Ci sono poche canzoni che sanno parlare a chi
le ascolta in maniera onesta: melodie e parole
gentili, che, senza farti male, ti riportano in
mente momenti e cose che hai già vissuto.
Canzoni che avresti potuto scrivere tu, con le
stesse parole, se avessi avuto la capacità
di dare una forma a quello che sentivi. Una melodia
malinconica ma non opprimente, un paradosso lieve
che ti fa sorridere piano, e uno di quei videoclip
che sembrano incantati, e perfetti.
Ecco qua. Questa per me è "Agosto",
la canzone più bella che i Perturbazione
abbiano mai scritto; un brano che sta portando
"In circolo",
l'album del 2002, all'attenzione di orecchie che
non ne avrebbero mai sospettato l'esistenza. Insomma,
chi mai si sarebbe aspettato di ascoltare questa
canzone persino su Radio Deejay? Nessuno, forse
nemmeno i loro autori; eppure tutto ciò
sta accadendo, ed è bellissimo.
Lasciamo perdere gli atteggiamenti da alternativo
intransigente, che critica qualcosa solo perché
sta avendo successo: "Agosto" era, e
rimane, una grande canzone. Ad affiancarla in
questo EP ci sono alcune chicche: la prima è
l'inedito "Il grande passo", proposta
spesso dal vivo; ci sono anche una versione acustica,
scanzonata e con buffi cori, de "Il senso
della vite", assieme a una bellissima cover
di "Why won't you stay" degli American
Music Club, dove la voce di Tommaso trova impreviste
sfumature a là Eddie Vedder; conclude un
remix piuttosto interessante della title-track,
che la trasforma in una creatura liquida e pulsante
di microbeats.
Cinque brani, e un unico difetto: come mai non
si è approfittato della possibilità
di inserire il video di "Agosto" in
una traccia ROM? Un vero peccato, perché
il corto di Sylvain Vincendeau è il completamento
perfetto della canzone, e merita di essere visto,
così come questo EP merita di trovare spazio
nella vostra collezione di dischi accanto al suo
fratello maggiore, "In circolo".
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Perturbazione - In
Circolo