“Amputechture” è esagerato.
E la recensione finì qui.
Basterebbe una sola parola per descrivere il nuovo
parto dei Mars Volta, sia nel bene che nel male.
Partiamo dal fatto che i grandi sostenitori troveranno
le incredibili doti strumentali, già ampiamente
dimostrate con i precedenti dischi, ancora più
in vista. Discreta e un po’ triste soddisfazione.
Messi in un angolo gli svarioni psichedelici di
“Frances
The Mute” ci si trova impastati in una
vera e propria messa prog organizzata al dettaglio,
con ampio spazio regalato a tutti gli strumenti,
così che finalmente si da un vero e importante
rilievo al basso di Juan Alderete (“Day
Of The Baphomets”). Niente però ferma
l’esagerato ego del direttore d’orchestra,
Omar Rodriguez-Lopez, che raramente sa farsi da
parte, tenendoci davvero ad incarnare lo spirito
di Santana (perché quello vero non c’è
più.. no?) e imbastendo così dei
brani come “Vicarious Atonement” e
“El Ciervo Vulnerado” che sacrificano
qualunque senso in onore del fatto che lui sa
suonare la chitarra ed è il capo della
baracca.
Quando la banda al completo decide di scendere
in campo i risultati oscillano paurosamente fra
momenti di vera esaltazione (l’epica, e
breve, “Vermicide” o la sorprendente
“Day Of The Baphomets”) e scelte stucchevoli
(Cedric spesso e volentieri mutato in un eunuco
alla Farinelli che coverizza i peggiori cori dei
Queen) o addirittura soluzioni già sentite.
E questo in particolare fa un po’ male a
chi dei Mars Volta ha sempre tessuto le lodi.
Dopo l’ennesima sorpresa di “Scabdates”
mi ritrovo fra le varie masturbazioni chitarristiche,
un pezzo come “Tetragrammaton”, che
nel suo essere certo pieno di variazioni è
sempre e comunque pieno degli stessi soliti trucchetti.
E lo stesso per “Viscera Eyes”.
Forse li ho caricati di aspettative esagerate.
Forse avrei dovuto mettere in conto un calo più
che umano e una possibilissima delusione. Perché
nonostante la metà dei pezzi del disco
siano comunque notevoli, ora come ora non riesco
a dimenticare l’altra metà: quella
che mi ha fatto soffrire in maniera tremenda cercando
di giungere miracolosamente alla fine di ottanta
interminabili minuti, combattuti fino allo stremo
delle forze fra il superlativo e il superfluo.
collegamenti su MusiKàl!
The Mars Volta - Scabdates
The Mars Volta - Frances
The Mute
Carlos Santana - Abraxas
Carlos Santana - Supernatural