La sintonia cattura di nuovo le frequenze di
Torino. Quella città gelida dalle tinte
fosche, ma che racchiude sotto strati di ferro
e cemento pulsazioni accelerate il ritmo di una
sperimentazione che non conosce genere, che contamina
e si contamina in un flusso ininterrotto di esperienze.
Un panorama che i cinque subsonici hanno ben presente,
vivendolo giorno per giorno dal rientro alla base
a conclusione dell'ultimo lungo tour. Inevitabile,
dunque, che la nuova creatura "Amorematico"
sia figlia di questa realtà, un virus emozionale
che dopo il contagio rivela la potenza degli stati
d'animo che trasporta.
Già "Nuvole rapide", singolo
di lancio presente nella colonna sonora del film
"Santa Maradona", un po' profetica lo
è stata: nella sua collaborazione con il
dj Roger Rama (animatore tutt'altro che indifferente
della notte torinese), ma anche nel suo contrapporsi
di atmosfere eteree e frenetici tempi in sette
quarti, inquieta e graffiante. E il disco nella
sua pienezza è una vera e propria visione
dei tempi che corrono, filtrati attraverso l'obiettivo
subsonico: nei contenuti, visti gli inevitabili
stimoli esterni captati da oltre oceano e da casa
nostra, così come nelle musiche che fanno
proprie sonorità attuali eppure già
consolidatesi a tradizione, parlando di personaggi
come Air o Chemical Brothers. Gente che del resto
è passata dallo stesso studio, l'Exchange
di Londra, presso il quale l'album è stato
definitivamente rimescolato.
Nascono così piccole scintille come "Sole
Silenzioso", dove persino le parole sembrano
farsi musica in una sorta di gioco onomatopeico
che fonde suono e poesia, ed "Albascura",
uno schiaffo di realtà che si rifà
più di tutte le altre tracce all'originale
impronta subsonica. Tra contrapposizioni e sentimenti
in corsa, "Gente tranquilla" è
il luogo comune dei telegiornali della sera che
si insinua nella testa e si fa cruda riflessione,
mentre la cibernetica "Dentro i miei vuoti",
sorprende per l'improvvisa rivelazione di un caldo
cuore umano. Non mancano momenti in cui la voglia
di individualità prende il sopravvento,
e certo la primordiale esaltazione della fisicità
di "Mammifero" ed il contorcersi di
onde cerebrali imprigionate in una "Nuova
Ossessione" (scritta in collaborazione con
quei Krisma che fermi non ci sono mai saputi stare),
ne sono un portabandiera. In questo modo scorrono
le sfumature del nuovo lavoro dei Subsonica, fino
a rapire l'ascoltatore nell'ipnosi finale degli
"Atmosferico".
Un lavoro che, strato dopo strato, si rivela
e contagia invadendo il silenzio, fino a trasformarlo
in una nuova dimensione.
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