A
me piace vedere in chi suona su un palco non tanto
la professionalità, le capacità virtuosistiche,
i tecnicismi, ma la gioia e l'allegria della musica.
Ani tutto questo non solo ce l'ha, ma lo sa anche
comunicare molto bene al suo pubblico. Per lei tutto
è gioco, divertimento, festa.
La graziosa americana dal musetto accattivante ha
già 30 anni ma salta come un grillo e si
muove con l'energia di una quindicenne. Non pensiate
però che il concerto del 12 luglio a Correggio
(RE) sia stato "solo" questa ondata di carica ed
entusiasmo: anche la qualità del sound e
lo spessore musicale non facevano certo difetto
al gruppo di musicisti di cui si attorniava la ragazza:
sax, clarinetto, tromba, fisarmonica, tastiere,
contrabbasso sono solo alcuni dei timbri strumentali
che ci hanno magistralmente riempito le orecchie
quella sera. Voce fantastica, grande affiatamento
con la sua band, con cui continuava a scherzare
tra un contrappunto e l'altro, decisa predisposizione
al coinvolgimento del pubblico, d'accordo, ma soprattutto
mi ha stupito il fatto che lei non avesse in braccio
la chitarra per tenere impegnate le mani o per accompagnare
un primo chitarrista, come fanno in tanti. Ani era
la prima e unica chitarra: era lei a guidare le
danze e a tirarsi dietro gli altri strumenti. E
credo di non aver mai visto cantare, saltare e suonare
tutto insieme con tale disinvoltura. E divertimento,
ripeto, la tipa si divertiva così tanto che
a un certo punto il pubblico deve aver pensato che
forse avrebbe dovuto pagare lei il biglietto al
posto nostro e certo non perché noi si fosse
insoddisfatti, ma proprio perché l'idea che
si aveva non era che Ani fosse lì per lavorare,
ma per condividere la sua energia. E questo un concerto
dal vivo dovrebbe sempre saperlo fornire, altrimenti
tanto vale ascoltarsi il cd a casa. Quegli artisti
ormai inaciditi e nevrotici che salgono sul palco
così, per routine, farebbero meglio a pensare
di lasciare un ancora buon ricordo di sé.
Inoltre penso che siate tutti d'accordo nel preferire
performance in cui le versioni dei brani siano differenti
da quelle registrate, siano magari sperimentali,
strane, improvvisate, sorprendenti, fino a sconvolgere
un poco il pezzo. Troppo spesso invece l'artista
si limita a svolgere il suo compitino, a seguire
la scaletta pari pari senza variazioni sostanziali.
E' invece importante che ogni concerto resti un
evento unico e irripetibile, altrimenti perché
andarci? Certo questo da parte della band costa
fatica, ma soprattutto talento, quel sorprendente
talento naturale che certo l'altra sera sul palco
di Correggio non è mancato.
Giorgione 5 gennaio 2001
Concerto a Bollate (MI) luglio 2000
Mi fa piacere trovare altri fan entusiasti di Ani!
Io l'ho scoperta un paio di anni fa con "living in clip",
mi sono innamorato di lei, stavo per andarea a vederla
ai Magazzini Generali di Milano ma mi sono clamorosamente
ammalato e ho dovuto rinunciare.
Per fortuna e' tornata a Milano (al festival di Villa
Arconati, Bollate) ed e' stato strepitoso.
E' unica nel suo genere, e il suo concerto e' estremamente
coinvolgente: chi la trova un po' noiosa su CD (un mio
amico) l'ha molto apprezzata dal vivo.
Un consiglio a tutti: se avete l'occasione di andare a
vederla, fatelo! Io non me la faro' piu' scappare.
cate 11 dicembre 2000
non
ero la sola ad essere impantanata fino alle ginocchia
e ad avere la voglia di accompagnare saltando e cantando
la piccola grande Ani , che spettacolo!
una chicca: in uno dei suoi accompagnamenti introduttivi
si e' fermata a guardare la luna e nel silenzio della
notte di e' sentito in sottofondo la canzone della balera
romagnola del festival ..non smetteva di ridere..
l'energia che quella ragazza sprigiona e' indescrivibile..
manymiles 29 settembre 2000
Ho
letto la recensione del concerto di Ani a Correggio e
sono d'accordissimo su quello che c'era scritto, anche
se non ero lą. Io sono andato a un suo concerto a Milano
qualche tempo fa e sono rimasto semplicemente sbalordito
dalla sua personalitą. La Difranco č un tipo d'artista
che si vede sempre meno in giro, semplicemente x il fatto
che in un live mette l'anima, x il tipo di musica che
fa e la profonditą delle emozioni che trasmette. Certi
suoi pezzi parlano direttamente al cuore e x questo quando
ascolto Living in clip, il doppio cd live, č come se tornassi
indietro a quella sera ai Magazzini Generali!