"All Tomorrow's Parties" è il
festival musicale organizzato dai Sonic
Youth; prende il nome dalla celebre canzone
dei Velvet Underground cantata da Nico e intende
sponsorizzare tutta quella musica che non arriva
facilmente nelle case. Così, accanto a
nomi celebri della scena alternativa come Sonic
Youth, Tortoise, Eddie Vedder, Jon Spencer Blues
Explosion, Lydia Lunch, Aphex Twin, Stereolab,
Television e Unwound si trovano artisti più
misconosciuti come Bardo Pond, Destroy All Monsters,
Papa M, Quixotic.
L'edizione del 2002 si terrà a Los Angeles
il 15, 16 e 17 marzo: questa raccolta, come la
precedente tenuta a battesimo dai Tortoise ("All
Tomorrow's Parties 1.0"), presenta tracce
registrate in studio da alcuni dei gruppi che
parteciperanno alla tre giorni losangelina. L'insieme
produce un effetto distorcente, dissonante...si
passa dalle atmosfere dense e decadenti degli
Unwound al rock leggero di Stephen Malkmus, dalla
gamma musicale degli Stereolab (che ci tengono
a specificare di essere loro a suonare tutti gli
strumenti, dal tamburello agli organi) alla semplice
chitarra acustica dei Papa M, dai quattro minuti
di distorsione dei Dead C. alla cover di un brano
di Robert Johnson del 1932 eseguita dai Cat Power,
fino a chiudere con l'angosciante magma sonoro
proposto dai Boredoms - quasi undici minuti di
suoni elettronici - a cui fanno seguito le deliranti
suite di Kevin Drumm e dei Satan's Tornade, entrambe
incentrate sul rumore fine a se stesso, sulla
ricerca del suono puro.
Ricerca che era alla base degli inizi degli stessi
Sonic Youth, che aprono le danze con "Fauxhemians",
dimostrazione lampante della maturità raggiunta.
Maturità che manca per l'appunto nei due
brani finali, incapaci di elevarsi come invece
fa la musica composta da Thurston Moore, Kim Gordon,
Lee Ranaldo, Steve Shelley e Jim O'Rourke - del
quale si riconosce il tocco, perfettamente inserito
nell'impasto sonoro dei quattro newyorchesi -.
Padri spirituali di una generazione musicale che
ha per nonni i Velvet Underground e che può,
finalmente, ritagliarsi uno spazio che non sia
più solo quello del piccolo club fumoso
del sottobosco metropolitano, ristretto pur nella
sua dimensione colma di glorie e onori.
Recensioni collegate:
Sonic Youth - la
Kalporzgrafia
Jim O'Rourke - Insignificance
Papa M - Whatever,
Mortal
Pearl Jam - le
recensioni di MusiKàl!
Stephen Malkmus
- Stephen Malkmus
- Concerto a Milano
Stereolab - l'intervista
Television - Marquee
Moon
Tortoise - Standards
Unwound - Leaves
Turn Inside You
Velvet Underground - The
Velvet Underground & Nico