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RADIOHEAD
Amnesiac (EMI, 2001)
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di Stefano Folegati scrivi un'email

Radiohead - Amnesiac

A soli otto mesi di distanza dal chiacchieratissimo, amatissimo e odiatissimo Kid A, i Radiohead danno in pasto al mondo il resto dei brani registrati durante i lunghi e tormentati mesi della loro "svolta elettronica". Un album di "avanzi", quindi? No, proprio no. L'impressione che mi dà questo "Amnesiac" è che risenta meno della preoccupazione (ossessione?) accumulata da Yorke & C. nella compilazione del precedente album, con scalette scritte e riscritte per cercare l'unità e la coerenza dell'Opera della Svolta: stavolta si è trattato semplicemente di mettere insieme undici brani, in cui sono finite sia "canzoni" in senso tradizionale, che "tracce" frutto di malesseri e disfunzioni tecnologiche. E alcuni di questi brani, diciamolo subito, sono perle nere di melodia e disperazione, sicuramente tra le migliori che l'inavvicinabile Thom e i suoi abbiano mai elargito.

Si comincia con un tipico titolo da "pessimismo cosmico modello Yorke": "Packt like Sardines in a Crushd Tin Box" è un brano decisamente sulla falsariga di "Everything in its Right Place", però più morbido e sommesso, che sa di "quiet desperation" (o meglio "quiet paranoia"). In effetti tutto l'album, permeato dalle ormai note angosce yorkiane sulla perdita di significato degli esseri umani di fronte al mostro della globalizzazione/capitalismo/manipolazione genetica, si stempera spesso in andamenti ritmici più coinvolgenti e diretti di quelli singhiozzanti e sotterranei di "Kid A"; un flusso che, nei brani migliori, arriva a diventare uno strano e ipnotico swing, perfetto per una danza macabra sul tetto di un pianeta che affonda. Prendete ad esempio la stupenda "You and Whose Army": lenta, scandita da uno spiazzante quanto indovinato basso acustico, vede Thom trasfigurarsi in una specie di cantante confidenziale da club fumoso alla fine del mondo, per poi levarsi in un'invocazione, un urlo liberatorio. E quando il ritmo si fa più serrato, ecco arrivare un'altra cosa memorabile: "I Might be Wrong" è un degno seguito di "Idioteque", batteria elettronica e un ostinato riff di chitarra su cui Yorke si contorce e sibila come un serpente.

Ma le promesse riguardanti canzoni in stile "vecchi Radiohead"? "Pyramid Song" è una bella canzone e potrebbe fregare qualcuno, con il suo pianoforte balbuziente, anche se ricorda più "How to Disappear..." che "Karmapolice"; "Knives Out" è molto tradizionale, voce pulita, arpeggi di chitarra… una specie di versione accelerata del finale di "Paranoid Android". Le gemme sono altrove: "Dollars and Cents", suonatissima durante il tour del 2000 e inspiegabilmente esclusa da "Kid A", è un inquietante e irresistibile crescendo ritmico, in cui un basso ostinato e minaccioso sostiene la voce di Yorke doppiata da una solenne armatura di archi campionati, e finisce per sfociare in un'esplosione ritmica quasi-jungle. Degna di menzione anche "Like Spinning Plates", struggente e fugace lamento su glaciali sintetizzatori; ma è nel finale che arriva la piccola, sconsolata meraviglia di "Life in a Glass House". Saltano fuori di nuovo i fiati, quelli veri e suonati: ma differenza della arrabbiata "National Anthem" qui mettono in piedi una sgangherata e struggente marcia funebre, a metà fra New Orleans e Nino Rota, su cui Thom leva la sua voce di bambino freak, più rassegnata e dolente che mai: l'effetto è di dolce abbandono, e si arriva a intravedere un velo di tenue, disperata ironia(!?).

Insomma: se avete amato "Kid A", "Amnesiac" vi manderà in estasi. Se invece siete fra i tanti che non hanno gradito il cambiamento di rotta, questo album è forse più fluido, meno aspro del precedente, e potrebbe farvi cambiare idea (solo un po', beninteso).


Recensioni collegate:
Radiohead - la Kalporzgrafia



11 maggio 2001



Track list:

1. Packt Like Sardines In A Crushd Tin Box
2. Pyramid Song
3. Pull/Pulk Revolving Doors
4. You And Whose Army?
5. I Might Be Wrong
6. Knives Out
7. Amnesiac/Morning Bell
8. Dollars And Cents
9. Hunting Bears
10. Like Spinning Plates
11. Life In A Glass House



I commenti
 


GHT
21 agosto 2002
FA CAGARE...SOPRAVVALUTATI AL MASSIMO


Troubadour
17 agosto 2002
Ma come fate a dire che questo disco, insieme a KID A, è un capolavoro. Let's not go too far, please. I Radiohead hanno scelto la sperimentazione per non rifare un secondo OK COMPUTER che sarebbe stato inevitabilmente minore al cospetto del vero capolavoro (OK COMPUTER). Il risultato è buono. Ma non è un capolavoro. Un certo Wilde diceva che l'arte, per avvicinarsi alla perfezione, deve avere un certo gusto, deve avere una sua piacevolezza. E Pulk/Pull Revolving Doors non si può dire piacevole. E poi, se questo disco l'avesse fatto una band emergente, e non i Radiohead, che si avrebbe detto? Buonissimo disco d'esordio che però non trova la sua giusta direzione. Non perdoniamo tutto ai Radiohead solo per ciò che hanno fatto prima di KID A, è nocivo solo per loro che potrebbero (lontanamente) rischiare di riposarsi sugli allori. KID A e AMNESIAC sono bellissimi, ma aspettiamo ancora il nuovo capolavoro elettronico firmato Thom Yorke & CO.


Dr.Sardonicus
15 agosto 2002
Fratello gemello di Kid A ma non monozigote,Amnesiac è a tratti meno spigoloso e più rilassante del precedente.La carica sperimentale rimane cmq inalterata.


shalien
4 novembre 2002
come ha detto qualche critico "i radiohead hanno il coraggio di guardare il diavolo negli occhi... "
se fossero rimasti ai suoni (grandiosi) di the bends oggi si direbbe (vedi u2) "... non fanno altro che ripetersi..."



Ale_jms
1 agosto 2002
Concordo perfettamente con quello che ha detto Ap_web il genio non
si può commentare. E non postate messaggi di critica, perchè sarebbe troppo
facile criticare un album così, chiunque potrebbe farlo.Imparate invece ad
"ascoltarlo" vedrete che cambierete idea. Vi assicuro che stiamo parlando di
qualcosa di superiore. Se non vi è piaciuto allora ascoltate Britney Spears,
quella si che ne capisce di musica!


Alberto
23 luglio 2002
Che coraggio che avete nel dire che è bello! Hanno fatto una
regressione da "the Bends" (a dir poco bellissimo!) impressionante, come si
fa a dire che sono ancora loro i migliori??
Secondo me ha ragione Giuseppe, sono uno dei gruppi più sopravvalutati di
sempre.



Jack
9 luglio 2002
Mamma mia!! Album... a dir poco pazzo!!!
Ci vuol del coraggio a pubblicare un album di questo tipo... solo un gruppo
grandioso come i radiohead poteva farlo. E questo è da elogiare! Album con
delle vere perle. Vari però le imprecisioni che dalla mia bassezza azzardo a
commentare: non esiste nessun tipo di logica con la quale si susseguono i
brani, si passa da un brano d'elettronica, o almeno con batteria elettrica o
sintez, a brani di vecchia scuola ome morning bell o knives out. Ma forse è
proprio questa la genialità che io non riesco a capire... Il disco però
segue sempre un andamento lento a tratti pomposo, maliconico, triste,
urlante, sofferente, affascinante... CI TROVIAMO FORSE DAVANTI AD UN
CAPOLAVORO? Probabile, l'unica cosa certa è che quest'album non è dai gusti
facili, si sente la ricercatezza con la quale Thom & co sono andati a
cercare la stranezza la diversità la pazzia..


Giuseppe
15 giugno 2002
si...ok, sono bravi, ma non facciamoci prendere la mano dalle
"stranezze" talvolta anche esagerate di york & co. Forse il gruppo +
sopravvalutato della storia.


kid
10 aprile 2002
il futuro del rock inizia da qui che coraggio grandi radiohead

ap_web
4 aprile 2002
non so dire da quanto tempo (forse dai pink floid) che un disco
riuscisse a farmi piangere.non si può commentare o criticare il genio...
sarebbe veramente stupido.


nicola bosco
27 marzo 2002
di amnesiac fra 3o\40 anni se ne parlera con lo stesso rispetto che oggi ha il white album dei beatles


Kurt
21 febbraio 2002
NoN ci sono particolari parole per spiegare l'evoluzione di una band da PaBlo Honey ad Amnesiac...geni. L'unico esperimento che ha dato un forte slancio alla musica degli ultimi anni portando un sound psichedelico e commovente, per i più sensibili che riescano ad apprezzare la sincerità della band di THom Yorke.Per Fortuna c'è stato questo ritorno al mondo nuovo..anche perchè dopo i nirvana nessun altro gruppo riusciva più a spazzare tutto come un forte tornado...sempre roba ripetuta, sempre i soliti riff, e poi...le fottute boy band..!


MERCURIO
8 febbraio 2002
Bello. Una vera e propria 'perla nera'. Non ripete i fasti visionari di Kid A, ma ci siamo quasi. Alcuni brani, come "Pyramid Song", "You And Whose Army?", "I Might Be wrong", "Hunting Bears", sono davvero notevoli. Sembra quasi un seguito del cd precedente, anche se meno cupo e angosciante. Una pasta di pop e di suoni elettronici densa e spiazzante, varia ma assai calibrata e unitaria. Intanto viene da chiedersi se i Radiohead al prossimo disco continueranno su quest'onda o torneranno a melodie più accessibili come quelle contenute in 'Ok Computer'.


denis
18 ottobre 2001
ho comprato amnesiac e l'ho ascoltato per la prima volta la
sera in auto; ringrazio la coincidenza, perchèl'impressione che ne ho
dovuto in quel particolare contesto è stata unica; irripetibile: un disco
immaginifico, forse leggeremente meno desolante e spiazzante di kid A
e "after years of waiting nothing came, as your life flashed before your
eyes, you realize..." non mi è più uscita dalla mente.



syd
15 ottobre 2001
amnesiac è la sorellina smemorata del bambino A...probabilmente Thom dopo tutte queste lacrime aveva bisogno di un po' di malinconiche carezze; cosi' ha chiamato qualche vecchio jazzista, l'ha strappato ad una sfiatata marcia funebre per farlo venire a suonare nella casa di vetro...


gas
10 ottobre 2001
stupendo


Daniele
3 ottobre 2001
Non sono un critico nè pretendo di esserlo per cui non mi
interessa parlare dell'aspetto "tecnico" del disco ma di cio ke mi
fa provare ogni volta che lo ascolto... di quelle segrete sensazioni che
solo la voce maledetta di thom riesce ad evocare... gia perchè ogni ascolto non è altro che un viaggio sempre nuovo in un universo fatto di mille emozioni, di atmosfere rarefatte, di dissolvenze, di colori che si fondono fra loro...e il viaggio non termina con la fine del disco ma continua perchè oramai quel senso di angoscia e di amara dolcezza che ti ha accompagnato è parte di te...



jegger
20 settembre 2001
mi domando solo come mai abbiano fatto trascorrere così poco
tempo tra l'uscita di Kid A e quella di Amnesiac.io sto ancora
metabolizzando Kid A e digerire contemporaneamente anche Amnesiac sarebbe x me come "un'indigestione". Quindi ho preso Amnesiac e l'ho kiuso nella sua bella custodia.forse fra un anno lo riascolterò. ora mi sto concentrando solo su Kid A...ed ogni volta ke lo ascolto mi svela nuove perle preziose difficili da dimenticare.



kekko
2 settembre 2001
kredo ke i radiohead ormai siano entrati nella storia della musica,solo con 1differenza:loro sono in una categoria superiore di gran lunga alle altre!le loro musiche, i loro testi.....la sua voce...!!!radiohead:la mia colonna sonora!


Dave
30 agosto 2001
...tralasciando quello che ne provoca l'ascolto, credo che kidAmnesiac sia l'apice dell'evoluzione radiohead. Loro si muovono in contraddizione alle regole di mercato mondiale e ai criteri più diffusi. Ora, non pensate che sarebbe possibile un lento ritorno a Pablo Honey, riuscendo così a distinguersi di nuovo?
Sarebbe come capire di essere arrivati in un punto imprecisato dell'infinito, soffermarsi, pensare e dire: ok, torniamo a casa.



lifeinaglasshouse
22 agosto 2001
che devo dire? ormai ce l'avete tutti, no? più simile a Ok Computer? più simile a Kid A? ma sono problemi da porsi? semplicemente i radiohead suonano e lo fanno divinamente, come sempre. Perchè ci sono cinque cervelli che lavorano alle spalle del tutto...lo sto ascoltando in questo momento - credo per la millesima volta - e mi vengono i brividi...ecco ora attacca "Hunting Bears". Grazie ragazzi, grazie.


Neleo
19 agosto 2001
A mio avviso Amnesiac è molto più complicato di Kid A, anche se le chitarre hanno ricominciato ad affiorare ed i riverberi elettronici si sono più stabilizzati ( tranne in "pulk", che non riesco ancora concepire...). Bell'album, come non potrebbe esserlo uno dei Radiohead? Ma secondo me Kid lo supera di gran lunga.
Concordo con creep: i radiohead sfornano canzoni bellissime che poi finiscono tutte come b-side, e che invece se si trovassero in un unico album scenderebbe Dio stesso in terra. Sinceramente ho un pò di nostalgia per le chitarre elettriche e per le melodie non effettate, ma ogni lavoro dei Radio riesce sempre a squoiarmi.



ricc
finaric@mtv.it 17 agosto 2001
Secondo me rispetto, a "Kid A", questo album torna indietro nel tempo, verso Ok Computer. Canzoni come "I might be wrong" o "Hunting Bears" o anco ra "Dollars and Cents" sono capolavori di semplicità ed efficacia.
Fantastica Pyramid Song
. Knives Out è molto simile a Paranoid Android ma probabilmente è voluto, forse segno che Yorke e soci torneranno a sonorità più antiche. Comunque un grande lavoro, sicuramente non lo scarto di "Kid A".



creep
12 agosto 2001
I radiohead sono quello che erano i pink floyd negli anni 70...impossibile non considerarli.Se vi capita comprate il singolo di knives out!Ci sono delle b-sides fantastiche!Cuttooth e fog.Ma perchè si ostinano a pubblicare solo nei singoli(che comprano solo i fan)canzoni che meritano di entrare nei padiglioni auricolare di ogni essere umano?I radiohead non sono solo creep e karma police!Certe canzoni misconosciute devono essere sentite,sono stupende...altro che b-sides...al loro confronto knives out è una b-side,non il contrario.Se fossero state pubblicate in amnesiac al posto di pulk e hunting bears sarebbe stato molto meglio...per tutti.



the 5th Beatle
8 agosto 2001
questo disco è ua bomba,i rh sono tra i migliori ke esistano, le differenze con i primi 3 rimangono, ma sono due gruppi diversi e a me piacciono tutti e due


Alessio
alessionline@libero.it 4 agosto 2001
Lasciate perdere quello che vi dice la gente. Lasciate stare le classifiche. Lasciate stare quello che vi dice il cervello dopo il primo ascolto. Comprate questo cd,e poi anche quelli vecchi se non li avete.Siamo davanti a uno dei pochi gruppi che faranno storia, non facciamoci perder el'occasione di partecipare.
Grazie Thom e company



luca
14 luglio 2001
Formidabile!!!!
Strepitoso al pari di Kid A. Eh si, questi sono i nuovi Radiohead.



marco
6 luglio 2001
fii ma che flebo, meglio gg d'ag.


MuteSoul
4 luglio 2001
Non so. Non so che dire... Non ho parole. Possibile che un sintetizzatore, un piano od un tormentato giro di basso possano squarciare l'anima e squotere e risvegliare le più recondite paure? Nudi davanti a se stessi. Questo è Amnesiac.


Gripho
sorpatum@freemail.it 1 luglio 2001
Io vi invito a comprarlo.
Appena lo avete acquistato mettetelo nello stereo e abbassate le luci.Ascoltate Life in a Glasshouse e chiudete gli occhi.Vi verra da piangere perchè non crederete a quale meraviglia sta penetrando nelle vostre fino ad ora vergini orecchie.



tiziano
tianfuso@tin.it 27 giugno 2001
è vero mi hanno stupito con questo disco, pensavo che non si poteva andare oltre kida, ma non è così.
Pyramid song è molto bella, ma il bello dell'album è altro!
Chi voleva i radiohead del passto deve farsene una ragione, sono morti, non ci saràmai più una creep o una anyone can play guitar!
Personalmente sono contento, è belo sperimentare, come ha detto un ragazzo prima, chi vuole i vecchi radiohead o si ascolta i "vecchi" cd o compra i "nuovi" muse!



iak
iakol@libero.it 25 giugno 2001
cari radiohead,prima vi accanite con le majors, con la musica usata per far soldi ecc. e poi pubblicate due lavori (comunque di buona fattura)ma sostanzialmente uguali, per ocncetto, per sound, per session (!) di registrazione. potevate almeno scegliere i brani più riusciti da tutti e due e fare un disco riuscito sotto tutti i punti di vista, piuttosto che pubblicare due opere che pur contenendo brani di elevatissima qualità a volte annoiano o scadono nella sperimentazione fine a se stessa.


Sarbina
20 giugno 2001
Questo disco o lo ami o lo odi. L'ho preso per caso. Non sono un'esperta, lo ammetto. Avevo voglia di qualcosa di cool. All'inizio mi stavo tagliando le vene... Ma poi le note ti entrano dentro e la voce struggente del solista ti spacca in due. Credo di averlo ascoltato 10 volte di seguito. Ora lo amo


arma
19 giugno 2001
Non che sia un brutto album,giammai ma non c'è niente di innovativo rispetto a kid a ma effettivamente dopo quel capolavoro cosa volevo?andare nel 2135? Il dubbio è perchè non hanno fatto un doppio anzichè tenere"nascoste"queste canzoni


halo
19 giugno 2001
yorke sta semplicemente cambiando la storia musicale.tra 5 anni penseremo che amnesiac è vecchio rispetto alle innovazioni future dei radiohead


pink
17 giugno 2001
stratosfericooooooooooooooooooooooooooooooooooooo



letmesleep
milano22062000@yahoo.it 16 giugno 2001
Qualcosa di cupo, scuro..ma mediatico, la via di accesso ad un nuovo mondo di domande!!


Bingo
11 giugno 2001
Bè cosa dire. A parte che secondo me i Radio dovevano
aspettare un
pò di tempo in più per pubblicare quest'album, posso dire che è cmq un
album
molto bello, sempre sugli stessi temi del mostro della globalizzaziopne
ecc.
ma cmq attraente. Le migliori sono You And Whose Army? e I Might Be
Wrong
(un capolavoro). Però diamine non è nè Ok Computer nè the Bends. E il
fatto
che si sia ritornati di più alla melodia fa capire che in fondo Thom e
soci
non sono stati mica tanto soddisfatti di Kid A!



jo
9 giugno 2001
Impossibile non considerare l'ultimo lavoro della band di
Oxford quale pendant del precedente, squassante, contoverso e riuscitissimo
(per chi scrive)"Kid A". Impossibile non notare la maggiore frammentarietà della
freschissima opera attuale rispetto alla compattezza di intenti ed
esiti di qualche mese fa (anche a detta degli stessi autori). Impossibile non constatare l'ennesimo attacco sferrato alla forma canzone e alla
retorica di certo rock trito e bolso (vero Bono e C.?); attacco magari meno inaspettato e frontale rispetto a quello del passato recente (i frammenti del prototipo pop-rock come lo conoscevamo prima di "Kid A", con il suo corredo di linee
melodiche cantabili e di strumentazione tradizionale - chitarre e piano
inprimis - sono non certo numerosi ma sicuramente più succosi del
precedente episodio)ma altrettanto decisivo, incisivo e convincente sotto il profilo dei risultati. Convince il fatto che alla base delle stranianti divagazioni sonico-digitali appront
ate da Yorke e soci ci sia ancora una volta non un'autoreferenziale e
velleitaria voglia di sperimentalismo un tanto al chilo ma una sentita
e ancora vitalissima esigenza espressiva: anche così tramutate le
composizioni dei nosti, rispetto agli esemplari epigoni presenti nei dischi precedenti alla definitiva "svolta elettronica", non perdono una scaglia della loro spessa e ficcante fibra emozionale, sono ancora quantomai generose nel regalare attimi di bellezza raggelata e urticante. E così accanto alle
accozzaglie sghembe di suoni quali "Punk/pull revolving doors", o "Like
spinning plates" o l'iniziale "Packt like sardines...", a entusiasmare
sono soprattutto i momenti in cui il corredo musicale ereditato dal passato viene non del tutto soppresso ma alquanto scarnificato per essere imbastito con
trame di squittiì cibernetici, frequenze rumoristiche disturbate e
disturbanti, vagheggiamenti ambient e arrangiamenti anarcoidi. Esemplare in questo senso lo splendido brano di chiusura: perfetta pop song alla Radiohead in cui alle chitarre sferraglianti di
"Ok computer" e "The bends" è sostituita una polpa deviante di fiati
jazzisticicon l'incredibile voce a cuore scoperto di Thom , qui come in tutto il disco, a farla da padrone. Non aiuterà a riconquistare i fans persi
dopo il repulisti analogico degli ultimi tempi. Ma Amnesiac rimane l'ennesima perla di una band incapace di essere mediocre.


_^[Sole]^_
4 giugno 2001
I Radiohead continuano a sperimentare, e devo ammettere che
riescono a farlo anche abbastanza bene. Questo disco farà rimanere di
stucco, se ancora non lo fossero rimasti con Kid A, quei fans ancora
legati
a My Iron Lung e Ok Computer.
Nel complesso come voto posso tranquillamente portare a casa un 8 1/2.



kaspar 4 giugno 2001
Bene, ci risiamo. Il primo ascolto è una mezza delusione ( a
parte
Pyramid Song, stupenda), dal secondo in poi le cose cambiano.Concordo
su
Dollars & Cents, un po' meno su Knives Out, ma....Certo il tutto è un
po'
spiazzante, chi non vorrebbe un nuovo O.K. Computer, ma tentare di
ripetersi
( vedi U2) è la via maestra per la morte artistica. E' giusto che
seguano la
loro strada. Cambiare è doloroso ma doveroso . E qui siamo più avanti
rispetto a Kid A.



Gianluca
29 maggio 2001
Il prossimo album dei radiohead "amnesiac" uscira' a giugno
ed e'
molto simile a kidA. Forse c'e' qualche cosa in piu' di batteria. In
questo
album ci sono 2 o 3 canzoni piu' "rock" di kidA, che e' davvero calmo
escluso "Idioteque". Ascoltate i Muse con "Showbiz" sentirete i vecchi
radiohead!
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