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PINK FLOYD
Animals (EMI, 1977)
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di Matteo Cavallari scrivi un'email

Pink Floyd - Saucerful Of Secrets

Amore e disprezzo, adorazione e repulsione. Questi sono i sentimenti che dal 1977 si assembrano al cospetto di "Animals", controversa e irrinunciabile opera dei Pink Floyd. Dopo la tiepida accoglienza ricevuta per il precedente "Wish You Were Here", i quattro si avventurano in un nuovo lavoro destinato a testimoniare le voragini che si stavano creando tra i diversi componenti, in particolare tra Roger Waters, ormai assurto a "spirito guida", e il resto del gruppo. Le cinque canzoni che compongono il disco sono composte interamente proprio dall'enigmatico bassista, sempre meno portato a voli interstellari e sempre più vicino a tematiche "terrene". Già a partire dalla copertina si respira tutt'altra aria. Lo splendido artwok dell'inseparabile studio Hypgnosis ritrae la "Battersea Power Station", situata alla periferia di Londra, ormai meta di pellegrinaggio dei cultori del rock, sorvolata da un maiale. L'immagine, cupa ed angosciante, esprime il disagio di una società "evoluta", ormai intrappolata nei propri meccanismi perversi.

Ed è proprio di questa società che Waters vuole parlare nei propri testi. Ormai si sono sprecati oceani di inchiostro sull'ispirazione orwelliana delle liriche di "Animals". Ciò che forse va sottolineato ulteriormente è la visione ancora più radicale e pessimista che pervade il mondo di Waters. I personaggi ci sono tutti: i maiali, i cani, le pecore, servi e padroni, sfruttati e sfruttatori, vittime e assassini. Ma andiamo per gradi.

Il disco apre con "Pigs On The Wing (Part I)", breve intro per sola voce e chitarra, in cui la leggerezza dell'arrangiamento fa da contraltare alle parole ghiacciate di Waters, portavoce dell'indifferenza dei propri simili nei confronti della sofferenza altrui. Immediatamente segue uno dei brani più intensi dell'intera produzione dei Pink Floyd, "Dogs". I dodici minuti di questa splendida canzone sono dedicati ai "cani" che si aggirano affamati nei palazzi di vetro in cerca di potere, denaro, successo, pronti a sbranare chiunque osi sbarrare il loro folle cammino. Il brano, unico del disco scritto a quattro mani con Gilmour, raggiunge livelli eccelsi grazie agli incantevoli assolo di chitarra che galoppano lungo tutto il brano, bloccati saltuariamente solo dalle lunghe parentesi "sintetiche" di Wright, all'interno delle quali sembra precipitare all'infinito il "sangue di pietra" dei cani ("Stone, Stone, Stone…" piccolo leitmotiv ripreso poi anche in "Sheep").

I due brani seguenti sono altrettante mini-suite dedicate ad altri personaggi allegorici: i "maiali" e le "pecore". Il brano dedicato a queste ultime è certamente l'episodio più interessante. "Sheep" parte con una suggestiva intro di piano elettrico di Wright, sotto la quale si staglia lentamente l'incedere incalzante del basso di Waters (ricorda quasi "One Of These Days…"). E pare proprio che siano le tastiere di Wright a fare la parte del leone in questo brano: meraviglioso il lento fluire della voce di Waters nelle onde del synth di Wright; l'accoppiata si ripete nella parte centrale del brano, dove le tastiere sorvolano la linea martellante di basso (curioso sentirli così vicini e contemporaneamente pensare all'odio che subentrerà tra i due all'epoca di "The Final Cut").

Il disco si chiude mestamente con la seconda parte di "Pigs On The Wing": stessa lena, stesso tono, stesso pessimismo cosmico.

Nonostante le pesanti critiche, "Animals" rappresenta senz'altro uno spaccato unico e irripetibile del suo tempo. Suoni ruvidi e taglienti, testi fortemente critici ai limiti della blasfemia: siamo di fronte alla vigilia del punk. In "Sheep" venivano lanciati strali contro la religione e la sua capacità di intorpidire le menti, molto prima che i Sex Pistols si mettessero ad imprecare contro la Regina. Ma non finisce qui. Waters ha ormai spinto i Pink Floyd ad un punto di non ritorno. Questa meravigliosa compagine di musicisti è destinata a crollare sotto il peso del "muro" eretto dalle diverse personalità che la componevano. Il crollo è ormai vicino.


Recensioni Collegate:
Pink Floyd - la Kalporzgrafia
Syd Barrett - Barrett
Roger Waters
- In The Flesh



21 marzo 2002


Track list:


1. Pigs On The Wings pt.1
2. Dogs
3. Pigs (Three Different Ones)
4. Sheeps
5. Pigs On The Wings pt.2



I commenti
 
Charlie
27 luglio 2003
Sappiamo tutti che questo disco è stato realizzato per lo più con scarti di Wish you were here, ma è anche vero che il suo essere meso in disparte, lo rende più affascinante. Per me ha un solo difetto: il suono è sicuramente meno perfetto degli album che precedono e che seguono.



andrea
19 luglio 2003
io credo che animals sia un lavoro splendido e forse la scarsa considerazione che in genere si da a questo album lo rende ancora migliore...forse siamo solo in pochi a coglierne le sfumature velate.Mi dispiace vivamente per chi non ci riesce.Ciao a tutti!



ediponet
9 agosto 2002
In assoluto uno dei più bei dischi della storia. Il concetto di psichedelia è portato ai massi livelli, la capacità tecnica di arrangiare e di collegare le diverse cellule melodiche è unica per il tempo. Il blues fa da cornice al più bel disco delgi anni '70.
Solo per intenditori!



Dave
7 agosto 2002
Secondo me Animals è stato molto sottovalutato dalla critica dell'epoca,nonostante l'eccessivo pessimismo si tratta senza dubbio di un lavoro curato e con testi davvero avvolgenti...Ma Sheep proprio non la digerisco..


Azerty
1 agosto 2002
Sheep e Dogs: testi fantastici,
profondi, profetici, e musica
notevole, specialmente Sheep
che è una cavalcata
psichedelica tra le migliori
mai fatte.
POTW carina, intimista, non
vuole essere nulla di più di
quello che è.
Pigs è il brano più sotto
tono.

Un disco coinvolgente,
rabbioso. Un disco in cui i
Floyd cercano una nuova via,
imboccando pero'
essenzialmente la strada che
indica Waters.

Comunque, una Pietra Miliare.


Mary
24 luglio 2002
senza offesa ma dei PINK FLOYD nn ne capisci un tubo! Secondo me è
un capolavoro come tutti gli'altri sia come testi che come musiche. Nn t sto
criticando ma x me è sbaglaitissimo quello ke pensi su ANIMALS. Un consiglio
ascoltalo bene.....ma veramente e poi mi sai dire!!!!!!ciao



Spider_man
24 luglio 2002
Esprimo il mio concetto:
"Pigs On The Wing" e "Sheep" sono rispettivamente la "Wish You Were Here" e
la "Welcome To The Machine" dei poveri.
"Pigs" è proprio una schifezza: undici minuti riempiti con un ritornello
cretino e i versi di un maiale, totalmente piatta ed insipida.
"Dogs" è l'unico motivo di esistenza di questo disco, mediocre per il resto.


dwhoom@inwind.it
14 luglio 2002
Sicuramente il più misconosciuto album dei Pink,uscito in piena
era di rincoglionimento disco music.
I testi sono spaventosamente più attuali oggi che all'uscita dell'album.
La musica è sempre della serie:"Volevamo stupirvi con gli effetti
speciali,ce li avevamo e ci siamo riusciti"come del resto tutti i lavori da
"Ummagumma" in poi...
A me acchiappa un casino.
Sicuramente da rivalutare.


Andrea
10 luglio 2002
Molta gente pensa che questo sia un album mediocre, io invece
penso che sia un capolavoro pari ai due precedenti album (anche se molto
meno "diretto"). E poi le lunghe canzoni di Animals sono delle vere perle da
concerto, potenti, coinvolgenti, magiche, qualche volta rabbiose.... e chi
ha ascoltato i concerti del 77 lo sa! Secondo me l'apice della storia dei
Pink.


Heep
6 luglio 2002
Dico semplicemente che questo è il disco peggiore dei Pink Floyd.
A parte la bella "Dogs" (che poi è la vecchia Gotta Be Crazy allungata)il
resto è veramente ridicolo, scarso a livello di sound e di invenzione.
Ci si può giusto consolare con qualche live bootleg dell'epoca,
ma la versione in studio è di una nullità sconcertante.

Heep
6 luglio 2002
Dico semplicemente che questo è il disco peggiore dei Pink Floyd.
A parte la bella "Dogs" (che poi è la vecchia Gotta Be Crazy allungata)il
resto è veramente ridicolo, scarso a livello di sound e di invenzione.
Ci si può giusto consolare con qualche live bootleg dell'epoca,
ma la versione in studio è di una nullità sconcertante.

floydeur
25 giugno 2002
che dire del piu' bell'album dei floyd...........ascoltatelo.


Davide
22 maggio 2002
fantastico!l' album migliore dei pink floyd.
piu si ascolta e piu si ama ed è molto piu profondo degli altri lavori del
gruppo.senza contare sheep,ciliegina sulla torta dell album e forse
capolavoro dei pink.puo sembrare esagerato ma è cosi,ve lo dice un
possessore di tutti gli album dei pink!


Franco
14 aprile 2002
Tutt'altro che superficiale (scusa Haskell, ma non vedo come possa
esserlo), un grido di rabbia verso la società di quel periodo, più incisivo
di qualunque cosa fatta da qualunque gruppo punk uscito in quegli anni,
musicalmente rasenta la perfezione, ed è ancora attualissimo (di cani, porci
e pecore è sempre pieno il mondo).
Un bel 9 e mezzo direi.

dharma
11 aprile 2002
Per chi conosce i Pink Floyd caro amico qui sopra, sicuramente non
sarà come la pensi tu.
Quest'album è ricco di frecce psichedeliche;
quello che serve in questi tempi che poco lasciano ai sentimenti veri.

pressa 27 marzo 2002
veramente tosto! dopo album 'facili' come dark side e wish, questo è un vero pugno nello stomaco! intransigente e massiccio


Haskell 21 marzo 2002
Secondo me è un disco abbastanza superficiale, sia nella musica
che nei testi.
"Dogs" è l'unico brano, a mio parere, realmente valido.
Ma dove sono finiti i Pink Floyd di "Shine On You Crazy Diamond" e
"Welcome To The Machine"?

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