A volte ritornano. I nostalgici dello shoegazing
dovranno ringraziare Michael Feerick per aver
riportato concretamente in vita una delle correnti
musicali più affascinanti degli ultimi quindici
anni. Il ventenne originario di Nottingham è la
mente dietro a questo album d'esordio che, assieme
ad una band, è stato presentato in tutta la sua
enfasi chitarristica nel recente tour italiano
dei dEUS. Giovani
ma dalle idee ben chiare, la band ha respinto
le affermazioni della critica che ha già visto
in loro i successori dei My Bloody Valentine.
E' comunque indubbio che se questo progetto fosse
nato una quindicina di anni fa Micheal e soci
sarebbero stati chiamati a rafforzare le file
della Creation di Alan Mc Gee; la musica degli
Amusement resta infatti nei territori sonori esplorati
allora da Ride e Swervedriver. Il disco, preceduto
dalla quieta e strumentale “23 Jewels”, scorre
attraverso scariche di chitarre intrise di aggressività
(“Venus In Cancer”), lenti passaggi al pianoforte
(“Asphalt”) pronti ad esplodere in feedbacks che
vanno al di là della semplice autocelebrazione
grazie anche a melodie a presa rapida. Senza lasciarsi
andare a facili esaltazioni (gli intermezzi appaiono
più come una necessità di tassellare che di un
reale completamento dell’opera), restano comunque
almeno 5 tracce di pregevole fattura che fanno
ben sperare per la registrazione del secondo capitolo
attesa per l’anno in corso, preceduto dall’ep
Blackout targato 2005. Chi ha orecchie otturate
dalle troppe distorsioni si terrà ben a mente
questo nome.