmente la strada che
indica Waters.
Comunque,
una Pietra Miliare.
Mary 24
luglio 2002
senza offesa ma dei PINK FLOYD nn ne capisci
un tubo! Secondo me è
un capolavoro come tutti gli'altri sia come
testi che come musiche. Nn t sto
criticando ma x me è sbaglaitissimo
quello ke pensi su ANIMALS. Un consiglio
ascoltalo bene.....ma veramente e poi mi sai
dire!!!!!!ciao
Spider_man 24
luglio 2002 Esprimo il mio concetto:
"Pigs On The Wing" e "Sheep"
sono rispettivamente la "Wish You Were
Here" e
la "Welcome To The Machine" dei
poveri.
"Pigs" è proprio una schifezza:
undici minuti riempiti con un ritornello
cretino e i versi di un maiale, totalmente
piatta ed insipida.
"Dogs" è l'unico motivo di
esistenza di questo disco, mediocre per il
resto.
dwhoom@inwind.it
14 luglio 2002 Sicuramente il più misconosciuto
album dei Pink,uscito in piena
era di rincoglionimento disco music.
I testi sono spaventosamente più attuali
oggi che all'uscita dell'album.
La musica è sempre della serie:"Volevamo
stupirvi con gli effetti
speciali,ce li avevamo e ci siamo riusciti"come
del resto tutti i lavori da
"Ummagumma" in poi...
A me acchiappa un casino.
Sicuramente da rivalutare.
Andrea 10
luglio 2002
Molta
gente pensa che questo sia un album mediocre,
io invece
penso che sia un capolavoro pari ai due precedenti
album (anche se molto
meno "diretto"). E poi le lunghe
canzoni di Animals sono delle vere perle da
concerto, potenti, coinvolgenti, magiche,
qualche volta rabbiose.... e chi
ha ascoltato i concerti del 77 lo sa! Secondo
me l'apice della storia dei
Pink.
Heep 6
luglio 2002
Dico
semplicemente che questo è il disco
peggiore dei Pink Floyd.
A parte la bella "Dogs" (che poi
è la vecchia Gotta Be Crazy allungata)il
resto è veramente ridicolo, scarso
a livello di sound e di invenzione.
Ci si può giusto consolare con qualche
live bootleg dell'epoca,
ma la versione in studio è di una nullità
sconcertante.
Heep 6
luglio 2002
Dico semplicemente che questo è il
disco peggiore dei Pink Floyd.
A parte la bella "Dogs" (che poi
è la vecchia Gotta Be Crazy allungata)il
resto è veramente ridicolo, scarso
a livello di sound e di invenzione.
Ci si può giusto consolare con qualche
live bootleg dell'epoca,
ma la versione in studio è di una nullità
sconcertante.
floydeur 25
giugno 2002
che dire del piu' bell'album dei floyd...........ascoltatelo.
Davide 22
maggio 2002
fantastico!l' album migliore dei pink floyd.
piu si ascolta e piu si ama ed è molto
piu profondo degli altri lavori del
gruppo.senza contare sheep,ciliegina sulla
torta dell album e forse
capolavoro dei pink.puo sembrare esagerato
ma è cosi,ve lo dice un
possessore di tutti gli album dei pink!
Franco14
aprile 2002 Tutt'altro che superficiale (scusa
Haskell, ma non vedo come possa
esserlo), un grido di rabbia verso la società
di quel periodo, più incisivo
di qualunque cosa fatta da qualunque gruppo
punk uscito in quegli anni,
musicalmente rasenta la perfezione, ed è
ancora attualissimo (di cani, porci
e pecore è sempre pieno il mondo).
Un bel 9 e mezzo direi.
dharma 11
aprile 2002
Per chi conosce i Pink Floyd caro amico qui
sopra, sicuramente non
sarà come la pensi tu.
Quest'album è ricco di frecce psichedeliche;
quello che serve in questi tempi che poco
lasciano ai sentimenti veri.
pressa
27 marzo 2002
veramente tosto! dopo album 'facili' come
dark side e wish, questo è un vero
pugno nello stomaco! intransigente e massiccio
Haskell
21 marzo 2002
Secondo me è un disco abbastanza superficiale,
sia nella musica
che nei testi.
"Dogs" è l'unico brano, a
mio parere, realmente valido.
Ma dove sono finiti i Pink Floyd di "Shine
On You Crazy Diamond" e
"Welcome To The Machine"?