Dopo
il parziale insuccesso del precedente "This is the
modern world", effettivamente il punto più
basso della parabola Jam, il gruppo di Paul
Weller trova pronto riscatto con "All mod cons",
album che segna la loro rinascita artistica, cavalcando
il revival mod al suo apice in quel periodo e mostrando
una certa disillusione per il nichilismo punk.
Rispetto ai primi due lavori, il suono e le tematiche
mostrano una maturazione evidente nel songwriting
del giovane Weller, il quale paga sì i dovuti
tributi ai maestri (con una cover pari all'originale
di "David Watts" dei Padri Superiori Kinks), ma
al contempo sviluppa una confidenza nuova e promettente,
che gli permette di affrontare senza paura i risvolti
più melodici dei suoi componimenti. Le due
stupende ballate "Fly" ed "English Rose" ne sono
testimonianza indubbia.
Impressiona inoltre il risvolto politico, con la
canzone "Down in the tube station at midnight" bandita
dalla BBC perché contraria alla svolta anti
immigrazione del governo britannico. Alla fatale
prova del tempo, "All mod cons" si rivela eccezionalmente
giovane; le sue tematiche sono sempre, purtroppo,
d'attualità e la musica è un concentrato
favoloso di vigore e melodia. Provate "To be someone
(Didn't we have a nice time)" o "Mr.Clean"; credete
che molti altri possano fare meglio?
-
All Mod Cons
- To Be Someone (Didn't We Have a Nice Time)
- Mr. Clean
- David Watts
- English Rose
- In The Crowd
- Billy Hunt
- It's Too Bad
- Fly
- The Place I Love
- 'A' Bomb In Wardour Stree
- Down In The Tube Station