Chi ha detto che il rap, in Europa, lo sanno fare solo i
francesi? E non solo in Europa. O gli americani o i francesi,
gli altri movimenti sono più o meno vivaci versioni
locali del rap. In queste righe parleremo di un'eccezione
inglese, l'altra superpotenza musicale. Però parliamo
di rap, il rock o il pop non c'entrano niente. Nel rap non
si combatte alla pari con gli americani, si sta in scia, si
impara da loro. All'inizio si copia e basta, persino. The
Nextmen hanno passato anche loro la fase diciamo 'provinciale'
del rap. Qualche sigla, qualche collaborazione, qualche compilation,
hanno fatto esperienza. I frutti sono l'album solista, questo
"Among the Madness", la prova della maturità.
Sorprendente. Per fare alla svelta diciamo che è hip
hop underground. Musica hip hop underground come si fa negli
States, pesante e varia, e poi moderna, ritmica e quant'altro.
La musica, appunto. C'è dentro molto trip hop, che
nel corso dell'album sfuma verso suoni più classici.
Classici rispetto al rap, e al rap di New York. Avete già
sentito parlare in questo sito dei Jurassic 5. Più
o meno il paragone calza, con tutto che i Nextmen sono due,
due inglesissimi bianchi di Bristol. Terra di dub e trip hop,
appunto, stili che "Among the Madness" consegna
all'hip hop. I Jurassic 5 non l'hanno mai fatto, questo. Del
resto hanno smesso di stare sotto la superfice, cosa che i
Nextmen ancora non possono (e non sanno) fare.
Il suono dei Nextmen somiglia a quello dei Gangstarr. Va
bene, non c'entra niente con Premiere e Guru, ma con loro
possiede affinità di cartello. Ricordate il debutto
dei GangStarr? O meglio ancora "A Step in The Arena",
poco prima dei progetti "Jazzmatazz"? Bene, i Nextmen
sono per Bristol, e per la musica elettronica inglese, ciò
che i Gangstarr sono stati per Chicago. Il sigillo di Bristol
compare per la prima volta su un album hip hop, e a che livello!
Di primo acchitto mi sembrava acerbo, ma avevo in testa il
rap della Bay Area (Nia, per esempio) o di Los Angeles. Ascoltando
con più attenzione mi sono reso conto che le basi sanno
di Premiere, guarda caso. Asciutte, lucide, equilibrate, nuove!
Nuove, mai sentite prima! Con i GangStarr i Nextmen hanno
in comune l'originalità nel suono e nell'interpretazione,
ma il flow è del tutto europeo. Anzi, del tutto inglese.
Il singolo è My Way, che per altro è un po'
diverso dal resto dell'album. Un po' più hip hop. Un
singolo di rottura rispetto alle caratteristiche dell'album,
che brilla per le scelte sonore più che per il cantato.
E anche questa caratteristica distanzia i Nextmen dall'hip
hop americano contemporaneo. Oggi in America ritorna l'impegno,
politico e no. Le basi cambiano, ma lo stile svolta verso
la massima espressività. Svolta al servizio dei testi.
Chi invece vuole occuparsi di musica, si occupa di musica
e basta. Mai come in questi anni il dj'ing ha guadagnato visibilità.
Il lavoro dei vari Dj Shadow o Dj Crush o Q-Bert ha evoluto
la musica rap, presa in braccio da personalità lungimiranti
come i vecchi The Roots, Prince Paul, Premiere, e in certa
misura RZA e DrDre. The Nextmen sono da aggiungere a questa
lista, con la differenza che il loro talento è strettamente
sonoro, lasciando il cantato un po' sacrificato. O un po'
nella norma, insomma. E' una scelta che non mi sento di biasimare.
L'album è godibile, anche se magari non proprio un
easy listening. Ed è uno dei pochissimi lavori
di sapore originale europeo.